Il Moto Club Racing Terni ha ospitato la settima edizione del Trofeo delle Regioni di Enduro. Si sono presentate sedici tra le regioni italiane, ognuna con una squadra senior e una under 23, rispettivamente in gara per il trofeo e per il vaso. Questa formula di gara premia il miglior risultato di squadra; la Lombardia, già quattro volte vincitrice, mette il trofeo in palio e se lo riaggiudica con una vittoria sulla Toscana e sul Friuli Venezia Giulia. I toscani hanno dato fondo a tutte le loro energie, soprattutto trainati da un velocissimo Alessio Paoli, per tutta la giornata al vertice dell'assoluta. Tra le squadre under 21, l'Umbria vince davanti al Veneto e all'Emilia Romagna. La gara era articolata su tre giri da 70 km ciascuno per un totale di 210 km. Due erano le prove speciali: un
cross test e un enduro test. Il percorso non presentava particolari difficoltà, alcuni tratti insidiosi sono stati eliminati già dal sabato per problemi di percorribilità, sostituiti con trasferimento su asfalto. Anche i controlli non erano particolarmente tirati: i pronostici di Gionni Fossati, CT della nazionale di enduro, sono stati grossomodo rispettati da tutti: i piloti arrivavano ai CO con una decina di minuti circa di anticipo. Le insidie maggiori potevano trovarsi lungo l'enduro test. In questi cinque km si trovavano i pezzi più difficoltosi. Questa era davvero una prova tecnica, con molte pozze di fango e alcuni tratti molto viscidi in cui si sono spesso formate code. Tutti i piloti erano concordi sul fatto che in questi tratti si sarebbe giocata gran parte della gara. Il
cross test, disegnato all'interno dell'impianto sportivo del lancio del "ruzzolone" a Borgo Rivo, era altrettanto tecnico, particolarmente stretto e tortuoso. Agli spettatori non avrà probabilmente offerto uno spettacolo indimenticabile ma ha sicuramente impegnato tutti i piloti. Questa era una prova molto lunga ma le continue curve rendevano indispensabile una sapiente scelta delle traiettorie. Le doti "cavalleresche" delle moto più potenti erano messe in secondo piano, a vantaggio delle moto più agili o dei "pennellatori" più fini. Entrambe le prove speciali sono state appannaggio incontrastato dei piloti della Elite, soprattutto del già citato Alessio Paoli, di Alessandro Zanni e Roberto Bazzurri, almeno fino a quando quest'ultimo non si è ritirato per problemi meccanici.