Qatar: il borsino del GP

di Edoardo Licciardello - 

Qatar: il borsino del GP

Inauguriamo con la prima gara del mondiale 2012 un nuovo formato per la consueta pagella – invece dei voti, ci limitiamo a dare giudizi relativi, con le due eccezioni del meglio e del peggio del GP. Fateci sapere se vi piace o se preferite un ritorno al vecchio sistema…

IL MEGLIO DEL GP
Jorge Lorenzo. Lo spagnolo ci crede dal primo turno all’ultimo giro, lavora duro e guida come sa fare, anche quando la Honda torna a fare paura dopo il warm-up e Stoner pare avere tutte le intenzioni di replicare la gara dell’anno passato.

Quest’anno la sua M1 non è più il disastro dell’anno scorso, e l’impressione è che abbia una gran voglia di far vedere a Stoner che la riconferma non sarà facile…


IL PEGGIO DEL GP
Valentino Rossi. Non dev’essere facile, dopo aver vinto tanto quanto lui, adattarsi a lottare per le posizioni di rincalzo, ma l’attenuante è molto relativa. E’ un professionista pagato profumatamente, che sapeva bene in che razza di ginepraio si andava ad infilare quando l’anno scorso ha deciso di lasciare Yamaha per affrontare la sfida Ducati. Non si può gettare la spugna alla prima gara, né piagnucolare perché Barbera lo manda per campi. Testa bassa e lavorare, le conclusioni si tirano a fine anno.

CHI SALE
Dani Pedrosa. L’abbiamo tutti dato per finito troppo presto, e invece guarda lì: lo spagnolo si incolla come una remora al codone della Yamaha di Lorenzo, e sfila Stoner in staccata sul finire della gara come fosse un qualunque comprimario. Quest’anno ci sarà da divertirsi…

Cal Crutchlow. Nei test ha lavorato bene, nelle prove pure, e in gara fa vedere cosa sa fare. L’anno prossimo una delle M1 ufficiali sarà probabilmente disponibile, e ha tutte le intenzioni di aggiudicarsela lui. Se continua così, difficile immaginarsi problemi.

Nicky Hayden. Zitto zitto, ribalta il gas e dichiara la GP12 la miglior Desmosedici che abbia mai guidato. Incassa 28 secondi, ma si comporta da professionista e signore qual è.

Stefan Bradl. All’esordio in MotoGP, con quella che probabilmente è la squadra meno “dotata” fra i team Honda, fa una gran bella gara. A dimostrazione che il titolo Moto2, a categoria matura, non è arrivato per caso…

Hector Barbera. Non guarda in faccia a nessuno come ha sempre fatto, e con la GP Zero fa la sua porca figura. Scorretto? Se lo è lo è sempre stato…

Colin Edwards. Il vecchio Tornado sa ancora il fatto suo, e i cavalli del motore BMW fanno il resto: primo delle CRT, e mica di poco.

Formula CRT: qualcuno paventava sverniciate pericolosissime, congestioni da prove libere sul finale della gara, piloti inadeguati ed altri scenari apocalittici. E invece, su una delle piste più critiche, le CRT non hanno intralciato, e anche il bistrattato Hernandez ha fatto la sua figura. Non sarà la soluzione ottimale, ma per ora il loro dovere – allungare la griglia – lo ha fatto.

CHI SCENDE
Casey Stoner. Sembrerà eccessivo parlare di “scendere” per un pilota che arriva terzo, ma dopo le prove sembrava che nessuno fosse in grado di impensierirlo. E invece salta fuori la sindrome compartimentale al polso, mai diagnosticata nei mesi precedenti anche perché Casey, come suo solito, non ha mai fatto più di cinque giri di fila. Le simulazioni di gara non servono solo per verificare le condizioni della moto…

Andrea Dovizioso. La Yamaha sarà anche molto diversa dalla Honda a cui è abituato, resta il terzo classificato nel mondiale dell’anno precedente e un pilota che corre in MotoGP da cinque stagioni. Il quinto posto non sarebbe nulla di cui vergognarsi, il farsi sverniciare da Crutchlow un po’ si. Atteso alla verifica spagnola.

Alvaro Bautista. E’ sceso dalla Suzuki ed è salito sulla Honda, ma non si vedono grandissime differenze. Ci aspettavamo qualcosa di più, visto che a fine 2011 aveva un gran codazzo di gente pronta ad offrirgli una moto…

QUELLI DA RIPERIZIARE
Ben Spies. E’ già la seconda volta che scivola per gomme fredde (l’altra volta era successo a Jerez, all’inizio della simulazione di gara) ma non è certo colpa sua se le conseguenze della scivolata sono state tanto pesanti. Lo aspettiamo a Jerez.

Randy De Puniet. Non che ci aspettassimo che andasse a lottare per il podio, ma che si avvicinasse agli ultimi prototipi si. E invece, finisce anche dietro ad Edwards. Anche lui rimandato a Jerez.

Bridgestone. Le nuove gomme si dovevano scaldare in un attimo e rischiare di non arrivare a fine gara. Si sono viste, invece, scivolate ad inizio stint e “personali” all’ultimo giro. Attendiamo prima di farne un caso, ma tant’è… 

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