Ezpeleta: 15 milioni di euro a team e...

In Motomondiale

di Edoardo Licciardello, 03 aprile 2012
Ezpeleta: 15 milioni di euro a team e...

15 milioni di Euro a stagione e non di più: questa sarebbe l’idea di Carmelo Ezpeleta, emersa durante ad un intervista allo spagnolo AS, per limitare i costi nella MotoGP – ogni casa non potrebbe schierare più di due moto ufficiali e due satelliti (del prezzo massimo di un milione di euro), né spendere più della cifra di cui sopra, esclusi ingaggi dei piloti nonché spese di marketing, per ciascun team. L’obiettivo verrebbe raggiunto attraverso regolamenti tecnici che penalizzino in maniera sproporzionata lo sviluppo dei mezzi – presumibilmente attraverso stratagemmi come quello del regolamento CRT (non a caso Claiming Rules Team, a prescindere dall’identificazione dei mezzi con propulsore derivato di serie con la sigla che indica il regolamento per le squadre…) che fissa prezzi piuttosto bassi per la messa in vendita di determinati particolari dei mezzi.




A prescindere dalla difficoltà di verifica di questo budget – è fin troppo facile far figurare spese di sviluppo del mezzo nel capitolo di spesa del marketing, qualunque tecnico amministrativo che sappia il suo lavoro starà ridendo a crepapelle all’idea – l’idea se non altro è pragmatica e va in una direzione precisa. Ma quello che troviamo molto interessante sono le due dichiarazioni riprese dal solito Crash.net. La prima mette in luce come le pressioni della casa che da sempre fa il bello e il cattivo tempo nel mondiale, ovvero la Honda, sembrano aver passato il segno, irritando irrimediabilmente Dorna. “Quello che non può succedere è che Honda spenda 40 milioni di euro l’anno nel suo team, come succede ora”. Parola di Ezpeleta. Solo qualche mese fa, una dichiarazione tanto esplicita sarebbe stata impossibile per non dire incredibile. Certo è che, nei panni di chi cerca da anni di trovare il modo di limitare i costi ed equilibrare un campionato, non dev'essere stato piacevole vedersi aggirare il divieto di impiego del cambio a doppia frizione con un sistema seamless e poi venire pure sbeffeggiati con un “Il nostro cambio costa più di casa mia” (Shuhei Nakamoto).

Ma è la seconda dichiarazione di Ezpeleta ad essere ancora più interessante. Stando al CEO di Dorna, BMW avrebbe intenzione di entrare in MotoGP se i costi fossero più accessibili. Nessuno stupore: la casa di Monaco ha per anni giocato con una tricilindrica prototipo, archiviando poi il progetto per scegliere la Superbike dopo un’attenta valutazione dei costi. Hendrik Von Kuenheim, pragmatico e senza peli sulla lingua, in un’intervista a Gordon Ritchie rilasciata durante il GP WSBK di Aragon ha parlato chiarissimo. “Non c'è dubbio: la MotoGP è il vertice delle gare motociclistiche. Dorna ha un'organizzazione molto professionale, un ottimo sistema di marketing e una buona copertura mediatica. Chiaramente meglio di questo mondiale Superbike…. la WSBK è molto più abbordabile… bisogna contare che la MotoGP costa un sacco di soldi in più. Se ne può parlare, ma direi che si parli di almeno tre volte tanto, oggi… Ci sono team come Honda, per dirne uno, che vuole disperatamente vincere… si tratta di gente disposta a spendere cifre assurde… La mia priorità è di avere successo commercialmente. Solo così posso permettermi di correre. Lo dirò chiaramente: attualmente non mi posso permettere la MotoGP, a meno di trovare un partner molto forte disposto a contribuire sostanziosamente nelle spese… Ma lasciate che lo sottolinei, siamo qui (nel mondiale SBK) per vincere. Finché non vinciamo - finché non vinciamo, scrivetelo - non parleremo di MotoGP.”

Ora, vincere in Superbike anche quest’anno appare obiettivo un po’ ambizioso, anche se la S1000RR del team ufficiale appare molto più competitiva degli altri anni. Ma bisogna anche considerare che il nuovo regolamento difficilmente entrerebbe in vigore con tempistiche strettissime, e che il trend della Superbike è quella di una sempre maggiore partecipazione dei team privati – magari con appoggio privilegiato della casa madre per i migliori – ma un progressivo ritiro delle case ufficiali, attualmente rimaste in due, peraltro presenti non si sa fino a quando. Non è un segreto che senza lo sponsor Alitalia il principale finanziamento di Aprilia Racing venga dalla vendita delle ART ai team privati che quest’anno correranno in MotoGP, né che il già citato pragmatismo di Von Kuenheim potrebbe serenamente prevalere sull’orgoglio come già successo per la casa di Monaco in F1 nel 2009, quando innestarono una retromarcia con grattata rivendendo tutto il loro team a Sauber e svignandosela all’inglese.

Insomma: restate sintonizzati. Nel solito, assordante, silenzio/assenso della Federazione, stavolta un regolamento che funziona, e realmente equilibrato, potrebbe stenderlo la Dorna. Mai avrei pensato di poter iniziare a fare il tifo per Carmelo Ezpeleta, ma ci siamo davvero vicini. Il ventilato rientro Suzuki del 2014 potrebbe essere accompagnato da altri clamorosi ingressi...




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Commenti dei lettori

Reckless
United States
Exton

Ma certo corriamo con gli scooter così avanzano anche i soldi !
Variamo un bellissimo
regolamento tecnico che penalizzi in maniera sproporzionata lo sviluppo dei mezzi così BMW può vincere facile...ma io mi chiedo, a questo punto a cosa serve la motoGp?
Allora che la FMI chiaramente si impunti e obblighi a far corere in SBK solo moto "Superstock" e faccia diventare le SBK motogp così la smettiamo con le cazzate! Non c'è bisogno di quel ciucco di Carmelo

Inserito: 03 aprile 2012

ceccorapo
Italy
Siena

Ma dico,15.000.000 di euro non sono mica noccioline! E come è possibile pensare che le squadre potranno essere in numero sufficiente per riempire la griglia di partenza di un motogp,se si continua a costruire moto costosissime? Sappiamo tutti che si può correre anche con le moto di serie,ed è proprio al concetto moto di serie,che bisogna guardare.Una casa costruttrice,con un regolamento che preveda la modularità della cilindrata,sarà messa in grado di vendere a chi ne farà richiesta il motore e l'elettronica ad esso collegata,con un ritorno economico:il monocilindrico è di 250cc? Bene,il bicilindrico sarà di 500cc e il 4 cilindri sarà di 1.000cc,come in effetti è ora.Anche se,dimezzando le cilindrate e usando il turbo,si otterrebbe lo stesso risultato.Anche la F1 tornerà al turbo,una sinergia è possibile.

Inserito: 03 aprile 2012

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