Hell's Gate al Ciocco: Lampkin in testa nella frazione diurna

Hell''s Gate al Ciocco: Lampkin in testa nella frazione diurna

In una gara così estrema, tutti avrebbero probabilmente puntato sullo specialista-killer delle gare più tremende: il polacco Taddy Blazusiak (vero asso pigliatutto in corse del genere e grande protagonista del Mondiale Indoor Enduro, en passanti). Ma non a caso la corsa ideata e diretta da fabio fasola si chiama Hell’s Gate: cancello per l’inferno. Lucifero in persona sembrerebbe dunque averci messo lo zampino, rimescolando le carte di una fantastica giostra dal finale incredibile.

In una sfida che era stata promessa epocale, è successo che anche i più tenaci abbiano dovuto cedere: Blazusiak, l'imbattibile, che arrivava da una serie positiva in altre gare internazionali e, tra l’altro, vittorioso nelle ultime due edizioni alla Hell's Gate, si è arreso al primo giro della fase micidiale del pomeriggio, dopo che una caduta ha procurato danni non risolvibili alla sua KTM. Prima di lui, fin dai primi giri della fase selettiva del mattino, avevano abbandonato due alfieri italiani del peso di Alessandro Botturi e Mario Rinaldi. Il primo è stato fermato da una caduta, l'altro non era decisamente in giornata. Poi si è ritirato Paul Bolton, e molti altri hanno dato forfat durante le quattro tornate mattutine, tanto che all'arrivo della fase selettiva dei 103 partiti ne rimanevano in sella solo 46.

In verità, la prima frazione di gara non doveva essere così “cattiva”; almeno così aveva promesso capitan Fasola! Ma il maltempo del venerdì ha forse dato quell'ingrediente insidioso in più alla terribile ragnatela di sentieri del Ciocco (località toscana nota per essere stata più volte sede dei Mondiali Enduro e Trial, ai tempi, e di molti rally automobilistici nazionali).

Tant'è che prima del via del pomeriggio le facce dei piloti portavano già evidenti i segni della fatica. Un po' meno stanchi i soliti noti: Blazusiak, Lettenbichler, i trialisti Jarvis e Lampkin (gareggia con una Beta, moto costruita proprio in Toscana: Foto), Graffunder. E dire che già nelle tre prove speciali selettive i superpiloti della specialità hanno dimostrato di non volersi risparmiare! Tre su tutti, Blazusiak, Lettenbichler e Jarvis, hanno dato il primo assaggio di spettacolo. Il polacco, vincitore della prima frazione, è partito a razzo vincendo le prime due speciali. Ma  Lettenbichler e Jarvis non lo hanno mollato un secondo ed all'ultimo giro Blazusiak (KTM) ha dovuto cedere il passo proprio ai due avversari, con Jarvis che si è accaparrato la frazione e Lettenbichler subito dietro.

Al via della seconda frazione, alle 15.30, tutti allineati in griglia come si usa nella supermoto. Il carosello è ripartito con solo i trenta migliori in lotta per altri quattro giri ancor più massacranti. Già dopo la prima tornata si è capito che la partita sarebbe stata veramente dura: sui passaggi storici della Hell's Gate, il Salamandra Creek, la Cascata, il Laghetto, sono cadute a poco a poco le speranze di tanti piloti eroici. Al secondo giro il patron della corsa, Fabio Fasola, ha capito che sarebbe stato necessario rivedere il margine di tempo di passaggio entro i quaranta minuti: il regolamento della Hell's Gate prevede che i concorrenti che negli ultimi due giri transitano mezz'ora dopo il primo è come se non ci fossero. Così facendo, però, la gara sarebbe terminata subito, perché il vantaggio del primo stava diventando enorme. Jarvis, leader su tutti, stava conducendo la contesa con diciotto minuti di vantaggio; ma, come ha già dimostrato di saper fare anche nella Hell's Gate 2009, il gigante  inglese Doug Lampkin, titolare di una dozzina di corone mondiali di trial, ha suonato la carica non appena scese le prime ombre della sera, divorando metro dopo metro tutto il vantaggio del connazionale.

Ai piedi dell'Hell's Peak Jarvis è arrivato comunque per primo, ma ha commesso qualche errore in fase di attacco: aiutati entrambi dal pubblico i due trialisti hanno regalato l'ultima sfida proprio nei metri finali. Lassù, sul trono del regno dell'estremo, Fabio Fasola li ha attesi; Lampkin è stato il più rapido a sfruttare la forze del pubblico ed è stato così che la favola si è conclusa con un dodici volte mondiale di trial sul gradino più alto della fase diurna dell’Hell's Gate e con un altro trialista di quelli potenti sul secondo gradino, e poi più nulla. Il commento di tappa dell’organzzatore, Fabio Fasola: “Una gara magica e veramente epocale! Troppo dura? No. Diversamente non l’avremmo chiamata Hell’s Gate!

 

COSI’ LE PROVE SPECIALI

PS1. 1. Blazusiak Taddy (E1 KTM) 10'48"25, 2. Lettenbichler Andreas (E2 BMW) 11'29"10 40"85, 3. Jarvis Peter Graham (E2 Sherco) 11'31"25 43"00, 4. Lampkin Dougie (E2 Beta) 11'33"97 45"72, 5. Galindo Arbones Xavi (E2 Husaberg) 11'56"79 1'08"54, 6. Birch Chris (E3 KTM) 11'56"81 1'08"56, 7. Maurino Daniele (E3 Gas Gas) 12'00"65 1'12"40, 8. Dini Fabrizio (E2 Beta) 12'18"59 1'30"34, 9. Graffunder Cory (E1 Husqvarna 12'21"96 1'33"71, 10. Sembenini Piero (E3 Gas Gas) 12'22"01 1'33"76

PS2. 1. Blazusiak Taddy (E1 KTM) 11'14"52, 2. Jarvis Graham Peter (E2 Sherco) 11'25"12 10"60, 3. Lettenbichler Andreas (E2 BMW 11'34"28 19"76, 4. Lampkin Dougie (E2 Beta) 11'47"08 32"56, 5. Graffunder Cory (E1 Husqvarna 12'05"41 50"89, 6. Vukcevik Mikael (E2 Sherco) 12'31"70 1'17"18, 7. Galindo Arbones Xavi (E2 Husaberg) 12'34"26 1'19"74, 8. Dini Fabrizio (E2 Beta) 12'41"82 1'27"30, 9. Maurino Daniele (E3 Gas Gas) 12'47"86 1'33"34, 10. Leon Sole Xavier (E3 Gas Gas) 12'53"79 1'39"27.

PS3. 1. Jarvis Peter Graham E2 Sherco 11'33"85, 2. Lettenbichler Andreas E2 BMW 11'37"77 3"92, 3. Blazusiak Taddy E1 KTM 11'59"93 26"08, 4. Graffunder Cory E1 Husqvarna 12'13"52 39"67, 5. Galindo Arbones Xavi E2 Husaberg 12'17"81 43"96, 6. Vukcevik Mikael E2 Sherco 12'46"36 1'12"51, 7. Lampkin Dougie E2 Beta 12'58"65 1'24"80, 8. Birch Chris E3 KTM 13'05"15 1'31"30, 9. Gatell Daniel Gibert E2 Yamaha 13'24"03 1'50"18, 10. Pöschl Rudolf E3 BMW 13'51"53 2'17"68

 


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