Gara come minimo strana, quella della 250. Un risultato figlio di qualche caduta, di condizioni meteo incerte e di un regolamento quantomeno discutibile, che conferisce ai piloti della MotoGP la discrezione di fermare la gara a piacimento ma non concede tale privilegio ai piloti delle classi minori. Inutile dire che tale sperequazione non è né giustificata né accettabile, ma al momento attuale il regolamento non si discute.
Portoè stato il più veloce ma anche il più scaltro (per non dire ipocrita) nel rendersi conto della situazione quando De Angelis, al momento in testa, ha alzato la mano quando la pioggia ha reso pericolosa una sezione del tracciato. L’argentino, che pure aveva alzato la mano anche lui, è passato sul traguardo con la testa nel cupolino, prendendosi un vantaggio pesante poi ininfluente sul risultato della gara, ma sicuramente molto significativo in termini psicologici. Vantaggio rapidamente annullato, è vero, ma che comunque avrebbe dovuto insegnare qualcosa ai suoi avversari.
Non ha invece fatto tesoro dell’esperienza Pedrosa, che ha scoperto le carte a pochi giri dalla fine per trovarsi spiazzato da uno scroscio di pioggia che lo ha costretto a calare il ritmo e a tentare la carta del braccio alzato. I rivali, ovviamente, non hanno assolutamente voluto saperne, e hanno sfruttato la cronica debolezza dello spagnolo sul fondo viscido andando a precederlo, nell’ordine, sul traguardo.
Alla fine, da tutta questa confusione, quello che più ci ha rimesso è stato De Angelis, leader della gara al momento del tentativo di interruzione e costretto poi ad inseguire Porto. Inseguimento terminato purtroppo nelle vie di fuga quando ha ricominciato a piovigginare. Quando si cade è sempre colpa del pilota, ma in questo caso è davvero difficile gettare la croce addosso al sammarinese, anche visto quanto successo a Nieto, Bataille e Baldolini, scivolati su olio non segnalato dai commissari di gara con successiva decisione del primo di improvvisarsi commissario sventolando una bandiera giallorossa. Fosse successo nella MotoGP le polemiche si sarebbero smorzate solo dopo diversi giorni, per non dire settimane. Ma a pensarci bene, per diversi motivi, in MotoGP tutto questo non sarebbe mai successo…