Carlo Pernat: "i miei ultimi 40 anni"

di Redazione Italia MotoCorse.com - Alfredo Di Costanzo

Carlo Pernat:

Carlo Pernat è una pietra miliare del motociclismo che da quasi quarant’anni segna le tappe evolutive dello sport che amiamo. Un personaggio che ha vissuto in prima persona i grandi cambiamenti del motomondiale, e che ha ancora voglia di viverne tanti altri ancora

“Nel 1974 – racconta il manager genovese – venni assunto dalla Piaggio per occuparmi di marketing e pubblicità.

Era l’era pioneristica del marketing. Nel 1979 ci fu il debutto nel mondo dello sport, con Gilera nel mondiale Motocross. Nel 1984 Claudio Castiglioni mi offrì un contratto di tre anni come gestore delle attività sportive; accettai e fu la svolta della mia carriera. Arrivarono subito due mondiali Motocross nel 1985 e nel 1986 e nel 1990 conquistammo la Parigi Dakar con Eddy Orioli. Nel 1988 divenni per la casa dell’elefantino il direttore sportivo e l’ingaggio di Randy Mamola fu un gran colpo e quell’anno arrivò il primo podio. In Cagiva trascorsi cinque anni bellissimi”. 

Il 1990 segna l’approdo di Pernat a Noale nella veste di direttore sportivo: “Ivano Beggio – dice – già tre anni prima mi contattò, ma resistetti alle sue lusinghe. Decisivo nel farmi fare il passo in Aprilia fu l’ingegnere Jan Witteveen, per me il genio assoluto dei due tempi. All’inizio ricordo eravamo solo in sette persone ma subito ci mettemmo all’opera e con Alessandro Gramigni vinsi il primo titolo come direttore sportivo. Nel 1997 andai al Genoa per ricoprire il ruolo di responsabile marketing e comunicazione; resistetti solo sei mesi perché quello del calcio era un mondo marcio. La Rai mi cercò per affiancare Federico Urban nelle telecronache. Nel 1999 ho iniziato a curare i piloti come manager”. I due tempi per Carlo sono la “moto”: “Le 500 – svela – erano le moto più belle. Era il pilota a guidare la moto mentre oggi, con l’avvento dei quattro tempi e dell’elettronica, la moto ha iniziato a guidare il pilota. Il passaggio dai 2 ai 4 tempi credo sia stato imposto da questioni legate alla produzione. L’errore regolamentare più grave per me, però, è stato quello della classe 800 nella MotoGp”. 

Il prossimo campionato MotoGp Carlo Pernat lo immagina così: “Marc Marquez – afferma – è un fenomeno. Ha, però, il difetto di cadere tanto e quando scivoli non sai mai quello che può succedere. Valentino Rossi lo vedo molto in palla e si sta allenando alla grande; se la Yamaha lo asseconderà sarà della lotta iridata. I sui segreti sono il talento è il divertimento; se ti diverti vai forte. Per Andrea Iannone sarà un anno importante e per questo non c’è giorno che non dedica all’allenamento. Per me lui è un buon fungo porcino, così come lo sono Rossi e Marquez. Magari c’è quello più pregiato, ma le qualità del fungo porcino Andrea sono più che buone. Credo molto nel lavoro dei tecnici della Ducati e mi piace l’approccio di Gigi Dall’Igna. Già nel 1992 ebbi modo di stargli accanto perché entrambi eravamo in Aprilia. Il suo metodo credo farà molto bene alla casa di Borgo Panigale. Quello che posso dire è che la Ducati di quest’anno sarà una moto completamente diversa da quelle viste fino ad oggi, dalla ciclistica al motore”. 

Dal 2014 Carlo Pernat veste la carica di Responsabile delle Relazioni Esterne del Team Italia: “Il primo bilancio – sottolinea – è buono. Nostro obiettivo è formare i giovani per poi girarli ai vari team. Dopo il black out degli ultimi anni, grazie anche all’impegno della Fmi, s’iniziano a vedere i primi risultati, con piloti come Romano Fenati che lasciano ben sperare per il futuro. Come Team Italia l’obiettivo stagionale in termini di classifica è arrivare nei primi dieci, ma come dicevo ci preme maggiormente formare i futuri campioni del mondo italiani”.

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