10 a Biaggi. Il 10 si riserva alle occasioni particolari, e questa, se volete, lo è. Moto non a postissimo, Barros arrembante, un Rossi che spezza il ritmo a metà gara e tenta di involarsi. Max è rimasto freddo, ha gestito la gara da campione scafato qual è e ha portato a casa il risultato. E adesso diventa un avversario davvero difficile in ottica campionato.
8 a Barros. Che sia lo scarico nuovo, che sia che finalmente si è ricordato che lo pagano per fare il pilota, Alex ha fatto una bella rimonta e ha impensierito per bene Biaggi sul finale. Ma lui è il pilota di punta della Honda, questo è il minimo che deve fare.
7 a Hayden. Ancora un terzo gradino del podio preso con soddisfazione. L’impressione è che il giovane americano si accontenti di poco: se dev’essere lui il futuro della Honda sarà meglio motivarlo un po’ di più.
8 a Rossi. Sarebbe stato fin troppo facile farsi prendere la mano, vedere rosso quando Biaggi è andato via e rovinare tutto con un errore. Valentino è rimasto freddo, anche quando la sua tattica è fallita, e ha portato a casa punti preziosi in attesa di giornate migliori. Difficile chiedergli di più.
2 a Gibernau. Poteva fare di tutto. Fare gara su Rossi, correre di conserva, aspettare tempi migliori. Ma cadere proprio no. Il voto è fin troppo generoso.
5 a Capirossi e Bayliss. La caduta meriterebbe un voto peggiore, ma la voglia di tornare davanti alla prima occasione è comprensibile. Impossibile dimenticare, però, che si tratta dell’ennesima occasione sprecata.
6 a Edwards. Il recupero prosegue a rilento. Oggi il distacco non era affatto male, ma mezzo secondo al giro è comunque tanto. A Donington il texano ha sempre fatto belle gare, noi aspettiamo un acuto.
6 a Tamada. Facile esaltarsi per la vittoria a Rio, più difficile notare che il giapponesino è sì il primo dei gommati Bridgestone, ma che Nakano e Roberts, in sella a Kawasaki e Suzuki, sono arrivati vicinissimi.
4,5 a Melandri. Anche oggi la moto non era a posto, e del suo volo forse non è del tutto responsabile, ma visto che non sta rincorrendo titoli mondiali il suo obiettivo avrebbe dovuto essere mettersi alle spalle al più presto il tracciato tedesco senza farsi male.
6 a Xaus. Prima volta che vede il circuito, primo dei piloti Ducati al traguardo. E cade sempre meno. Si merita una sella più prestigiosa, senza dubbio.
9 a Pedrosa. Contenuta la sfuriata iniziale, è passato e andato via come se fosse la cosa più facile del mondo. Facilissimo dimenticarsi che è un debuttante.
8 a Porto. Ha gestito la gara come meglio poteva, probabilmente con qualcosa in meno a livello tecnico rispetto a Pedrosa su un tracciato così tortuoso. Ne è uscito comunque a testa alta.
8 a De Angelis. In netta crescita, stavolta è salito sul podio. Se continua così, la vittoria in 250 arriverà presto a consolarlo di aver lasciato la 125 senza conquistarne.
6 a De Puniet. Non sta sicuramente correndo male, ma se vuole davvero puntare al titolo, con avversari come Porto e Pedrosa, ci vuole molta più grinta.
5 a Poggiali. Un raggio di sole in Brasile, poi è rientrato nel tunnel. Della caduta non ha alcuna colpa, ma quando è volato navigava comunque in nona posizione.
7 ad Aoyama. Quarto, davanti a De Puniet e al compagno di marca Rolfo, sul cui manico non ci sono dubbi. Decisamente non male.
9 a Locatelli. Avevamo appena detto di fare attenzione al Loca ed eccolo lì: rimonta e vittoria di esperienza e cattiveria. Chi vuole portarsi a casa il titolo deve fare i conti con lui.
8 a Barbera. Se quella di Locatelli è stata una rimonta, la sua è stata una rimontissima. Gli è mancata solo un po’ di malizia nel finale, ma il peccato è veniale.
6,5 a Dovizioso. L’impressione è che il quarto posto di domenica non sia stato una scelta ma che proprio non ce la facesse a tenere il ritmo degli altri sul finale. Anche per lui vale quanto detto per De Puniet: ci vuole più grinta.
7 a Nieto. Non va forte solo in Spagna, ma se vuole convincerci ci vuole più costanza.