Sardegna Rally Race 2011, che nomi al via!

In Offroad

28 maggio 2011
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Sardegna Rally Race 2011, che nomi al via!


Non sembra vero, ma il sogno di un Rally fuori dalla portata dell’immaginazione è realtà. Tutto in giorno, sulla banchina del Porto Vecchio di Porto Cervo. Si materializzano emozioni sognate durante i lunghi mesi di preparazione, che non si dimensionano abbastanza perché sono ancora circondate di un alone di mito.  Marc Coma e Cyril Despres hanno fatto la pace. Il duello tra i due fuoriclasse, esteso al di fuori della pista per quasi due anni, è tornato nella dimensione sportiva. Accade solo al Sardegna Rally Race. 71 piloti, dei 74 iscritti, superano lo scoglio formale delle operazioni preliminari.

Il paddock brulica di aspettative, di “candidature”, di tesi fino a ieri utopistiche ed ora appartenenti al mondo reale. Marc Coma e Cyril Despres, e perché no Helder Rodrigues o Przygonski, o uno dei duellanti che dividono il tifo “nazionale”, Matteo Graziani o Andrea Mancini? Ma siamo ancora nel “materialismo” moderno della cronaca. Stephane Peterhansel si presenta ai tavoli delle verifiche, un brivido. Un attimo dopo ecco Cyril Neveu, quindi Franco Picco (nella foto). Altri brividi. Che Picco possa presentare il conto e prendersi la rivincita sulla storia? Franco Minimizza: è qui solo per non perdersi un’occasione.

Neveu, il primo recordman della Dakar, sorride ed ironizza: “Alla mia età di sicuro non sarebbe logico prendere dei rischi, andare forte e ritrovarmi qualcuno che arriva in senso contrario perché ha sbagliato strada! No, sono qui per divertirmi e per godermi la Sardegna e l’ambiente”. Eppure Cyril, cinquanta e passa, è in uno stato di forma invidiabile. E poi, il talento non invecchia. L’equazione lo “abilita” ai 1.500 km d’inferno e di navigazione del Sardegna Rally Race. Rischia di non tornare, invece, il conto di Peterhansel. Nove Dakar nel suo “libro dei record”. Dopo le sei vittorie in moto ha raddoppiato le ruote, ma non ha perso il vizio. Nella hall del Colonna Pevero (Country) si sbarazza del profilo che si vorrebbe affibbiargli e sintetizza: “Impossibile pensare di poter essere sui livelli di velocità, navigazione e tecnica di Coma o di Despres. Mancano gli anni e la condizione fisica. Perché in Sardegna? Perché mi piacciono l’Organizzazione, le piste dell’Isola e l’atmosfera del Rally".

Eppure non quadra: “Peter” ha scelto una 250 (che fosse Yamaha era una certezza), e la sua compagna Andrea Mayer (l’indimenticabile Angelo delle sabbie delle Dakar troppo dure per una donna) ha curato personalmente la preparazione del marito: esercizio fisico, alimentazione, tecnica e programma di allenamenti. No, non torna, fosse soltanto perché è bello sognare: Stephane non ha mai fatto una cosa a metà. Si è defilato troppe volte e troppe volte è tornato, e sempre per riconquistare quel numero 1 per un decennio impossibile da scollare dalla sua tabella. Forse non vincerà, forse, ma di sicuro non sarà passato dal Sardegna Rally Race per una vacanza in Costa Smeralda.

Abbiamo detto degli italiani (aggiungiamo Zanotti), ci siamo dimenticati dei quad, una dozzina, capitanati da Camelia Liparoti, la livornese più veloce e Campione del Mondo, e degli altri torneremo a parlare, da quando la corsa entrerà finalmente nel vivo. La prima tappa “taglia” il Monte Limbara, sfiora il Mediteraneo e cala giù verso Capo Caccia, per congiungersi alla prima mèta del Sardegna Rally Race: Porto Conte. Da Porto Cervo sono più di 300 chilometri, con dentro due prove speciali per “acclimatarsi”: 70 e 40 KM. Il Rally tra due secoli è lanciato. Bike Village ha raccolto il guanto di una sfida impossibile, ed eccola qua.





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