MotoGP Austin, la prima di Marc Marquez ci salva da una gara noiosa

di Marco Dabizzi

MotoGP Austin, la prima di Marc Marquez ci salva da una gara noiosa

Marc Marquez sarà anche il pupillo di Honda e Dorna, predestinato a grandi successi, ma il ragazzino ad Austin ha dimostrato - se ce ne fosse stato ancora bisogno - che il talento che ha portato in dote è di quelli cristallini. Il suo nuovo record come pilota più giovane a vincere un Grand Prix nella classe regina è certamente storico, essendo stato in grado di salire sul gradino più alto del podio a 20 anni e 63 giorni di età, abbassando il record precedente di Freddie Spencer di oltre quattro mesi. L'americano vinse il suo primo GP sulla difficilissima (e pericolosissima) pista di Spa-Francorchamps nel 1982 in sella ad una Honda, e l'anno successivo conquistò il primo dei suoi due titoli mondiali della classe 500.

E' probabile che Marquez non debba neppure aspettare un anno per il suo titolo iridato, vista la nochalance con cui ha superato il compagno di squadra Dani Pedrosa della gara texana della MotoGP, rimanendogli dietro e studiandolo per oltre metà gara, attento a non commettere errori, per poi sfilarlo con un sorpasso pulito ma deciso, rimanendo concentrato fino alla banciera a scacchi.

Non solo va forte, anzi fortissimo, ma Marc sembra anche avere una lucida intelligenza di gara, ricordando un altro ragazzino terribile di qualche anno fa, che oggi è stato uno dei primi a congratularsi calorosamente per la sua vittoria.

Marquez come Rossi? Non certo come stile di guida, visto che i due sembrano sugli angoli opposti della galassia (del resto la differenza anagrafica è notevole e le moto con cui ha vinto Valentino sono adesso a prendere polvere in qualche museo), ma Marc ci ricorda il giovane Valentino per la determinazione e la lucidità tattica, con ancora una volta la scelta della gomma posteriore "dura" a differenza del compagno di squadra Pedrosa, scelta probabilmente non determinante ma che denota la sua strategia di gara: attento a non rischiare nei primi giri, paziente nello studiare gli avversari e capace di sfruttare a fondo l'aderenza residua negli ultimi giri per conquistare quel minimo margine sufficiente a tenerlo al riparo da possibili attacchi.

Se oggi Marquez ha brillato, Jorge Lorenzo non ha deluso. Il suo terzo posto potrà apparire non entusiasmante, ma il campione maiorchino sa che questa non era la pista giusta per rischiare, troppo evidente la superiorità delle Honda. Il campionato è lungo, e sarà interessante capire come si comporteranno le seconde guide dei team Yamaha e HRC nel proseguo della stagione: Valentino Rossi non appare per adesso in grado di contrastare il compagno di squadra, anche se il campione pesarese sta ancora scontando l'adattamento ad assetti che non conosce ed utilizzando il vecchio telaio della M1, ma appare lecito attendersi qualche interessante exploit più avanti nella stagione, mentre non siamo sicuri che qualcuno abbia informato Marquez che il numero uno del team è ancora Dani Pedrosa...

Rimane il fatto che Marc riesce a guidare in modo altamente spettacolare, come i bruschi cambi di direzione ad Austin hanno confermato; specialmente nel rampino, il campione spagnolo riusciva a rialzare la moto immediatamente, mantenendola ad un angolo di piega sensibilmente meno marcato di quello del compagno di squadra, accelerando bruscamente e facendo chiudere alla moto la traiettoria pattinando con il posteriore. A differenza però delle derapate di qualche anno fa, tanto spettacolari quanto generalmente controproducenti, quelle di Marquez sono limitate a quel tanto che basta a riportare la ruota posteriore in linea con la traiettoria di accelerazione, con il peso del pilota talmente all'interno della curva da gravare minimamente sullo pneumatico.

