Rieju Italia sta facendo un gran lavoro per far conoscere i prodotti dell’azienda spagnola nel nostro paese. Lo dimostra anche la lungimiranza con cui l’azienda ci ha messo a disposizione per il nostro progetto dedicato ai bambini una fiammante MX 50 Junior, la “mini” studiata espressamente per avvicinare i ragazzi al cross e all’enduro.
Il look giusto per cominciare
Anche l’occhio, si sa, vuole la sua parte e a Rieju va il merito di essere riuscita a fare una moto che in entrambe le colorazioni attualmente disponibili, una su base rossa e una su base blu, cattura lo sguardo grazie agli abbinamenti cromatici e alle grafiche, con tanto di adesivi degli sponsor. Cominciamo subito col dire che la Rieju MX 50 Junior non è una prodotto progettato per i più piccoli, ma per i ragazzini dai 7/8 anni in su. La riprova è che esiste solo nella versione con ruota anteriore da 15” e posteriore da 12”. Questa accoppiata fa sì che la sella sia posta a 76 cm. di altezza, caratteristica che esclude automaticamente la possibilità di affidarla ai bambini sotto i 7 anni, visto che farebbero molta fatica a toccare terra anche con un solo piede. Per le sue caratteristiche a livello di motore e ciclistica, l’MX 50 è adatta sia per i bambini che iniziano attorno a questa età, sia per quelli che hanno iniziato prestissimo con le moto più piccole, spesso motorizzate con il medesimo propulsore, e desiderano passare a un mezzo più alto prima di fare il definitivo salto di qualità con le ben più performanti 50 e 65 racing.
Complessivamente la minicross di Rieju è ben costruita, le plastiche sono di buona qualità e gli accoppiamenti sono realizzati in modo abbastanza preciso, fatto salvo il parafango posteriore che almeno sul modello in nostro possesso resta leggermente disassato rispetto alla sella. Un difetto veniale, che si nota solo quando la moto è nuova e destinato a scomparire dopo le prime cadute. In compenso le plastiche resistono molto bene sia agli urti sia alle torsioni. Lo abbiamo sperimentato ancora prima di affidare la moto ai bambini caricandola nel baule della macchina, con il parafango e un fianchetto sensibilmente piegati per riuscire a chiudere il portellone. Una volta estratta la moto le plastiche hanno ripreso in pochi secondi la loro forma originale. Anche la tabella porta numero anteriore è ben fatta, al pari dei convogliatori realizzati in un pezzo unico con la cover che nasconde quasi interamente il serbatoio, caratterizzato dal classico tappo a ghiera con tubicino di sfiato. Pur senza puntare alle sofisticazioni delle racing, dal costo nemmeno lontanamente paragonabile, in Rieju hanno curato anche i particolari. Bella per esempio l’idea di ricavare nelle fiancatine laterali delle pratiche maniglie per sollevare e spostare la moto. Numerosi bambini hanno notato subito questo prezioso accorgimento e hanno provato sul campo l’utilità delle maniglie, dopo una scivolata o quando si sono trovati nella situazione di dover spostare leggermente la moto trascinandola di peso.
Le piccole operazioni di manutenzione, come la sostituzione della candela, la pulizia del filtro o la regolazione della catena, possono essere fatte in modo agevole. In particolare la catena può essere regolata tramite un pratico registro a eccentrico.
Un particolare che invece non ci è piaciuto è il cavalletto, privo del laccio di ritenzione e un po’ troppo lungo rispetto all’altezza della moto. È vero che prevede la molla di ritorno, ma avremmo preferito anche un elastico di sicurezza per bloccarlo al telaio quando si è alla guida. Un altro aspetto migliorabile è la pedivella di accensione. E’ realizzata molto bene, con tanto di rivestimento in gomma che aiuta a non far scivolare il piede, ma quando viene abbassata passa troppo vicino all’espansione, che finisce per essere colpita dalla punta in ferro dello stivale.