Era da tempo che ci frullava per la testa l’idea di provare un mezzo dedicato al trasporto persone che consentisse di ospitare internamente almeno una moto da cross o da enduro senza smontare nulla, conservando al tempo stesso la possibilità di far viaggiare comodamente 4 o più persone. Ci siamo messi quindi a “caccia” del mezzo migliore e l’impresa si è rivelata più complicata del previsto. Molti van derivati dai furgoni commerciali, anche quelli più blasonati, sulla carta offrono tutto ciò che occorre, ma quando si vanno a fare le misurazioni si scopre che farci entrare una moto alta 133 cm (nel nostro caso una Yamaha YZ 125 da cross) è un’impresa assai ardua, se non del tutto impossibile per via della limitata altezza del portellone posteriore. Vuoi per una conformazione pensata originariamente più per il trasporto di pallet e scatoloni, vuoi per il fatto che i mezzi adibiti al trasporto persone perdono parecchi centimetri a causa della maggiore insonorizzazione e delle finiture più curate dell’abitacolo rispetto ai corrispettivi mezzi da lavoro, fatto sta che l’individuazione del mezzo più vantaggioso sotto il profilo delle dimensioni ha richiesto parecchio tempo. Del resto volevamo un veicolo capiente, curato come una vettura, con dimensioni simili a una station wagon e che non costasse un patrimonio. La scelta alla fine è caduta su un Opel Vivaro Tour, che nella versione Cosmo gentilmente messa a disposizione da Opel Italia si presenta con un buon livello di finiture e una dotazione completa, ulteriormente ampliabile attingendo al catalogo accessori.
Lungo come una station, ma molto più capiente
Con una lunghezza di soli 472 cm Opel Vivaro è più corto di una station wagon tradizionale come Passat o Mondeo, ma grazie al muso corto e alla sua particolare conformazione può ospitare comodamente fino a 9 persone a seconda delle versioni e degli allestimenti. Nel nostro caso il mezzo era configurato per 8, con tre posti davanti, due centrali e 3 nella seconda fila posteriore. Questa è in assoluto la configurazione migliore per trasportare una moto e avere spazio sufficiente per 4 persone, in quanto rimuovendo la panchetta posteriore si riesce a far entrare la moto infilando la ruota nello spazio che resta tra la panchetta da due posti della prima fila posteriore e il pratico portellone scorrevole, molto ampio e facile da azionare sia dall’interno sia dall’esterno. Peccato che a differenza di Mercedes Viano e Volkswagen Multivan il Vivaro non prevede un sistema di guide scorrevoli in grado di ospitare anche sedili singoli. Una caratteristica che avrebbe regalato ancora più versatilità, permettendo per esempio di montare 6 sedili singoli smontabili agevolmente senza dover chiedere aiuto a qualcuno per per rimuovere le pesanti e ingombranti panchette. Tra l’altro per rimuovere la panca posteriore da 3 posti è indispensabile prima rimuovere quella centrale da 2, poiché la si deve necessariamente far uscire dalla porta scorrevole laterale. Anche il sistema di aggancio e sgancio, che prevede punti di ancoraggio sul pavimento e leve di blocco, non è così immediato e richiede un po’ di allenamento. In compenso rimosse le due file di sedili si ha a disposizione uno spazio praticamente infinito dove trovano facilmente posto due moto e tutta l’attrezzatura, mantenendo la possibilità di viaggiare in 3 grazie al sedile passeggero doppio a lato del conducente. A noi però interessava poter viaggiare in 4 con una moto al seguito, pertanto il nostro test si è svolto con la seconda fila dei sedili regolarmente in posizione. Sollevato il portellone posteriore, abbiamo usato un’asse di legno come rampa e abbiamo tentato di far salire la nostra moto da cross senza alcun accorgimento. La moto entrava, ma il manubrio sfregava sul rivestimento del tetto. Abbiamo quindi deciso di comprime leggermente le forcelle per recuperare qualche centimetro e la situazione è migliorata nettamente. Con questa semplice operazione la moto è entrata agevolmente, con il manubrio che però andava a posizionarsi all’altezza del sedile esterno della seconda fila, rendendolo di fatto inutilizzabile. L’altro sedile restava invece completamente libero, consentendoci così il trasporto in tutta sicurezza di 1 moto e 4 persone. Volendo trasportare una persona in più è sufficiente caricare la moto al contrario (la soglia bassa permette di portare a termine questa variante anche da soli) in modo che sia la coda a salire per prima. Così facendo il manubrio resta abbondantemente dietro la seconda fila dei sedili e si riesce a sfruttare per intero la panchetta. Tra l’altro in questo modo si sfruttano meglio anche i ganci di fissaggio presenti nella parte posteriore senza che le cinghie diano fastidio ai passeggeri. Anche con la versione a passo corto usata per la prova la moto entra perfettamente senza dover compiere acrobazie e la cosa sorprendente è che resta tantissimo spazio per i bagagli. Se poi la moto la si lascia a casa si riesce tranquillamente a viaggiare in 8 avendo ancora tanto spazio a disposizione per valigie e borse. Da segnalare che l’intero vano di carico è rivestito in moquette, compresa l’eccellente cappelliera, che essendo rigida può essere utilizzata come ulteriore ripiano per borse e altri oggetti. Un kit di tappetini che si estende fino al baule assicura un’ulteriore protezione, ma ovviamente consigliamo di mettere un telo protettivo (o meglio ancora una gomma con bordi rialzati) quando si carica una moto, specialmente dopo averla infangata per bene in un campo da cross.