Cross: partire bene spendendo poco
Offroad | Share |
| di Giorgio Papetti, , pubblicato il 03 luglio 2009 | Pagina 1/3 |
|
In un periodo di profonda crisi come quello che stiamo affrontando in questi mesi anche una passione forte come può essere quella della moto rischia di venire vanificata da priorità ben più importanti. Spesso a farne le spese sono soprattutto i giovanissimi, che non hanno ancora entrate proprie e devono dipendere dai genitori. Il fuoristrada è una disciplina sicuramente più economica della velocità, però i costi sono comunque elevati e tra moto, abbigliamento, ingressi in pista e quant’altro di soldi ne servono comunque parecchi. Con un po’ di sacrifici (magari qualche discoteca o vestito firmato in meno) e ingegnandosi un po’ è però possibile sfogare la propria passione con cifre tutto sommato contenute. Per dimostrare quanto la nostra teoria sia valida abbiamo recuperato una vecchia Yamaha YZ 125 del 1997, che si trova in buone condizioni di ciclistica e motore con cifre che oscillano tra i 1200 e i 1500 Euro, e abbiamo provato a rimetterla a nuovo cambiando plastiche, grafiche e piccoli dettagli.
Perché abbiamo scelto una 125 2T? Perché è la moto più economica in assoluto e a detta di molti è ancora il modello più formativo per chi si avvicina al cross. Una 4T usata costa molto di più, a meno che non sia un catorcio, e anche ricambi e manutenzione incidono in maniera più significativa. Un esempio? Un pistone Vertex per una 2T parte da 37 Euro, quello di una 4T da 116 Euro.
Le operazioni di base
Entrati in possesso della moto l’abbiamo smontata per pulire tutti i componenti e capire se era tutto in ordine. Per fortuna motore, frizione, cambio e sospensioni erano a posto (il precedente proprietario aveva da poco sostituito il pistone, alcuni componenti del motore e rifatto le forcelle), quindi ci siamo concentrati sulla sostituzione dei liquidi, sulla revisione dell’impianto frenante, sulla verifica dei giochi e sulla lubrificazione di tutte le componenti (filtro, boccole, leveraggi, sterzo, leve e pedane, mozzi, ecc..). Abbiamo anche smontato completamente carburatore e cassa filtro, pulito i paraoli e riverniciato il telaio (senza rimuovere però motore e impianto elettrico), dato che in numerosi punti cominciava a fare la ruggine. Anziché usare la bomboletta abbiamo optato per un pennellino da modellismo e i risultati sono stati ottimi, riuscendo a raggiungere anche i punti più nascosti. Avremmo anche potuto sostituire plastiche e grafiche senza preoccuparci più di tanto di cosa c’era sotto, ma lo smontaggio ci ha permesso di analizzare anche i dettagli, potendo così scoprire eventuali problemi o prevenirli con una manutenzione alla portata di tutti. Un esempio? Riverniciando la zona del canotto di sterzo ci siamo accordi che il rivestimento di un blocchetto elettrico era completamente consumato e che il fango si era infilato ovunque. Uno spray per contatti e qualche centimetro di nastro isolante ci hanno permesso di risistemare il tutto prima che succedesse qualcosa di ben più grave. |
|
|
| I commenti sono inseriti dai lettori, che se ne assumono la responsabilità |
|
Commento |

