Chissà come ci si deve sentire a correre nella Moto2. A lavorare tutto l'inverno convinti di puntare al mondiale, convinti che dei due piloti più pericolosi dell'anno scorso uno è passato in MotoGP e l'altro ha saltato tutti i test perché ci vede ancora doppio, poi arrivare alla prima gara e trovarsi di nuovo quell'impunito di Marquez lì davanti. E' vero, Marc è molto leggero e in rettilineo la sua Suter va davvero forte. E' vero che pesa meno e consuma meno le gomme come a suo tempo Pedrosa. E' vero che ha anche un polso destro che i suoi rivali, al momento, si sognano la notte.
E' presto per fare pronostici, ma dopo una gara corsa così, con una sola sbavatura prontamente recuperata e l'impressione lasciata nella testa di tutti di aver fatto solo il minimo indispensabile a portare a casa la vittoria, è impossibile non immaginarsi un mondiale quasi a senso unico.
Ci ha provato fino alla fine Iannone, attaccando all'ultima curva in cui poteva farlo, ma si è dovuto arrendere - nonostante una gran gara, anche per lui - ad una combinazione moto/pilota troppo forte. Poco male: arriveranno le piste più favorevoli, in cui le dimensioni di Andrea non saranno tanto penalizzanti.
Terzo chiude un ottimo Espargaro davanti ad Emile Rabat, autori di un bel duello in casa. Thomas Luthi, autore della pole e dominatore delle prime fasi di gara, non va più in là del quinto posto. Lo svizzero si potrà anche lamentare della manovra di Marquez, ma onestamente, anche nel replay, non pare ci sia nulla di scorretto. Strano che certe lamentele vengano da un pilota della 125, dove staccate del genere, con uno in pista e l'altro sul cordolo, si vedono tre volte a gara.
Solo ottavo Corsi, dopo che verso metà gara si era visto nelle posizioni che contano. De Angelis cade a due giri dal termine, Rolfo finisce ai box praticamente subito, e così se ne va il resto della pattuglia italiana. Corti, che qui in notturna non si è mai trovato a suo agio, finisce troppo indietro rispetto al suo valore, ma la situazione migliorerà.