NonStop24: il racconto

di Redazione Motocorse - Gianluca Villa

NonStop24: il racconto


Si è appena conclusa la NonStop24, maratona motociclistica di 24 ore e 700km, per vere "chiappe di pietra". Motocorse era presente con Gianluca Villa su KTM Adventure 1050, di seguito l'esperienza vissuta. 


Che bellissima esperienza è la prima cosa che ho pensato quando mi è stato proposto di partecipare all’evento, frase che ho ripetuto quando giunti alla chiusura dello stesso ho tirato le somme di quanto ho vissuto durante tutta la manifestazione.
Il Weekend in quel di Piacenza inizia con il supporto ufficiale di KTM che ci ha messo a disposizione una Adventure 1050 gommata Metzeler Tourance Next, scaricata dal furgone iniziamo i preparativi mentre il piazzale del palazzetto dello sport del comune di Piacenza si riempie man mano dei partecipanti alla competizione oltre un centinaio quasi tutti muniti di una moto tourer (tantissime sono KTM) che dalla loro configurazione lasciano intendere che il pilota è un esperto navigatore.

Qui la passione per la moto si può avvertire in tutti gli angoli a cominciare dall’organizzazione che ricapitola a tutti il regolamento con le ultime notizie e anche qualche avviso sulla sicurezza del percorso, quest’ultima operazione sarà fatta anche nei vari punti di sosta.

Per il percorso sono stati forniti tutti i supporti possibili, cartina, road book e file GXT precisissimi da utilizzare con i navigatori, e questa cosa sarà indispensabile.

Noi abbiamo provato a utilizzare solo la Cartina ma onestamente è troppo dispersiva se si vuole mantenere la media del percorso e avere anche un po’ di margine.


La prima tappa è un percorso già selettivo anche se di soli 96,4 km, le strade bellissime sono spesso molto sporche e a tratti sterrate con buche che richiedono quindi un mezzo adeguato, quindi consiglio spassionato non pensate di farla con una supersportiva, faccio i complimenti a quei partecipante che ha finito il tutto con una R1 come un emulo di Sjaak Lucassen. Dopo un frugale pranzo molto leggero ripartiamo insieme a un concorrente di nome Cesare, motociclista appassionato che ci ha aiutato tantissimo e lo ringrazio ancora.

La seconda tappa è più impegnativa della prima e ci porta da Gorreto a Bettola per un totale di 137 km nei quali c’è la possibilità facoltativa di fare un tratto cronometrato a di 10km a velocità media di 30km orari (non c’è scampo gente dotata di GPS e timer se la giocherà al centesimo per vincere il premio N.d.R.).
 
Siamo nel tardo pomeriggio quando si parte diretti al rifugio sul Monte Penna, questa terza tappa è anche la più lunga del tragitto 176 km, noi siamo al limite sui tempi tanto che l’arrivo al rifugio sarà in notturna assoluta (il controllo chiude alle 22.00) richiedendo anche più concentrazione perché è risaputo che all’imbrunire e di notte è più facile imbattersi in animali sulle strade non molto trafficate. All’arrivo ritroviamo il gruppone in massa perché questo ristoro dove si mangia bene è possibile riposare visto che lo slot è di quattro ore, che tra vitto e recupero tempo sulla tabella di marcia in media offre un paio di ore per il sonno

Quarta frazione lunga 92km ci porta a Torriglia per la colazione prevista tra le 3:20 e le 5:20 è una tappa tutta notturna abbastanza impegnativa per i motivi di prima oltre al fatto che la temperatura scavallato il passo del Bocco scende a 12°C scarsi con foschia densa, una bella differenza dai 38°C del giorno e coprirsi è “utile”. In questa tratta incontriamo davvero la fauna locale, ricci e caprioli che sono davvero uno spettacolo! L’arrivo al Bar del paese è il deserto vista l’ora, si prende il gettone presenza e ci concediamo una colazione coi fiocchi.

La quinta Frazione arriva a Varzi per un totale di 88,3km ma non siamo stati in grado di percorrerla come si doveva per un problema di carburante, su questo consiglio a chiunque vorrà rifare il percorso, calcolate sempre bene i punti di “rifornimento” in quanto non essendo segnati sul percorso e visti gli orari non è facile trovarne uno aperto o self e per noi è stato fatale tanto da dover tornare indietro in emergenza per non rimanere a secco. Saltato quindi il controllo ci siamo rimessi sul tracciato nella frazione finale che passava per il passo del PENICE e da lì verso l’arrivo al Palazzetto di Piacenza dove tutto era iniziato.

La fase finale è la consueta festa di sorrisi per chi è riuscito a farcela, per le premiazioni e i complimenti da e per l’organizzazione. Un evento che è finito bene che va un po’ rodato e rivisto in alcuni punti e che spero l’anno prossimo sia arricchito da molti partecipanti perché merita davvero.

Ringraziamo KTM per la moto in dotazione, Orina, Alpinestars e X-lite per i capi tecnici, Sony per le CAM.
 


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