9 a Gibernau. Pressoché perfetto, dal primo all’ultimo giro. Le vacanze gli sono servite a rimettere a posto il cervello: era dalla gara di Jerez che non lo si vedeva così lucido ed efficace.
8,5 a Rossi. Non poteva fare di più: verrebbe da dargli lo stesso voto di Gibernau, ma non sarebbe giusto nei confronti dello spagnolo, che pure gode di una certa superiorità tecnica. E’ con gare così che si tiene aperto il campionato.
8 a Biaggi. Viste le difficoltà incontrate in prova, un podio in gara è una gran prestazione, anche se da un campione come lui ci aspetteremmo qualcosa di più in termini di risultati. La generosità, comunque, non è in discussione.
2 a Barros. Del pilota capace di vincere il “mundialito” con Rossi nel 2002 non è rimasta nemmeno l’ombra. Appena sembra dare prova di ritrovata competitività, finisce nelle vie di fuga.
4 a Hayden. Ha onestamente ammesso l’errore, ma ciò non toglie che si tratti di roba da dilettanti, non certo da “successori di Rossi”, sia pure in prospettiva, quale il talento americano era stato accolto in HRC.
8 a Tamada. Le Bridgestone dovevano andare in crisi a fine gara, lui ha risalito posizioni con la grinta di un leone rimontando da diciassettesimo a quarto. Roba da infarto.
8 a Hopkins. Ha rimontato come un selvaggio, ha macinato avversari, e se non avesse rotto probabilmente avrebbe celebrato il primo podio Suzuki pur partendo ventunesimo. Se qualcuno avesse una Honda libera...
7,5 a Capirossi. Ci ha messo letteralmente l’anima, chiedergli di più adesso sarebbe davvero poco realistico.
5 a Edwards. Certo, ha avuto problemi tecnici, ma dopo le qualifiche da lui ci si aspettava qualcosa di più.
4 alle Kawasaki. Una delle peggiori giornate dell’anno per la casa di Akashi, e la mancanza di prove sull’asciutto può essere solo una scusante relativa.
8 a Porto. Ha vinto, ma quel colpo di reni subito dopo aver alzato il braccio è stato davvero brutto.
5 a Pedrosa. Ha giocato finché c’è stato asciutto, sono bastate due gocce di pioggia per farlo letteralmente sparire. Puerile e ingenuo – visto l’esito del tentativo precedente – il tentativo di fermare la gara. Un pretendente al titolo iridato non può crollare così per due gocce di pioggia.
7 a De Puniet. E’ andato forte, ma del dominatore dei test invernali non è rimasta quasi traccia.
6 a De Angelis. Rimasto fregato dal voltafaccia di Porto, è quello che ha pagato più caro il fondo umido. Ma la bella gara che ha fatto compensa parzialmente l’errore, peraltro non del tutto imputabile a lui.
9 a Lorenzo. Le scorrettezze di cui è stato accusato non sono apparse così evidenti viste da fuori, in compenso lui ci ha messo tanto del suo, conquistando una vittoria meravigliosa.
8 a Dovizioso. Ha fatto una gran gara, che lo proietta ancora più in avanti nell’ottica-titolo.
9 a Locatelli. Vincitore morale della giornata: una rimonta così è roba da scrivere negli annali. In grassetto.
6 a Barbera. Senza volergli tirare la croce addosso, ha cercato di fare il tattico ma non ci è riuscito. Ci vuole anche manico, oltre che cervello, per sfruttare certe astuzie.