Hell's Gate 2015: qualche domanda a Fabio Fasola

di Redazione Italia MotoCorse.com - Stefano Pelati

Hell''s Gate 2015: qualche domanda a Fabio Fasola

E’ domenica mattina, l’Hell’s Gate è finita e, mentre aspettiamo la partenza della cavalcata ne approfittiamo per fare qualche domande a Fabio Fasola davanti a un caffè.

“La prima domanda è quasi scontata, come ti è sembrata questa edizione rispetto agli anni precedenti?”

“Più dura, sicuramente, ovviamente per i piloti ma anche per l’organizzazione, i commissari, i marshall che sono rimasti fuori tutto il giorno in condizioni pessime e si sono trovati alle prese con problemi di gestione di percorso, fettucce, praticabilità” 

“Numero dei partecipanti?”

“più o meno in linea con gli altri anni, sono aumentati i piloti iscritti alla Lite (la cavalcata n.d.a.) il cui percorso è stato comunque ridotto a causa dei 30cm di neve caduti durante la notte” 

“Come mai hai deciso di ridurre i tempi della qualificazione al mattino?”

“Perché mi sono reso conto che i tempi preventivati erano troppo larghi per i migliori, il problema è che sono cambiate le condizioni e questo ha lasciato fuori dai giochi molti piloti, ma sono situazioni che in gara si possono verificare.

Dalle prossime edizioni pensiamo di tornare ad una qualificazione “accessibile” a tutti e ad una gara tracciata per mettere in crisi anche i più forti. 

“Qualcuno ha obiettato che il percorso è sempre uguale da anni e sarebbe ora di rinnovarlo, cosa rispondi?”

“I passaggi classici, la cascata, la salamandra, il dente, fanno parte della storia dell’Hell’s Gate e resteranno sempre, inoltre modificare radicalmente un percorso del genere presenta problemi amministrativi, di autorizzazioni, di rapporti con gli enti locali. Il territorio del Ciocco è un’area privata ma questo non vuol dire che possiamo fare quello che vogliamo, ed i problemi dell’enduro li conosciamo tutti. 

“Cosa spinge un endurista ad iscriversi ad una gara con la certezza quasi assoluta di non riuscire nemmeno a superare la qualifica?”

“Perché il mondo dell’estremo piace, moto e gomme si sono evoluti moltissimo e permettono di affrontare passaggi sempre più impegnativi e anche il pilota neofita o comunque non di alto livello vuole vedere fino a che punto riesce a spingersi. Preferisce provare passaggi al limite piuttosto che guidare su un fettucciato veloce o in una speciale tecnica.  

“Come vedi il futuro dell’enduro qui al Ciocco?”

“Abbiamo in programma la realizzazione di un enduro park e introdurre l’uso delle moto elettriche”

“A proposito di elettriche, pensi siano veramente il futuro dell’enduro?”

“Per ora no, hanno ancora troppo poca autonomia. Sono mezzi divertenti e performanti ma, per ora,  li vedo limitati all’uso in park”

“Infine una domanda che esula dal tema dell’enduro estremo, sembra che ci sia un boom di persone che vogliono provare a fare enduro anche con bicilindrici, dual sport o comunque moto “pesanti”, perché?”

“Perché vale lo stesso discorso che si faceva prima, le maxienduro stanno andando forte e la gente vuole vedere cosa è possibile farci, per un monocilindrico da gara, l’estremo può essere il dente, o la cascata, per una bicilindrica l’estremo sono un guado o un sentiero, ma l’approccio non cambia”

“Quindi vedremo mai una Hell’s Gate per bicilindrici al Ciocco?”

“(Ride) no gare per bicilindrici al Ciocco no, non ne faremo, ma stiamo per introdurre corsi di guida per maxienduro”

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