Jerez: il borsino del GP

di Edoardo Licciardello - 

Jerez: il borsino del GP

Archiviato anche il secondo GP dell’anno, ecco le quotazioni di tutti i protagonisti della gara di Jerez de la Frontera…

IL MEGLIO DEL GP
Nicky Hayden. Rifugge dalle polemiche, gestisce domande stupide con l’intelligenza e la signorilità che lo hanno sempre contraddistinto, e sia in prova che in gara si danna l’anima per dimostrare che, in effetti, la GP12 è la miglior Desmosedici di sempre, come ripete da qualche mese. Nei primi giri combatte come un gladiatore, negli ultimi limita i danni. Ricorda un po’ lo Stoner del 2010, quello che comunque ce la metteva sempre tutta anche quando l’obiettivo era il quinto posto.

IL PEGGIO DEL GP
Valentino Rossi.

E siamo a due gare in cui qualcuno con la sua moto gli finisce davanti, e non di poco. In prova perde completamente la bussola, fra lui e la squadra sembrano i dilettanti allo sbaraglio; in gara l’orgoglio torna a saltare fuori e il risultato non è così catastrofico come in prova. Rimane che, da pilota di punta, si deve sempre dare il massimo. Se poi si vuole essere considerati ancora dei fuoriclasse, e non uno che punta ad arrivare a fine anno senza graffiarsi la tuta di pelle, bisogna lottare come mastini sempre. Il talento di Rossi non si discute, il fatto che ci siano condizioni esogene che lo limitano nemmeno, la voglia di dare comunque il massimo però si.


CHI SALE
Casey Stoner. Vederlo quinto in prova mentre si massaggia il polso in un rallenty sul rettilineo fa pensare che il problema di Losail sia tutt’altro che risolto. Poi ci si rende conto che il polso massaggiato è il sinistro, che Gabarrini continua a sorridere, e dopo tre giri di gara il quadro è completo: se non ha preso in giro tutti, gli avversari perlomeno si.

Jorge Lorenzo. Aveva pianificato una gara su Pedrosa, si trova a dover gestire l’ennesima gara pazzesca di Stoner, anche sulla “sua” Jerez, quella che all’australiano non è mai andata giù. Però resta lì, martella come un fabbro strafatto di Red Bull (anzi, di Rockstar…) e nonostante una gomma anteriore alla frutta che lo manda largo un paio di volte rischia di farcela. Il riferimento per il mondiale resta lui.

Cal Crutchlow. Fa paura. In senso buono, quando tiene il passo di Pedrosa e lotta senza paura con i mostri sacri del mondiale. In senso cattivo, quando alla prima curva arriva solo relativamente padrone della situazione, e non stende Hayden solo perché la provvidenza ci mette una mano. Però ridicolizza ancora una volta Dovizioso, e punta dritto ad aggiudicarsi la sella della seconda M1 ufficiale. E adesso chi lo dice a Bradley Smith?

Stefan Bradl. In prova sportella Hayden che credeva di averlo sorpassato in cavalleria, in gara spiega con dovizia di particolari quanto possa essere selettiva la Moto2 una volta maturata la categoria. E’ presto per dire se abbiamo trovato un altro protagonista, certo è che la sua squadra è probabilmente la più povera del mondiale, ma dai risultati non si vede…

Aleix Espargaro. Primo delle CRT, complice la rottura dell’ART “gemella” di De Puniet. L’avevamo considerato con un po’ troppa sufficienza ai tempi della Ducati privata, qui non ha sfigurato.

Hector Barbera. Due gare, due duelli con Rossi. Non è un fenomeno e non lo è mai stato, ma il suo mestiere lo fa molto meglio di quanto non sembrasse in grado di fare con il team di Aspar, il che è tutto dire.

CHI SCENDE
Dani Pedrosa. Pretendente alla vittoria largamente annunciato, si perde completamente nella prima metà di gara, e quando si sveglia è davvero troppo tardi. Doveva convincere (soprattutto i vertici Honda), ha sollevato altri dubbi.

Andrea Dovizioso. Altra gara, altra clamorosa paga da Crutchlow. E’ vero che la moto è diversa dalla Honda, ma non ci aspettavamo che ci fosse tanta differenza da incassare sedici secondi dal compagno di squadra. Non è che è stato il passaggio a mille, più che quello alla Yamaha, a sparigliare le carte?

Ben Spies. Sembra un debuttante, non si capisce di che genere siano i problemi che lo affliggono, e sulla Yamaha con cui tutti vanno fortissimo affonda come mai aveva fatto. Quella sella inizia a farsi sempre più calda…

QUELLI DA RIPERIZIARE
Alvaro Bautista. Meglio che a Losail, ma il distacco resta molto consistente. Rimandato all’Estoril.

Randy De Puniet. La rottura lo priva del piazzamento, ma non è questo il punto: era un po’ troppo indietro rispetto al verdetto dei test invernali. L’umido avrebbe dovuto esaltarlo, l’impressione è che lo abbia limitato. Non è che effettivamente, come ipotizza qualcuno, la sostanziale differenza con le GP stia nell’efficacia dell’elettronica?

Formula CRT: A Jerez dovevano stare più vicine alle MotoGP private, e se è vero che i distacchi risentono della rottura di De Puniet, è altrettanto vero che il solco fra prototipi e CRT è più profondo di quanto non sembrasse dai test. Attendiamo una gara più regolare meteorologicamente…

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