Lo ammettiamo: verso metà gara stavano per crollare diverse certezze. Una era che la Yamaha fosse più efficace sulla distanza di gara, la seconda era che il mondiale fosse un affare privato fra Lorenzo e Stoner. Una è crollata, l'altra, con tutto il rispetto per il dolore al polso di Stoner, no - o meglio, ni. Partiamo dalla vera sorpresa della gara: Pedrosa c'è. Abbiamo fatto troppo in fretta a dare per sconfitto Pedrosa, che invece ha intenzione di vendere carissima la pelle. Quando la moto fa quello che vuole, Dani è ancora uno dei pretendenti alla vittoria.
Lorenzo, dicevamo.
Jorge, dopo le prove - tanto quelle invernali che quelle di questo GP - è apparso il pilota più in forma del momento, tanto da restare sorpresi quando lo si è visto subire l'offensiva di Stoner. Facile credere alle solite capacità soprannaturali di Stoner, facile immaginarsi una brutta sconfitta per Lorenzo. Poi, a sette giri dalla fine, Stoner inizia a derapare da tutte le parti, e viene fuori invece il miglior Lorenzo, quello che nella seconda metà di gara è capace di cambiare passo, di rispondere colpo su colpo agli avversari.
La sconfitta di Stoner? Difficile da dire. Possiamo credere alla spiegazione di Stoner, per quanto improbabile sia che in Alpinestars siano di colpo impazziti e non facciano più l'unico modello di guanti che fa circolare correttamente il sangue nelle mani di Stoner, e pensare che la mancanza di sensibilità abbia determinato le perdite d'aderenza viste in riapertura, ma il dubbio che la Honda continui a macinare le gomme più della Yamaha rimane. D'altra parte, siamo alla prima gara, ed è quantomeno presto per tirare conclusioni.
Vince un bellissimo duello in casa Cal Crutchlow, che "dà la paga" ad un Dovizioso un po' incupito. Dovi non conosce l'M1, è vero, ma la MotoGP la dovrebbe saper guidare ben meglio di Cal. Certo, la moto ufficiale sarà più performante e veloce della privata, ma francamente avremmo pensato che Andrea non avrebbe avuto grossi problemi a rintuzzare l'assalto di Crutchlow. Bello invece senza altri commenti il sesto posto di Hayden, che ha lottato con unghie e denti e si merita la posizione di primo ducatista al traguardo. Barbera che lo accusa di scorrettezze fa ridere. Moltissimo.
Ci piacerebbe poter commentare la posizione di Rossi, ma onestamente non si sa davvero cosa dire. L'impressione è che fra pilota e squadra qualcuno non ci capisca più nulla, ma come per quanto detto sopra, è presto per tirare conclusioni. Certo è che la posizione di moto e pilota non è quella, e se non cambia qualcosa sarà meglio per tutti iniziare a pensare al futuro, quale che sia.
Bella prova per i due Hondisti Bautista e Bradl, prestazione onorevole per Spies - considerando l'infortunio subito ieri. Per le CRT, Edwards è venuto fuori d'esperienza ma anche di potenza, perché il propulsore BMW, per quanto scorbutico, è probabilmente il più potente del gruppo. Su una pista più guidata, le ART verranno fuori.