Saranno saliti sull’aereo per l’Australia con il sorriso i ragazzi Ducati, dopo una tre giorni a Sepang in cui hanno dominato come non succedeva da tempo. Certo, quella malese era la pista in cui già in occasione della gara mondiale avevano messo in mostra una competitività impressionante, ma allora c’era chi s’era chiesto quanto fosse merito delle gomme e quanto della moto. Considerando il distacco che si sono beccati i piloti Kawasaki e Suzuki, il dilemma sembra risolto, anche senza avere – purtroppo – il riscontro che avremmo potuto avere quando c’era Tamada in sella alla Honda gommata Bridgestone.
Nel frattempo, ci rallegriamo per la prestazione di Capirossi, che ha rimesso le cose in chiaro con Gibernau, rivale pericoloso soprattutto in termini di velocità sul giro secco. I due hanno girato anche con le nuove gomme da qualifica Bridgestone con i prevedibili temponi da caduta della mascella, e mandando nella disperazione chi sperava di capirci qualcosa sui valori in campo. Entrambi i piloti, comunque, si sono sperticati in dichiarazioni sulla superiorità della GP6 rispetto alla GP5 (Sete l’ha provata oggi per fare un confronto), dunque le premesse sono decisamente buone…
E’ molto interessante notare anche le “priorità” in casa Honda. E’ (prevedibilmente) Melandri a guidare la schiera dei piloti dell’ala dorata, con un tempo vicinissimo a quello delle Ducati. Il ravennate – o meglio, la sua squadra – ha risolto i problemi che ieri l’avevano frenato cambiando radicalmente la strada intrapresa, e riavvicinando il comportamento della RC-V 2006 a quella dell’anno precedente. Impressionante Pedrosa (tutti i piloti hanno avuto parole di stupefatta ammirazione per il debuttante spagnolo) che non sembra affatto intimidito dalle prestazioni della MotoGP, ed è già capace di rifilare un decimo al compagno di squadra Hayden (per non parlare di Elias o Stoner, che in altre occasioni avremmo giudicato molto positivamente…) sia pure con la pregiudiziale dell’incognita gomme. Vogliamo essere maligni – siamo davvero sicuri che il giovane spagnolo non abbia girato, in segreto, ben più di quanto non ci vogliano far sapere con le 990 da GP?
Nel frattempo, siamo sicuri che non avrà fatto per nulla piacere a Rossi finire dietro ai piloti Honda e, per di più, ad un debuttante. Il campione del mondo continua comunque ad essere positivo, dicendo che i problemi di chattering incontrati sono in realtà effetto di miglioramenti della ciclistica, che ha maggior trazione dell’anno passato, e che la moto è già molto buona, si tratta solo di sgrossare qualche dettaglio. Sarà, nel frattempo ci viene da pensare che Edwards, che la vibrazione della gomma l’ha sempre sofferta, si è beccato un secondo. Ma anche qui: chi ha usato le gomme da tempo e chi no? Bah.
In Kawasaki si dichiarano soddisfatti del progresso svolto. Intendiamoci, il settimo posto di Nakano e l’ottavo di De Puniet non sono affatto male, soprattutto perché nella simulazione di GP il giapponese ha avvicinato il tempo di gara di Capirossi, abbassando nel contempo il tempo complessivo di gara nonostante le moto montassero diversi particolari completamente nuovi e quindi tutti da verificare, come un impianto di scarico che ha regalato qualche cavallino in alto alla ZX-RR. Non per essere polemici, ma non si capisce che senso abbia – a parte forse la vacanza pagata – la partecipazione di Matsudo a questi test: 4”2 sono un po’ troppi anche per un debuttante. Soprattutto considerando che anche Randy è all’esordio sulla MotoGP…
In casa Suzuki sono invece molto meno soddisfatti, visto che Hopkins ha accusato qualche problema elettrico che non gli ha permesso di sfruttare a fondo la nuova moto dotata di motore XRE-4. Il tempo sul giro è sceso di un secondo rispetto all’anno passato, e Vermeulen ha tirato via 4” rispetto al suo miglior crono del primo giorno, ma francamente non si tratta esattamente di risultati esaltanti. Speriamo che in Qatar vada meglio, i piloti in fondo se lo meritano.
“Soli” due secondi e mezzo per la KR-Honda, con Roberts jr (che un fulmine non lo è più, ammesso che lo sia mai stato) alla guida. Verrebbe da fare sguardi di sufficienza, ma considerando che il team di King Kenny non ha sicuramente usato gomme da tempo, il risultato assume un altro spessore, soprattutto per una moto messa insieme in fretta e furia che, per così dire, la prima sfida – quella di scendere in pista – l’ha già vinta…
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1 |
Loris Capirossi |
Ducati Marlboro |
2'01"04 |
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2 |
Sete Gibernau |
Ducati Marlboro |
2'01"06 |
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3 |
Marco Melandri |
Fortuna Honda |
2'01"09 |
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4 |
Dani Pedrosa |
Repsol Honda |
2'01"51 |
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5 |
Valentino Rossi |
Camel Yamaha |
2'01"60 |
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6 |
Nicky Hayden |
Repsol Honda |
2'01"69 |
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7 |
Shinya Nakano |
Kawasaki Racing |
2'01"27 |
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8 |
Randy de Puniet |
Kawasaki Racing |
2'02"18 |
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9 |
Toni Elias |
Fortuna Honda |
2'02"23 |
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10 |
Chris Vermeulen |
Suzuki MotoGP |
2'02"37 |
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11 |
Colin Edwards |
Camel Yamaha |
2'02"45 |
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12 |
John Hopkins |
Suzuki MotoGP |
2'02"50 |
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13 |
Casey Stoner |
Team LCR |
2'02"67 |
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14 |
Alex Hofmann |
D'Antin Pramac |
2'03"20 |
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15 |
Kenny Roberts Jr |
Team KR |
2'03"45 |
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16 |
Shinichi Itoh |
Ducati – Bridgestone |
2'03"72 |
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17 |
James Ellison |
Yamaha Tech3 |
2'04"12 |
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18 |
J.L .Cardoso |
D'Antin Pramac |
2'04"30 |
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19 |
Naoki Matsudo |
Kawasaki Racing |
2'05"48 |