C’era una volta, a fine stagione, la gara unica che fungeva da Mondiale a Squadre di un campionato di motocross che, in quella che potremmo definire una regular season, era invece individuale. Ogni cilindrata (gelosa delle proprie prerogative) faceva a quel tempo partito a sé, e quindi avevamo il Trofeo delle Nazioni per la 125, la Coppa delle Nazioni per la 250 e via discorrendo. Oggi i tempi sono cambiati: MX1 ed MX2 (250 e 500 sono solo un vago ricordo) corrono sempre nello stesso week-end e per eventi come la Finalissima a Squadre (che oggi si chiama Motocross delle Nazioni, comprende tutte le cilindrate ed è un evento unico) si sceglie spesso un autodromo, le cui strutture fisse possono meglio ospitare gare che fanno il pieno di spettatori.
FRANCIACORTA. Il Motocross delle Nazioni, finalmente, è tornato in Italia (vi mancava dal 1986) ed è stato ospitato - con la sponsorizzazione Red Bull - dall’Autodromo Daniel Bonara che sorge in Franciacorta, per la precisione a Castrezzato, in provincia di Brescia. Una bella festa con un ottimo contorno di pubblico: oltre 90mila i tagliandi venduti alle biglietterie oppure on-line.
63. La 63esima edizione di questo torneo è stata vinta dagli Stati Uniti. La formazione guidata dall’indimenticato asso belga Roger De Coster, composta da Ivan Tedesco (Honda), Jake Weimer (Kawasaki) e Ryan Dungey (Suzuki), pur avendo vinto una sola gara delle tre in programma, è stata la più costante nei piazzamenti. Sul podio, con gli statunitensi, la Francia ed il Belgio. L’Italia, nonostante una vittoria del neo campione mondiale MX1 Tony Cairoli (nonché un secondo ed un terzo posto di David Philippaerts) ha pagato le cadute di Guarneri in Gara-2 e dello stesso Cairoli nella terza e decisiva finale. Alla fine la compagine tricolore si è classificata sesta. Al via di Gara-1 Cairoli ha effettuato una partenza fantastica ed è andato a vincere in assolo davanti a Chad Reed (Australia, Suzuki) e a Ryan Dungey (USA, Suzuki). Davide Guarneri - in difficoltà sulla pista di casa in configurazione Supercross - è partito indietro ed ha rimontato sino al sedicesimo posto, ma al secondo giro è stato “centrato” dall’australiano Michael Byrne (Suzuki), la moto si è incastrata nelle protezioni e l’azzurro ha riportato una forte contusione alla spalla sinistra ed è stato costretto ad abbandonare. Ha rimediato alla grande David Philippaerts che dal settimo posto ha macinato avversari come birilli e con un ultimo giro al cardiopalma ha superato l’americano Tedesco, conquistando il secondo posto dietro al francese Paulin (Kawasaki) rimettendo così l’Italia in gioco. La terza e decisiva gara è stata funestata dalla caduta di Cairoli entrato in collisione con un avversario subito dopo il semaforo verde. Il solito Philippaerts ha dato il massimo ottenendo uno splendido terzo posto alle spalle di Steve Ramon (Belgio, Suzuki) e del vincitore Dungey (USA, Suzuki) che ha regalato alla formazione a stelle e strisce la 23esima vittoria del Trofeo. Causa i due ritiri l’Italia è solamente sesta dietro agli Stati Uniti, Francia, Belgio, Germania e Gran Bretagna.
FIM. Al settimo cielo il solitamente compassato Wolfgang Srb, presidente della commissione internazionale di motocross: “Un evento memorabile, con 90.000 persone sugli spalti in tre giorni, cosa mai accaduta nella storia del motocross in questa nazione”. L’evento è stato organizzato dalla Dbo e dallo staff dell’Autodromo Daniel Bonara. Ad occuparsi di tutto il campionato, Motocross delle Nazioni compreso, su mandato Fim, è invece la Youthstream. In due parole: la Dorna del motocross.
NON SOLO PISTA. L’Autodromo Daniel Bonara è stato anche teatro dell’edizione 2009 degli Off Road Awards, con una cena di gala alla quale hanno preso parte numerose istituzioni e personalità, tra le quali il sottosegretario allo sport italiano Rocco Crimi, il senatore Giovanni Torri, il ministro dello sport bulgaro Svilen Neykov, il ministro della giustizia della Lettonia Mareks Seglins. Ovviamente presenti anche le autorità federali, dal presidente Fim (quasi in scadenza di mandato) Vito Ippolito a quello della Federmoto italiana, Paolo Sesti. Molte le attrazioni che durante i tre giorni hanno caratterizzato le aree esterne, oltre all’attesissimo confronto crossi stico. Tra queste il freestyle (con il quale gli organi federali sembrabo avere fatto pace), che ha tenuto con il fiato sospeso il grande pubblico per due serate, sfide con i kart tra giornalisti e piloti, esibizioni di BMX e musica live. Danilo Boccadolce, della Dbo, ha dichiarato: “Siamo veramente molto soddisfatti di come si è svolta questa edizione 2009. Abbiamo lavorato per mesi per cercare di offrire non solo un impianto bello e spettacolare ma anche la migliore accoglienza per il pubblico che ha assistito all’evento. Crediamo di aver fatto il massimo insieme a Youthstream, FMI, FIM e tutto lo staff”. Uno staff che per l’occasione era composto da oltre 500 persone che nel corso della settimana ha lavorato ininterrottamente per sistemare i circa 2500 camper, centinaia di pullman e migliaia di auto.
2010. E saranno proprio gli americani ad ospitare il 64. Motocross delle Nazioni. L’appuntamento è al Thunder Valley Motocross Park di Lakewood, nel Colorado. David Clabaugh, gestore del circuito, visto l’enorme successo dell’edizione italiana, si è impegnato pubblicamente per cercare di eguagliare o addirittura superare il risultato in terra tricolore. E se lo dice uno di Denver…
LE CLASSIFICHE. MX1-MX2: 1. A. Cairoli (ITA); 2. C. Reed (AUS); 3. R. Dungey (USA); 4. C. Desalle (BEL); 5. M. Musquin (FRA). MX2-OPEN: 1. G. Paulin (FRA); 2. D. Philippaerts (ITA); 3. I. Tedesco (USA); 4. T. Leok (EST); 5. M. Musquin (FRA). MX1-OPEN: 1. R. Dungey (USA); 2. S. Ramon (BEL); 3. D. Philipaerts (USA); 4. J. Barragan (USA); 5. S. Frossard (FRA). A SQUADRE: 1. USA (Dungey-Tedesco-Weimer) punti 22; 2. Francia (Gautier-Frossard-Musquin) p. 30; 3.Belgio (Ramon-Desalle-Roelants) p. 39. 4. Germania (Nagl, Siegl, Roczen) p.55, 5. Gran Bretagna (Simpson, Searle, McKenzie) p.55.
Foto1: il Team Usa sul podio; Foto2: Ryan Dungey (Suzuki); Foto3: Tony Cairoli (Yamaha).