E adesso siamo davvero curiosi di sentire cosa diranno i detrattori della formula CRT per partito preso. Terzo giorno dei test CRT, con in pista anche la
Ducati Desmosedici GP12 Satellite (ma di cosa si trattasse esattamente lo sanno solo in Ducati, perché molte cose non tornano – il nostro Manziana ci sta lavorando), ed arriva l’exploit di De Puniet, capace di girare in 1’40”3. Sei decimi meglio di ieri, tre decimi peggio della GP satellite di Barbera. Chi obiettasse che il record della pista è lontano (ma neanche troppo: 1’39”731) non coglie il punto: a parte il fatto che le CRT, sia pure quelle preparate da Aprilia/ART, sono all’inizio del loro percorso di sviluppo, le moto con propulsore derivato di serie non devono essere una minaccia per le moto ufficiali, ma un’alternativa credibile alle moto satellite. Missione compiuta ancora prima di iniziare il campionato, almeno per chi… ha scelto la casa giusta a cui affidarsi.
“Oggi abbiamo lavorato bene, ed è migliorato notevolmente il grip sul retrotreno” ha spiegato Randy De Puniet. “Abbiamo lavorato molto a livello elettronico, per tentare di migliorare la risposta delle sospensioni, e tutte le nostre prove sono andate nella direzione giusta, tanto che da ieri siamo migliorati di sei decimi, iniziando ad avvicinare tempi interessanti. Sono molto contento di questi tre giorni, credo siano stati molto produttivi. Dobbiamo continuare a lavorare in questa direzione, possibilmente cercando di trovare qualcosa di più sia in termini di potenza che di guidabilità. Ma sono davvero sorpreso del potenziale di questa moto già in questa fase dei test.”
Molto bene anche Espargaro, autore di un bell’1’41”10 dopo due giorni al di sotto dell’aspettativa: il primo per colpa della febbre, il secondo per mancanza di feeling probabilmente per i postumi dell’influenza. “Stamattina le sensazioni sono tornate favolose” spiega Aleix. “Abbiamo lavorato molto sul posteriore per trovare la confidenza giusta, e ce l’abbiamo fatta. A fine giornata abbiamo cambiato alcuni dettagli e il tempo è migliorato moltissimo, non credevo di poter tenere un ritmo tanto veloce. Un pensiero per il mio amico Tito Rabat, che sta passando un bruttissimo momento per la perdita della madre”.
A questo punto, il team Aspar si prepara per i test di Aragon, i prossimi otto e nove marzo. Bene anche Pasini, a circa un secondo dal riferimento di Barbera dopo 47 giri, tre decimi più lento di lui Petrucci e buon ultimo – ma a distacco molto più contenuto rispetto ai giorni precedenti – Ellison, tutti quanti in sella a CRT con motore Aprilia.
Resta un piccolo giallo su che moto stiano usando Abraham e Barbera: stando ad alcune voci nonché foto in giro su Twitter i due piloti avrebbero a disposizione una GP11.2 (ovvero la revisione con semitelaio in alluminio dello scorso anno) ed una GP Zero, che sarebbe quella andata distrutta nell’incidente con rogo di ieri con il ceco in sella. Dal momento che invece a Sepang hanno avuto a disposizione le loro GP12 Satellite (o GP Zero che dir si voglia), l’impressione è che qui a Jerez i test siano volti a provare ulteriori sviluppi per i mezzi privati.
Molto curioso come sulla GP11.2 fossero costantemente coperte entrambe le ruote, come a voler celare ad occhi indiscreti soluzioni specifiche per le gomme o comunque fossero montati sensori destinati ad usi specifici. Quello che non si capisce è cosa possa essere utile provare su una moto tanto diversa da quella che verrà usata com’è la GP11.2 rispetto tanto alla GP12 ufficiale quanto alla GP12 satellite. La trama si complica, come si usava dire…