LA TAPPA
Il secondo SS ci porta da Baharya direttamente a El Dakla passando per uno dei deserti più affascinanti e conosciuti al mondo: il deserto bianco di Farafra. Lo Start è nei pressi dell’arrivo della SS 1 e nei primi km ripercorre a ritroso la pista che costeggia l’oasi di Bahariya verso ovest/sudovest. Al km 23,80 si oltrepassano alcune piccole barcane di sabbia che ci conducono su una pista sabbiosa molto veloce e dal fondo sconnesso in un grande ouadi che costeggia da sud la falesia dell’oasi. Gradatamente, attraverso un piccolo canyon coperto di sabbia ci troviamo sull’altopiano di limestone fossile sul quale ci inseriremo in una grande pista molto battuta, visibile e veloce. Non mancano di tanto in tanto dossi e pietre sul percorso di gara che rendono la guida molto tecnica ed impegnativa.
Il CP1 (km 90,25) si trova su questa pista che ci conduce al margine meridionale della piccola duna Ghard El Nusf che segna la fine del tracciato veloce. Ci si trova quindi in un labirinto di pietre appoggiate su di un fondo molto duro e sconnesso che nell’arco di 20 Kmdegrada nelle propaggini settentrionale dell’affascinante deserto bianco di Farafra. Il paesaggio si trasforma radicalmente: piste sparse tra pinnacoli bianchissimi immersi in lingue di sabbia rotondeggianti, piccoli funghi di gesso bianchissimo ci obbligano ad una guida molto attiva e veloce. Il fesh-fesh prende poi il sopravvento per alcuni km, dopo il CP2 (km 193.11) si percorre per circa 3 kmil vecchio asfalto per Ain Dalla quindi alcuni chilometri di fuoripista su dune e plateau sabbiosi molto scorrevoli ci conducono su di una pista sabbiosa molto visibile e veloce nella piccola depressione di El Bahar situata nel massiccio altopiano El Quss Abu Said (km 180,28), si risale rapidamente sulla falesia e si continua su di una pista ben tracciata che ci conduce in cima ad una maestosa e spettacolare discesa sabbiosa dalla quale si può ammirare l’oasi di Farafra.
La pista continua ancora sotto alla grande falesia, attenzione al km 233,76 un passaggio in discesa delicato e pericoloso, e ci conduce tra mille altre tracce ad attraversare la strada Bahariya-Farafraal km 247,50, punto di assistenza e di rifornimento per le moto. Continuando su piste più o meno tracciate, e nuovamente in presenza di formazioni di gesso bianco, si continua costeggiando la grande oasi verso est. Dopo alcuni chilometri, nelle vicinanze di quello che sarà il bivacco di Farafra della tappa 3 (km 259,33), il CAP punta verso SE nella sabbia: il paesaggio si trasforma notevolmente diventando velocissimo e rettilineo su dune sabbiose grandi e rotondeggianti per più di 60 Km, non mancano comunque alcuni piccoli ed isolati scavalcamenti di dune.
Gradatamente ci s’immette, per oltre 40 Km, su una pista molto veloce e battuta, in una valle dal fondo nero costeggiata da cordoni di dune, è la “valle nera” che ci condurrà nel “labirinto di pietre”: una miriade di piccole rocce immerse nella sabbia, su un fondo monolitico e tagliente in cui dovremo divincolarci su una pista molto ben segnata ma a volte di difficile interpretazione. Dal km 425 iniziamo una affascinante discesa attraverso colate di sabbia circondate da canyon di falesie biancastre dalla bellezza unica, la cui descrizione difficilmente si avvicina alla realtà. Arrivati a fondovalle, intorno al km 430, la pista scorre tortuosa tra sabbia e rocce verso la finale di tappa, in una spianata non lontana da un cimitero di tombe Copte dell’epoca romana molto ben conservate, attenzione! Rispettiamo l’ambiente suggestivo che ci ospita. Un breve trasferimento ci condurrà dal piccolo villaggio di El Qasr a El Dakla in un paesaggio incredibilmente verde e ricco di fauna che in alcuni scorci potrebbe ricordare un angolo d’Europa di alcuni anni fa.
Il deserto nero e bianco
Marc Coma mette subito le cose in chiaro e si aggiudica la seconda frazione del Total Pharaons 2006, precedendo Jordi Viladoms e David Casteu. Ilfrancese, attardato ieri per un problema di benzina, ha recuperato molte posizioni in classifica. La generale vede al comando Coma con due minuti su Viladoms e ventidue su Degavardo. Tra le auto la vittoria va a Josè Luis Monterde (BMW X5) davanti a Yvan Muller (Proto Dessoude). Terzo posto di tappa per il russo Shmakov (Buggy Zil) che resta in testa alla generale con undici minuti su Muller e diciassette su Monterde.
EL DAKHLA – Il Pharaons 2006 raggiunge il punto più a sud fino all’oasi di Dakhla con una tappa lunga e difficile, ma senza grosse sorprese. Dopo aver percorso il deserto nero, la “chicca” della giornata è stata l’attraversamento del Deserto Bianco, un peasaggio lunare di ineguagliabile bellezza. Marc Coma, che oggi partiva secondo, ha ben presto raggiunto il suo compagno Viladoms, che aveva l’ordine di “scuderia” di aspettarlo ed ha imposto il suo ritmo alla gara, andando a vincere con poco più di due minuti sul giovane catalano. David Casteu, dal canto suo, ha corso una tappa senza intoppi, dopo la sfortuna di ieri ed ha staccato il terzo tempo a quattro minuti da Coma, recuperando in generale fino alla decima posizione.
Dietro al nizzardo troviamo il cileno Carlo Degavardo e il norvegese Ullevalseter. Brutta disavventura per lo spagnolo Victor Rivera (Rieju 450) che ha rotto il motore prima del CP2. Una buona occasione per Francisco Lopez, suo rivale nella classe 450 occasione che sarebbe potuta sfumare per la rottura di quasi tutti i raggi della ruota posteriore. Arrivato a rilento al CP3, “Chaleco” ha ricevuto immediato aiuto da Roby Boasso e Fausto Guardigli, meccanici di Degavardo e Graziani, che senza indugi hanno permesso al cileno di ripartire perdendo solo tre minuti. Primo degli italiani il debuttante Sergio Calvi, che ha onestamente ammesso di essere andato così veloce grazie al fatto di essersi accodato a Matteo Graziani eMarco Borsi, classificatisi immediatamente alle sue spalle. In classifica generale Marc Coma è in testa con due minuti su Jordi Viladoms e ventidue su Degavardo.
Tra le auto Josè Luis Monterde (BMW X5) oggi non ha avuto problemi di trasmissione ed è andato a vincere davanti a Yvan Muller (Proto Desosude), sempre più strabiliante per essere al primo rally africano in assoluto. Il loro è anche un duello padre/figlio, dato che Monterde è navigato dal belga Jean-Marie Lurquin, mentre Muller da suo figlio Fabian. Terzo di tappa, il russo Sergey Shmakov (Buggy Zil) conserva la testa della generale davanti a Muller e alle due BMW di Monterde e Nobre. Nella categoria T2 Christian Lavieille, dopo i problemi di ieri, si è ripreso la testa della classifica con 43 minuti di vantaggio sull’altra Nissan Pathfinder di Laurent Rosso. Primo equipaggio italiano quello di Prisca Taruffi e Franco Picco, quinti al traguardo e sesti in generale. Un ottimo risultato e un buon regalo per Franco, che festeggia oggi ilsuo cinquantunesimo compleanno. Nono posto odierno per i gemelli De Lorenzo, settimi in generale.