9 a Luthi. Non possiamo dare di meno ad uno che vince il titolo mondiale con una squadra privata contro due case che partecipano ufficialmente, ma i suoi avversari in più occasioni gli hanno fatto regali grossissimi e lui ha fatto errori pesanti. Mettiamoci anche uno dei più grandi attacchi di “braccinite” mai vista a fine mondiale e il quadro è completo.
7 a Kallio. Ha avuto un missile sotto il sedere per tutto l’anno, e ha regalato un mondiale già vinto a forza di errori difficilmente giustificabili. Decisamente immaturo per il titolo, sia pure se velocissimo, a sprazzi. Il compagno di team non gli avrà fatto favori, ma se avesse fatto meglio il suo lavoro non ce ne sarebbe certo stato bisogno.
7 a Talmacsi. Una sola vittoria in meno rispetto al tanto quotato compagno di squadra, e lo stesso numero di ritiri – ci avesse creduto di più a inizio stagione la classifica forse sarebbe diversa. Non sarà leale o affidabile, ma a differenza di Kallio ha superato le aspettative.
6,5 a Pasini. Stagione troppo altalenante per andare più in là di così: l’avvio è stato brillante così come il finale, ma la flessione nella fase centrale – con errori imperdonabili per un pilota che ha il manico e la dotazione tecnica per puntare al mondiale – è stata micidiale. E’ comunque giovanissimo e in crescita: protagonista in prospettiva.
7,5 a Simoncelli. Una sola vittoria: il bilancio di una stagione passata a rincorrere – e a battere – avversari meno grossi e pesanti di lui dopo partenze disastrose. Se non lo rovinano, uno dei sicuri protagonisti di domani nelle cilindrate superiori.
6 a Lai. Anche lui è passato da grandi prestazioni ad inizio stagione – memorabile la gara in Cina a colpi di staccate con Pasini – ad una serie di gare a gambero in cui partiva bene solo per perdere progressivamente posizioni. Che sia un problema di messa a punto o altro, si è sicuramente un po’ perso.
5 a Simon. Quando i compagni di marca vincono a ripetizione, essere sempre a lottare con i comprimari non depone granché a favore delle abilità di pilota. La gara di Donington non era sicuramente facile da vincere, ma mancava qualche nome di peso e lui era sicuramente quello con meno da perdere.
5,5 a Koyama. Il giapponese non è da buttare via, è alla sua prima stagione di mondiale pur non essendo giovanissimo e qualche volta ha saputo farsi notare pur non conoscendo una pista che fosse una. Il compagno di team è a dieci posizioni da lui...
5 a Faubel. Non è esattamente un debuttante del mondiale, ma ciononostante il pilota di Martinez ha fatto una stagione estremamente irregolare. Comunque in crescita sul finale di stagione.
6 a Poggiali. Annata deludente, ma non dimentichiamoci che è ampiamente il primo dei compagni di marca, e che è stato di una regolarità micidiale, con un solo vero errore in tutta la stagione. Farà una strana impressione vederlo sempre così indietro, ma ha corso molto bene.
5 a Di Meglio. In crescita, ma Lai, gli ha rifilato quasi quaranta punti. Non basta una vittoria bella ma fortunata per dare la sufficienza alla sua stagione.
4 a Gadea. Aveva la nomea di pilota che va forte solo a Valencia e l’ha confermata. Per unire al danno la beffa, è pure caduto mentre poteva fare un bel risultato.
4 a Bautista. Dopo l’anno scorso sembrava potesse puntare in alto, ma ha preso punti con il contagocce. Un disastro.