GP Motegi: la pagellina

In Motomondiale

di Edoardo Licciardello, 21 settembre 2005
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GP Motegi: la pagellina


10 a Capirossi. Quale che sia il peso delle sue Bridgestone nella gara di domenica non ci è dato sapere, quello di Capirossi invece sì: elevatissimo. Ha combattuto con la solita generosità e un’efficacia micidiale. Ducati non poteva lasciarselo scappare

9 a Biaggi. Una gara splendida, e a parità di gomme con Capirossi forse il romano sarebbe stato ancora meno arrendevole. Stavolta ha solo meriti e niente colpe, l’unico interrogativo che resta in sospeso è perché non faccia gare del genere più spesso.

7 a Tamada. Il terzo posto è figlio del patatrac di metà gara, ma per la prima volta quest’anno Makoto è là davanti con i primi. Speriamo che la prestazione segni il punto di svolta nella conoscenza delle Michelin.

5 a Rossi. L’errore commesso meriterebbe un voto quasi peggiore, non fosse che è figlio di un peccato davvero veniale, e che la sua prima preoccupazione una volta rialzatosi è stato di capire come stesse Melandri. Un errore a stagione ci può stare: nella sua posizione poteva permettersi di rischiare.

S.V. a Melandri. Come a Brno è partito fortissimo per poi cedere progressivamente e trovarsi in affanno nel momento del contatto con Rossi. Non abbiamo modo di sapere cosa sia successo.

4 a Gibernau. Continua a chiedere barcate di soldi per averlo in squadra il prossimo anno, ma le prestazioni in pista sono quantomeno altalenanti. Il giocattolo si è già irrimediabilmente rotto?

6 a Edwards. Anche qui è un po’ sparito, ma bene o male ha portato la prima Yamaha al traguardo. Staccata di una vita, però.

6 a Checa. Il quarto posto completa la giornata trionfale di Ducati. Impossibile, però, dimenticare che il compagno di squadra con la stessa moto ha vinto la gara e gli ha rifilato un’eternità al traguardo…

8 a Hopkins. Per una volta ha tenuto i nervi saldi e ha raccolto quello che si merita. La gommatura Bridgestone gli ha dato sicuramente una grossa mano, ma la Suzuki probabilmente no: il manico ce l’ha messo lui.

4 a Kawasaki. Due motori rotti in un weekend di gara che avrebbe potuto essere “quello buono” vista la gommatura. Così non ci siamo: va bene puntare su Nakano, ma il giapponese deve perlomeno essere messo in grado di finire le gare...



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