L'unica altra nota positiva di questo Gran Premio altrimenti noioso è stata l'ennesima prestazione di Cal Crutchlow, che sebbene ancora condizionata da qualche sbavatura - non così pesante da influenzarne troppo il risultato finale questa volta - ha fatto vedere come sia possibile ancora dare spettacolo in sella ad una MotoGP, e come la difficoltà di sorpasso sia un fattore estremamente limitante per i piloti, che si trovano spesso a dover seguire altri più lenti senza trovare uno spazio sufficiente a tentare il sorpasso, soprattutto considerando qualto pesante sia diventata la mano della direzione di gara a sanzionare comportamenti ritenuti spettacolari e aggressivi sono qualche anno fa e che adesso sembrano improvvisamente deprecabili.

Opaca la prestazione di Rossi, con un assetto evidentemente non ottimale, ed ancora nessun segno di vita dal team Ducati, con Andrea Dovizioso che si prense il solito secondo abbondante al giro di media e Nicky Hayden ancora più indietro. Qualcuno poi si sbrighi a levare di torno Givanni di Pillo che si è infiltrato nei box Pramac da inizio campionato, e dopo avere legato Ben Spies ed averlo nascosto nei boschi dell'Impruneta, si presenta al via dei GP con il suo casco e tuta: il risultato è eccellente per un telecronista ultracinquantenne, ma se quello fosse davvero il campione texano la cosa sarebbe estremamente imbarazzante.

MotoGP Austin, così in gara:
1 Marc Marquez – Repsol Honda Team – Honda RC213V – 21 giri in 43’42.123
2 Dani Pedrosa – Repsol Honda Team – Honda RC213V – + 1.534
3 Jorge Lorenzo – Yamaha Factory Racing – Yamaha YZR M1 – + 3.381
4 Cal Crutchlow – Monster Yamaha Tech 3 – Yamaha YZR M1 – + 6.616
5 Stefan Bradl – LCR Honda MotoGP – Honda RC213V – + 12.674
6 Valentino Rossi – Yamaha Factory Racing – Yamaha YZR M1 – + 16.615
7 Andrea Dovizioso – Ducati Team – Ducati Desmosedici GP13 – + 22.374
8 Alvaro Bautista – GO&FUN Honda Gresini – Honda RC213V – + 22.854
9 Nicky Hayden – Ducati Team – Ducati Desmosedici GP13 – + 33.773
10 Andrea Iannone – Energy T.I. Pramac Racing – Ducati Desmosedici GP13 – + 42.112
11 Aleix Espargaro – Power Electronics Aspar – ART GP13 – + 48.837 (CRT)
12 Bradley Smith – Monster Yamaha Tech 3 – Yamaha YZR M1 – + 50.705
13 Ben Spies – Ignite Pramac Racing – Ducati Desmosedici GP13 – + 1’14.132
14 Randy De Puniet – Power Electronics Aspar – ART GP13 – + 1’15.651 (CRT)
15 Yonny Hernandez – Paul Bird Motorsport – ART GP13 – + 1’19.591 (CRT)
16 Michael Laverty – Paul Bird Motorsport – PBM 01 – + 1’34.391 (CRT)
17 Hiroshi Aoyama – Avintia Blusens – BQR FTR – + 1’39.823 (CRT)
18 Hector Barbera – Avintia Blusens – BQR FTR – + 1’39.952 (CRT)
19 Claudio Corti – NGM Mobile Forward Racing – FTR Kawasaki – + 1’46.773 (CRT)
20 Bryan Staring – GO&FUN Honda Gresini – FTR Honda MGP13 – + 1’48.084 (CRT)
21 Blake Young – Attack Performance Racing – Attack Performance APR – a 1 giro (CRT)

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Altri commenti

corsera

Data per scontata la superiorità del binomio Honda/Marquez su questo circuito e data per scontata la ormai cronica e ineluttabile condanna a eterno perdente del povero Pedrosa (come faccia a resistere a questo continuo massacro morale lo sanno solo lui e ....il suo padrone) , io valuterei più che positivamente la prestazione di Lorenzo.
Date le premesse, ha guidato benissimo e condotto la gara in modo perfetto, alla fine mancava poco che riacciuffasse Pedrosa e, in prospettiva futura, credo che sarà molto difficile impedirgli di riconfermarsi campione.
Rossi è da valutare bene ma sarà in grado di far venire ancora il mal di testa a tanti suoi detrattori.
Infine , malgrado la strada ancora impervia, la Ducati non poteva prendere miglior pilota di Dovizioso.

