Sono 107 i piloti che prenderanno il via al Rally di Sardegna in programma dal 14 al 18 giugno 2003 su sentieri e sterrati da Arborea fino al Parco Geominerario e alle montagne dell’Alto Oristanese. Attraverso strade e mulattiere delle province di Cagliari e Oristano in territori che comprendono itinerari turistici, culturali e gastronomici di notevole valore ed interesse, sia lungo i litorali sia nelle zone interne, meno conosciute ma altrettanto affascinanti. Quanto ai piloti facile individuare quali saranno i protagonisti, anche se in un Rally può accadere di tutto e può venir fuori il nuovo protagonista a mettere in crisi i grandi che da sempre svettano ai primi posti del “Sardegna”.
Favorito d’obbligo il catalano Nani Roma che lo scorso anno ha posto fine allo strapotere di Matteo Graziani, vincitore di ben quattro edizioni e quest’anno costretto a rinunciare alla trasferta in Sardegna per la caduta al Rally del Marocco. Nani Roma, vincitore dell’ultima Dakar e dell’ultimo rally Trentaduenne, di Folgueroles (Spagna), Joan 'Nani' Roma Cararach (questo il suo nome completo) è un vero gigante dell’enduro e dei rally. È alto 1,90 e tutta la sua statura è ben sfruttata in una guida energica e sicura. Nel suo palmares c’è un titolo mondiale enduro, una vittoria al Rally di Tunisia, quattro vittorie al Baja de Argon, un terzo posto al Tunisia dietro Despres e Meoni, e il terzo posto al Marocco. Infine la vittoria all’ultima Dakar. Roma punta a fare il bis e a non concedere niente agli altri assi dei rally africani: l’italiano Fabrizio Meoni, il suo corregionale e compagno di squadra Marc Coma (Ktm 450) che domenica 6 giugno ha conquistato il secondo posto al Rally del Marocco, proprio dopo il ritiro di Roma, che, nonostante la caduta e la distorsione al ginocchio, sarà ad Arborea. “”Si sta sottoponendo alla fisioterapia - ha detto il suo manager Fabio Fasola, vincitore del Rally di Sardegna nel 1988 e 8° assoluto lo corso anno – e saremo puntuali in Sardegna”: C’è infine l’asso francese Richard Sainct (Il Team) campione del mondo nel 2002, vincitore di tre Dakar e di tutti i gradi rally africani. E la quarta superstar di questo rally del ventennale che si annuncia come la resa dei conti della stagione 2004 e come rivincita dei grandi rallyes africani. A guardare il formidabile quartetto si ha la certezza di vedere la griglia di un grande Rally, così come lo ha sempre sognato il patron Gian Domenico Nieddu.
Se per Meoni, Roma, Sainct e Coma il Rally 2004 si annuncia come la resa dei conti non mancheranno alla sfida i piloti veterani del Sardegna che da anni inseguono il titolo di “Re di Sardegna”. Tra questi lo stesso Fabrizio Meoni. Toscano di Castiglion Fiorentino, classe 1957, Meoni ha vinto ben due Dakar, quattro Rally d’Egitto, quattro Rally di Tunisia, un Incas Rally, un Rally del Dubai e la coppa del Mondo Tout Terrain nel 2000. Ma non ha vinto mai in Sardegna dove sbarca per la quarta volta assistito dal formidabile Team Fasola School. La sua prima Dakar l’ha vinta nel 2001 dopo una serie di risultati positivi nelle precedenti edizioni. Nel 2002 ha vinto ancora la grande maratona africana portando al debutto vincente la KTM LC8 950 bicilindrica. Complessivamente ha partecipato a dieci Dakar e ha fatto un eccezionale poker di vittorie al Rally di Tunisia, dove ha preceduto sul traguardo proprio gli altri due alfieri KTM che l’anno scorso hanno partecipato al Rally di Sardegna: Cyril Despres, che ha concluso secondo in Tunisia e Nani Roma, terzo. Meoni si è confermato in buon forma proprio domenica 6 giugno ad Agadir chiudendo al quarto posto il Rally del Marocco.
Tra i favoriti va incluso il ventisettenne perugino Federico Mancinelli su KTM EXC 525 del forte team KTM Collina Motori, che ha vinto quest’anno il Rally dell’Umbria, battendo il superfavorito Graziani e che nel suo palmares 4 titoli italiani di enduro, un titolo italiano raid T.T. e un 2° posto al campionato europeo. E tra i piloti più temibili ci sono sicuramente altri veterani dei sentieri della Sardegna cioè Paolo Ceci su Hm Honda 250 (Team HM Giletti Assomotor) terzo assoluto l’anno scorso, seguito da Mauro Uslenghi su Suzuki DRZ 250 4T (Moto Club Oggiono), da Filippo Giola su Husqvarna, lo stesso Fabio Fasola su KTM che oltre a seguire il suo squadrone bada anche alla sua gara. E ancora, Antonio Colombo, vincitore in Sardegna nel 1999, Massimo Chiesa, vincitore nel 1989 e nel 1996, più volte campione italiano, che a distanza di anni insegue la terza vittoria in Sardegna, dopo aver collezionato ottimi risultati nei rally africani e in tutti i rally marathon italiani, e Remo Pini (Team KTM Collina Motori) il quarantenne modenese che ha collezionato cinque titoli italiani Motorally. Ma soprattutto il campione sammarinese Alex Zanotti su Hm Honda 450 (Team HM Giletti Assomotor)reduce da un 11° posto al recente Rally del Marocco alle spalle dei mostri sacri di grandi rallyes africani.
Molte le curiosità circa le professioni dei piloti che corrono il Rally, ovviamente per pura passione del fuoristrada e per la scoperta di nuovi e affascinanti itinerari. Ce n’è per tutti i gusti e per tutte le età. La professione più rappresentata è quella degli imprenditori, seguita dai commercianti, liberi professionisti, agenti di commercio, dirigenti d’azienda, medici, dentisti e ingegneri. Ci sono anche operai, agenti di polizia, artigiani, assicuratori, impiegati e meccanici. L’età più rappresentata è quella tra i 30 e i 45 anni. Ma la passione per le grosse moto fuoristrada non conosce età. Il più giovane è il veneto Stefano Lazzarin su Yamaha (Laguna Team) 22 anni. Il meno giovane Egidio Andreani (su Honda) di Cattolica, 62 anni il prossimo agosto.
Quanto alle marche la più “gettonata” è la Ktm sulla quale corre più della metà dei partecipanti. La Ktm è anche la moto che ha vinto 7 delle edizioni disputate, seguita dalla Yamaha (5 vittorie) e dalla Honda (3 vittorie). L’Aprilia e la Gilera hanno vinto rispettivamente la prima e la seconda edizione.