Motogiro della Strega: il 18 ottobre si va a Seborga

di Gabriel Pirini

Motogiro della Strega: il 18 ottobre si va a Seborga


Si svolge il 18 ottobre il Motogiro della Strega, giunto alla ventesima edizione. Gli organizzatori del Moto Club Valle Argentina, quest’anno, hanno scelto come meta finale del tradizionale giro turistico che accompagna il raduno (l’anno passato vide la partecipazione di oltre 2mila motociclisti) un paese un po’ particolare.

SEBORGA.

Nell’imperiese, tra Vallecrosia, Ospedaletti (qui c’era un famoso circuito stradale) e Bordighera troviamo Seborga. E’ ormai secolare la rivendicazione, da parte dei seguaci dell’ ancien régime, dello status di principato autonomo, non facente parte del territorio della Repubblica Italiana. Ma non lasciamoci fuorviare: il separatismo - di fatto - non esiste. La disputa storica c’è, ma è ben tollerata dal sindaco Franco Fogliarini. I locali vigili urbani vestono ad esempio una divisa storica (nell’attività di tutti i giorni, non solo in particolari occasioni). In via della Zecca, sede del Comune, si rilasciano normalissimi documenti anagrafici ma, poco più in là, nel Palazzo del Governo, ci si può fare rilasciare una patente di guida del Principato di Seborga (o addirittura una targa per il veicolo) oppure acquistare la moneta locale. Sì, perché Seborga ha anche una sua valuta: il Luigino (valore convenzionale 6 dollari statunitensi), che - guardacaso - viene accettato da tutti i commercianti della città quale buono sostitutivo per acquistare merce, souvenir e quant’altro. E nessuno, sindaco ed assessori compresi, ne contesta la legittimità. Insomma, come sempre dovrebbe accadere, la tradizione sposa il progresso e figlia legittima di questo matrimonio è l’espansione turistica che, per un paese di 300 abitanti, è tutto. Nel settore turistico, in molti dovrebbero prendere esempio da questo paesino. Il “principe” Giorgio I (Giorgio Carbone, ex floricoltore) pone per grazia di Dio la sua mano su residenti e turisti, motociclisti compresi. Si associa il “ministro degli Esteri” Walter Ferrari.

IN MOTO. Si vocifera che saranno proprio il principe ed il ministro ad accogliere i partecipanti al raduno, che si chiude a Seborga dopo un giro turistico di 115 chilometri (partenza da Taggia, sede del moto club organizzatore).

DA VEDERE. Con l’aiuto di una pregevole pubblicazione della locale Pro Loco (Pro Seborga), scopriamo che c’è da vedere in città Oratorio di San Bernardo. All'entrata del paese (in moto è impossibile non vederlo) il piccolo oratorio del XIV sec. dedicato a San Bernardo,patrono di Seborga. Chiesa parrocchiale di San Martino. Nel cuore del paese e protetta da eventuali incursioni barbaresche, viene costruita tra il XVI e XVII secolo una nuova chiesa parrocchiale alla quale viene trasferita l'intitolazione di San Martino (in un atto notarile del XV sec. si parla di una chiesa dedicata al santo fuori le mura). Presenta una facciata barocca restaurata nel 2006 che mette in risalto le immagini religiose affrescate per la prima volta  nei lavori del 1928. L’ interno, di modeste dimensioni, dotato di tre altari : ai lati troviamo rispettivamente l’ altare dedicato alla Madonna del Rosario e al Sacro Cuore. In una nicchia dietro l'altare maggiore posta la statua lignea della Madonna Regina con il Bambino. Si tratta di un modello di problematica interpretazione cronologica: lo stile fa riferimento  all'arte borgognona del XV secolo ma  l'opera  della parrocchiale seborghina risale certamente ad un periodo posteriore. Alle pareti opere ottocentesche e le statue di San Martino (patrono) e San Sebastiano. Palazzo dei Monaci

Circondano il sagrato della chiesa una sequenza di archi a tutto sesto e l'ingresso del palazzo utilizzato dai monaci come dimora  durante le loro visite a Seborga. Questo edificio,  acquistato dai monaci nel 1607 è oggi un’ abitazione privata e in una delle sue sale si trova  ancora una lastra d'ardesia con incisa la frase in francese riguardante il commercio delle monete coniate a Seborga. Zecca. Nella parte inferiore del Palazzo, nel 1666 si inizia a battere moneta. Ne sono riamsti pochissimi esemplari, oggi preziosissimi. Sono in argento ed hanno accurate incisioni sulle quali nel recto c’è il busto di San Benedetto e a tergo due rami di palma, una mitra, un pastorale e la scritta che fa riferimento al Monastero di Lerino. Porte Il nucleo urbano era fornito di quattro  porte d'accesso: dell'antica porta a nord dell'abitato rimangono solo i cardini, mentre ben identificabili sono la porta San Martino, quella di San Sebastiano e la porta del Sole. Le antiche prigioni. Poche stanze buie e umide in attesa del giudizio dell’autorità superiore.. Tea Room. Nella casa più bella del centro storico, nel secolo passato, un seborghino emigrato a Parigi come maggiordomo, al suo rientro apre una sala da the per accogliere gli inglesi che con le loro carrozze amavano passare il pomeriggio tra le verdi colline seborghine. Cappella di Santa Giusta (piccola chiesetta su una collina  con vista panoramica sul mare e su Seborga). Monumento ad Umberto I, Monumento agli Alpini caduti in guerra (a lato dell'oratorio di San Bernardo). Lapide ai  partigiani morti durante il secondo conflitto mondiale (all''ingresso della piazza dedicata ai martiri patrioti). Monumento a Bernardo Leone (sindaco della città nel 1954, allorquando venne inaugurata la rotabile Bordighera-Seborga.

TAGGIA. Organizza il Moto Club valle Argentina di Taggia. Il ritrovo dei partecipanti è fissato a Taggia per le 8,30 di domenica 18 ottobre (per chi arriva al sabato, il club ha predisposto una lista di alberghi convenzionati). A partire dalle 9,30 si potrà iniziare a percorrere le strade del giro turistico. Alle 12,30 ritrovo a Seborga per la conclusione del motoincontro.

Foto1: scorcio del "principato" di Seborga; Foto2: l'edizione 2008 del raduno ligure.

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