Inserito: 22 aprile 2013
maurixa

Appoggio totalmente l'equilibrata analisi di "corsera".
Aggiungo semplicemente il mio personale plauso alla capacità di Lorenzo di ragionare "in ottica campionato" e di saper resistere in 3a posizione per tutta la gara con passo costante, sicuramente non facile per un campione che vorrebbe primeggiare sui rivali-connazionali.
Sono un po' più preoccupato dal comportamento di valentino e del suo Team: per tutto il week end hanno inseguito un'inafferrabile equilibrio ciclistico senza trovare una soluzione. Troppo simile ai problemi riscontrati nei due anni di Ducati per non pensare che ci siano problemi per l'uno, per gli altri o per via della comunicazione fra loro.
Bravo Dovizioso, sicuramente felice di aver portato la sua Ducati così vicino a Rossi!

Inserito: 22 aprile 2013
MrKey

Ciao Giorgio, premesso che mi sono appena iscritto (anche se leggo i tuoi articoli da un paio d'anni) e che ci tenevo a ringraziarti di cuore per tutte le informazioni che rendi note alla gente comune, non posso negare di essere un po' stupito dal tuo articolo. Va bene che la classe regina ha bisogno di nuovi idoli, che Marquez, per bravura, solarità, carisma e coinvolgimento mediatico (oltre al fatto di essere il nuovo pupillo della Dorna) può essere in nuovo Rossi, che le moto ormai sono supercontrollate elettronicamente con rischio di errore molto molto molto limitato, ma vedere un ragazzino di 20 anni vincere in questo modo la sua seconda gara in motogp, su una pista nuova contro piloti che hanno moltra più esperienza con queste cilindrate/velocità, è davvero strano e difficile da credere come una cosa regolare. Se fosse realmente così vorrebbe dire aspettarsi di vederlo vincente o quasi per quasi tutte le gare di questo campionato (soprattutto quelle già conosce), cosa che io dubito fortemente. Ovviamente, come te, posso solo fare supposizioni e pensare ad una situazione un po' diversa (anche se vogliamo fatasiosa). Honda spinge per il nuovo tracciato di Austin proprio per lanciare (sin dai test!!!) il nuovo fenomeno della classe regina. Dani si accontenta (o meglio deve sottomerttersi al volere della casa), di fare il gregario c

Inserito: 01 maggio 2013
MrKey

per il compagno di squadra e, in Qatar, ha continui problemi di set-up (che io ritengo legati alla performance dei treni di gomme ricevuti), mentre in Texas, una volta superato da Marquez, non prova nemmeno ad accennare un minimo di resistenza (e parliamo di una vittoria con impatti sulle gerarchie interne). Lorenzo fa sicuramente una gran gara rispetto ai risultati delle prove, ma guarda caso proprio quando Valentino e il suo team trovano una modifica interessante nel warm-up. Lo stesso Rossi invece che non riesce nemmeno a raggiungere (senza dire superare) Bradl e Carl e poi dichiara di avere avuto problemi al freno anteriore per il distaccamento di una componente (cosa che seppur assurda è attualmente sotto analisi dalla Brembo). Boh....non so....io ormai resto convinto che il "sistema" ha intrighi ovunque e che una volta deciso come procedere, non ci sono santi che tengano (anche a costo di arivvare ad essere palesemente spudorati e incuranti dei possibili pareri degli spettatori). Sarà anche questa una dimostrazione di potere??
Io mi auguro solo di poter vedere delle vere battaglie in pista, tra veri uomini con gli attributi, ma ho fortemente paura che ciò rimarrà solo un lontano ricordo (o al massimo che assisteremo solo a qualche rewind dei vecchi tempi). Dove sono le vecchie 500???? Con quelle si che si sarebbe capito il reale valore dei piloti, anche se diversi di loro (Stoner sicuramente tra questi per il suo stile di guida) avrebbero rischiato di finire in clinica mobile ogni domenica (nel migliore dei casi). Forza Ducati, forza Italia, forza Valentino.

Inserito: 01 maggio 2013
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