Uno dei motivi per i quali la diffusione del trial in Italia è piuttosto limitata è il proliferare di divieti generalizzati, che impediscono all'appassionato di affrontare una mulattiera abbandonata senza rischiare draconiane sanzioni e depauperanti sequestri. Così parecchi potenziali trialisti, animati da un germoglio di passione che non aspetta altro che essere innaffiato, preferiscono trascorrere il proprio tempo libero fissando imbambolati uno schermo a cristalli liquidi, invece di affrontare il mondo con gratificante fatica, immergersi nella natura e contemplarne le meraviglie, accompagnati dall'educato borbottìo dello scarico di una moto da trial moderna.
A Pragelato (sito delle Olimpiadi Invernali 2006 dedicato in particolare al salto con gli sci e al fondo), nella Val Chisone, a una settantina di chilometri da Torino, la pensano diversamente. Pensano che il trial, se correttamente praticato, sia una disciplina bellissima, spettacolare per chi la pratica ed anche per chi la osserva, e che l'utilizzo dei mezzi a motore e la salvaguardia dell'ambiente naturale non siano necessariamente in palese contraddizione.
E' così stata messa a disposizione dei trialisti una serie di ripidi sentieri che portano dal fondovalle fino al crinale della montagna, allo spartiacque tra Val Chisone e Val di Susa. I percorsi attraversati dalle stradine sono particolarmente suggestivi, e alternano passaggi difficili e impegnativi tra gli alberi a rilassanti pianori. Non è infrequente, in questi luoghi, l'incontro con gli acrobatici e schivi caprioli, così come è possibile scorgere le marmotte e ascoltare il loro tipico fischio.
Non credano i proprietari di rumorose enduro di poter sfrecciare impunemente su queste mulattiere (e non solo per il fatto che a loro sono precluse da regolamento). Quasi tutti i tracciati sono fisicamente impossibili da affrontare con qualcosa di diverso da una moto da trial, e anche un mezzo da motoalpinismo (una trial imborghesita con serbatoio maggiorato, sella ed altri orpelli) potrebbe trovarsi in difficoltà, a causa del suo peso, nei passaggi più angusti. In alcuni tratti è necessaria una particolare attenzione, perché se la stanchezza o la distrazione portassero a mettere le ruote pochi centimetri fuori dal percorso battuto, sarebbe facile rotolare rovinosamente a valle insieme alla moto.
D'altronde, nessuno vi obbliga ad essere trialisti. Se preferite, potete stare a casa a farvi le meches. Ma se amate le due ruote, amate la sfida con voi stessi, siete in grado di concentrarvi e di rimanere calmi di fronte alle difficoltà, e sapete apprezzare e rispettare la montagna, allora prendete una silenziosa moto da trial e venite a Pragelato. Troverete pane per i vostri denti.