Rally di Sardegna: vent'anni di gare

In Offroad

11 giugno 2004
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Rally di Sardegna: vent''anni di gare


Il Rally di Sardegna festeggia quest’anno il ventennale. La prima edizione, infatti, si disputò nel 1984 su un percorso a zig zag da Olbia a Cagliari passando per Alghero, Cala Gonone, Villasimius, Chia, attraversando tutta la Sardegna sulle montagne. La vittoria andò ad Andrea Balestrieri su Gilera. L’idea fu dei fratelli Guido e Renato Zocchi di Gallarate, appassionati di motociclismo che trovarono la preziosa collaborazione del Moto Club Gonnesa, presieduto allora da Chicco Casti che già collaborava con loro organizzando meeting motociclistici sul campo da cross di Gonnesa. Nell’organizzazione fu subito coinvolto, come addetto stampa, il giornalista Gian Giacomo Nieddu. E da quel lontano 1984 entrambi questi personaggi sono ancora nello staff dell’organizzazione del Rally con gli stessi ruoli di vent’anni fa. Casti come direttore di gara e Nieddu come addetto stampa e P.R sono i veterani del Rally, impegnati ancora con lo stesso entusiasmo.

Quell’anno Renato Zocchi era reduce dalla Parigi Dakar. La sua idea era quella di trasferire in Europa lo spirito di avventura del grande rally africano e soltanto la Sardegna, che Renato conosceva molto bene, poteva offrire il territorio adatto. Grandi spazi, paesaggi selvaggi ed affascinanti, montagne e foreste nell’interno e grandi spiagge. Non era l’Africa della Dakar ma aveva un fascino unico, irripetibile in altre regioni, se è vero come è vero, che qualche anno fa Fabrizio Meoni ha definito la Sardegna, la “mia Africa”. E Meoni è uno che se ne intende.

L’organizzazione è passata di mano. Dal Moto Club Gonnesa al Moto Club Sardegna da Chicco Casti a Gian Domenico Nieddu che vi partecipò su una Gilera 125 nel 1985. Da allora il Rally è cambiato ed è cresciuto. Non più un percorso lungo tutta l’isola ma un percorso in montagna a margherita con un quartier generale fisso in una località turistica sulla costa, per unire mare e montagna, spiagge e zone interne. Senza niente togliere all’avventura fuoristrada ed aggiungendo il fascino di una bella vacanza in Sardegna all’inizio dell’estate.

Oggi il “Sardegna”, come ora viene chiamato comunemente dalla stampa specializzata, non è soltanto una grande gara motociclistica, nella quale gli amatori possono confrontarsi con i grandi campioni della specialità, che si contendono i titoli italiani ed europeo. Ci sono quest’anno il campione spagnolo Nani Roma vincitore dell’ultima Dakar con l’altro campione catalano Marc Coma, secondo assoluto al recente Rally del Marocco, l’italiano Fabrizio Meoni, battuto in Marocco e deciso a riproporre la sua forza in Sardegna ed infine Richard Sainct, il fortissimo francese campione del mondo nel 2002, vincitore di tre edizioni della Dakar e dominatore di tutti rally africani. Mancherà all’appuntamento sardo Matteo Graziani portacolori de “Il Team” di Enzo Campione, formidabile vincitore di quattro edizioni della corsa sarda. Una brutta caduta al Rally del Marocco gli è costata una doppia frattura della tibia, che lo ha costretto a rinunciare alla trasferta in Sardegna. A questo quartetto ed alle “scuole” di fuoristrada che rappresentano (la catalana, l’italiana e la francese) è ristretto il numero dei favoriti. Ma si sa che in un rally può succedere di tutto.


Ma il Rally è anche una grande occasione per piloti, meccanici, tecnici, accompagnatori, raid-tourist, medici e giornalisti per scoprire la Sardegna interna meno conosciuta. Quella che non si trova sulle guide turistiche. Il Rally, attraverso sterrati e sentieri, collega litorali e spiagge a montagne e foreste, dove è facile incontrare pastori ospitali, ormai abituati a questi “intrusi” che rompono, con le loro moto, i grandi silenzi della Sardegna interna. Durante i trasferimenti ci si ferma, infatti, ad ammirare panorami da posizioni dove soltanto una moto fuoristrada può arrivare. Panorami che intrigano giornalisti, fotoreporter e cineoperatori che, grazie al Rally, riempiono di queste immagini riviste e telegiornali.

C’è sempre anche il fascino dell’avventura. Un’avventura, a due passi da casa, lungo circa mille chilometri di sentieri impervi, partendo però da strutture turistiche di primo piano e 4 stelle, come quella scelta quest’anno: l’Hotel Ala Birdi di Arborea da dove partiranno e dove arriveranno le quattro tappe e dove - nel pomeriggio – dopo la maratona fuoristrada del mattino, accompagnatori, giornalisti, meccanici, raid tourist possono ripartire per visitare siti archeologici unici al mondo come il Nuraghe Losa, le rovine di Tharros lungo la bellissima costa della penisola del Sinis. o trascorrere ore di relax al mare sulla spiaggia oltre la grande pineta.

È una carovana di oltre 350 persone, tutte ospitate a L’Ala Birdi, che per cinque giorni vivono a contatto con i sardi e la Sardegna, diventata per i piloti “L’isola del tesoro” come l’ha definì nel lontano 1984 Andrea Balestrieri vincitore della prima edizione e battezzato dalla stampa italiana, francese e spagnola “Andrea I Re di Sardegna”.

Il Rally, per le sue caratteristiche turistiche e sportive, è un evento che in tanti anni ha conosciuto uno sviluppo tecnico ed agonistico tale da richiamare il grande pubblico e l’interesse della stampa specializzata e dei network televisivi europei, sempre affascinati da questa “Sfida del Mediterraneo” a due passi dall’Africa dove si corrono i massacranti Rally nel deserto.

Nello spirito e nella volontà del presidente del Moto Club Sardegna Gian Domenico Nieddu, che da quattro anni ha preso in mano tutta l’organizzazione, c’è in primo luogo la Sardegna. Non soltanto come “territorio di gara” ma come terra da scoprire e valorizzare anche attraverso lo sport, grazie agli sponsor istituzionali della Regione Autonoma della Sardegna, dell’ESIT, e degli sponsor privati, nazionali e regionali, che, anno dopo anno, investono parte dei loro budget pubblicitari in questa manifestazione. Che oggi compie vent’anni.





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