
Un pickup economico ma per nulla povero, ideale per chi è alla ricerca di un mezzo abbordabile in grado di trasportare comodamente 5 persone e le proprie passioni a due ruote.
Pensiamo alla Cina e inevitabilmente, soprattutto se non si è avuta la fortuna di visitarla per capirne un po’ di più, vengono in mente i prodotti falsi spacciati per le strade o quelli venduti a pochi Euro nei mercatini, pieni di imperfezioni se non addirittura pericolosi. Molto spesso però non valutiamo che dietro ai più grandi marchi internazionali si celano proprio aziende cinesi che si occupano della produzione a vari livelli. Pur con le sue contraddizioni la Cina vanta una cultura millenaria che non ha nulla da invidiare alla nostra, una capacità di sviluppo incredibile e una “voglia” di fare che da noi purtroppo è andata in parte scemando con il benessere. A Shanghai si possono trovare ottime repliche di Rolex a 40 Euro, ma anche prodotti di alta gamma di aziende cinesi che hanno preferito puntare sulla qualità e l’originalità per trovare sbocchi commerciali internazionali. Great Wall appartiene a quel filone di aziende che hanno capito prima di altre come la copia e il prezzo basso non possono pagare in una politica di espansione a lungo termine. Il loro obiettivo non è attuare un’azione mordi e fuggi sui mercati internazionali, bensì arrivarci con prodotti che assicurino una presenza e una crescita costante. A loro interessa presentarsi con un prodotto che a livello prezzo/prestazioni sia quanto di meglio il mercato possa offrire e per farlo si sono affidati a un importatore italiano, la bresciana Eurasia, che li ha saputi consigliare e far crescere a livello europeo. Del resto già nel 2006 Great Wall è stata la prima azienda automobilistica cinese a omologare una vettura rispondente a tutte le norme europee in termini di sicurezza, affidabilità, emissioni e livello di assistenza tecnica.
Ma perché parliamo di Great Wall su un portale di moto? Semplice, perché molti fanno salti mortali per poter coltivare la passione delle due ruote e in pochi possono permettersi di avere una vettura per la famiglia e un furgone per portarsi in giro le moto. Senza dimenticare che i furgoni sono al massimo a tre posti e quindi chi ha una famiglia anche solo poco più numerosa è inesorabilmente tagliato fuori. Certo esiste il carrello, ma dopo aver provato qualche soporifera e pericolosa trasferta a 80 Km all’ora, accerchiati da camion che possono superarci tranquillamente a 100, riteniamo sia l’ipotesi meno entusiasmante in assoluto. Il mercato offre anche splendidi furgoni combinati, ma a parte i costi molto elevati abbiamo verificato che sono pochissimi quelli in grado di portare 4 persone e almeno una moto da fuoristrada (torneremo quanto prima sull’argomento). La soluzione più abbordabile e pratica per chi vuole un unico mezzo di trasporto a 360 gradi, magari da abbinare a una city car per gli spostamenti urbani, è un pickup a doppia cabina, in grado di trasportare comodamente 5 persone mantenendo un vano di carico sufficiente per stivare una o due moto sfruttando eventualmente la ribaltina come piano di carico (ricordandosi di apporre la targa ripetitrice e il cartello rifrangente per indicare un carico sporgente). La scelta è caduta sullo Steed di Great Wall perché è un prodotto caratterizzato da un eccellente rapporto qualità prezzo, coperto da una garanzia di 3 anni o 100.000 KM e dalla disponibilità di versioni a 2 e 4 ruote motrici con o senza impianto Gpl, prodotto dall’italianissima BRC e omologato direttamente da Eurasia Motor Company.
Motore collaudato e alimentazione Gpl
Per il nostro test Great Wall ci ha gentilmente fornito uno Steed doppia cabina a cassone aperto nella versione 4WD Ecodual, dotato ciò di motore a benzina e impianto Gpl. Il propulsore Euro 4 è una garanzia, essendo il 2,4 litri Mitsubishi 4G69S4N a iniezione da 126 cavalli a 5.250 giri (con una coppia di 200 Nm già disponibile tra 2.500 e 3.000 giri) montato alcuni anni fa sull’L200. Non particolarmente prestante in termini assoluti, è però un vero e proprio mulo e garantisce prestazioni di tutto rispetto sia su strada sia in fuoristrada, merito anche di un cambio manuale a 5 marce che prevede la possibilità di passare da 2 a 4 ruote motrici anche in movimento, nonché di inserire all’occorrenza le marce ridotte. I consumi, soprattutto a causa delle masse in gioco, non sono certo da utilitaria, anche se dipendono molto dallo stile di guida. Diciamo che mediamente si percorrono dai 7 ai 9 Km con un litro, ecco perché la versione Ecodual è particolarmente interessante. L’impianto Brc ha un funzionamento esemplare, tanto che non ci si accorge nemmeno del passaggio da benzina a Gpl e viceversa. Le prestazioni viaggiando a Gpl non ne risentono più di tanto. Solo in salita abbiamo evidenziato una certa differenza a favore dell’alimentazione a benzina. La doppia alimentazione assicura notevoli vantaggi non solo a livello economico, ma anche sotto il profilo dell’autonomia complessiva (70 litri di benzina e 72 di Gpl assicurano almeno 800 Km) e dell’abbattimento degli agenti inquinanti (con il GPL si può circolare anche durante i blocchi del traffico). A livello dinamico lo Steed è un classico pickup di 5,04 metri di lunghezza e 1,80 di larghezza, con sospensioni posteriori interconnesse con balestre e anteriori indipendenti a doppio braccio con molle elicoidali e barra di torsione. L’altezza minima da terra di 194 mm., ma soprattutto gli angoli di attacco e di uscita (30°/24°) e quello di rampa (17,5°), assicurano una notevole mobilità anche nel fuoristrada abbastanza impegnativo. Rispetto a un’auto lo Steed è leggermente più rumoroso (ma in linea con altri pickup) e richiede più accortezza nella guida per via delle dimensioni e di una certa deriva sul posteriore. Ci si fa però presto l’abitudine e dopo aver preso le misure la guida non è poi così diversa da una monovolume o una vettura da famiglia, a patto ovviamente di non esagerare. Ottimo il servosterzo, che si indurisce progressivamente regalando una piacevole sensazione di sicurezza anche in autostrada o nei curvoni veloci. La frenata è migliorabile, ma anche qui si tratta di adottare uno stile di guida consono per un mezzo di questo tipo, che mal digerisce una guida sportiva. Al piacere di guida contribuisce la posizione di guida rialzata e una buona visibilità in tutte le direzioni. Anche senza disporre dei sensori di parcheggio e della telecamera posteriore, è sufficiente voltarsi durante le manovre in retromarcia per vedere facilmente l‘ingombro del cassone anche con la ribaltina abbassata. Probabilmente con l’hard top montato i sensori di parcheggio diventano fondamentali.
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