Lombardia e Umbria svettano al "Regioni" di Enduro

In Offroad

di Alberto Valtellino, 26 ottobre 2009
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Lombardia e Umbria svettano al



Il Moto Club Racing Terni ha ospitato la settima edizione del Trofeo delle Regioni di Enduro. Si sono presentate sedici tra le regioni italiane, ognuna con una squadra senior e una under 23, rispettivamente in gara per il trofeo e per il vaso. Questa formula di gara premia il miglior risultato di squadra; la Lombardia, già quattro volte vincitrice, mette il trofeo in palio e se lo riaggiudica con una vittoria sulla Toscana e sul Friuli Venezia Giulia. I toscani hanno dato fondo a tutte le loro energie, soprattutto trainati da un velocissimo Alessio Paoli, per tutta la giornata al vertice dell'assoluta. Tra le squadre under 21, l'Umbria vince davanti al Veneto e all'Emilia Romagna. La gara era articolata su tre giri da 70 km ciascuno per un totale di 210 km. Due erano le prove speciali: un cross test e un enduro test. Il percorso non presentava particolari difficoltà, alcuni tratti insidiosi sono stati eliminati già dal sabato per problemi di percorribilità, sostituiti con trasferimento su asfalto. Anche i controlli non erano particolarmente tirati: i pronostici di Gionni Fossati, CT della nazionale di enduro, sono stati grossomodo rispettati da tutti: i piloti arrivavano ai CO con una decina di minuti circa di anticipo. Le insidie maggiori potevano trovarsi lungo l'enduro test. In questi cinque km si trovavano i pezzi più difficoltosi. Questa era davvero una prova tecnica, con molte pozze di fango e alcuni tratti molto viscidi in cui si sono spesso formate code. Tutti i piloti erano concordi sul fatto che in questi tratti si sarebbe giocata gran parte della gara. Il cross test, disegnato all'interno dell'impianto sportivo del lancio del "ruzzolone" a Borgo Rivo, era altrettanto tecnico, particolarmente stretto e tortuoso. Agli spettatori non avrà probabilmente offerto uno spettacolo indimenticabile ma ha sicuramente impegnato tutti i piloti. Questa era una prova molto lunga ma le continue curve rendevano indispensabile una sapiente scelta delle traiettorie. Le doti "cavalleresche" delle moto più potenti erano messe in secondo piano, a vantaggio delle moto più agili o dei "pennellatori" più fini. Entrambe le prove speciali sono state appannaggio incontrastato dei piloti della Elite, soprattutto del già citato Alessio Paoli, di Alessandro Zanni e Roberto Bazzurri, almeno fino a quando quest'ultimo non si è ritirato per problemi meccanici. 




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