Jerez e Sachsenring hanno sciolto le riserve ormai da qualche tempo grazie all'appoggio di sponsor (pubblici e privati) nonché accordi con Dorna, mentre l'Estoril resta ancora in forse. Il circuito ospitante il Gran Premio del Portogallo, al di là della proprietà, confida quasi completamente sulle finanze statali per l'organizzazione della gara mondiale, e al momento attuale non sono ancora state sciolte le riserve da parte del governo in merito all'appoggio economico.
Lo stesso Carmelo Ezpeleta, in occasione dei test di Sepang, non ha potuto dare conferme o smentite alle parti interessate - ovvero tutti gli addetti ai lavori, media compresi, che devono programmare la logistica per la tappa portoghese.
Può sembrare problema di poco conto, ma le tariffe aeree, tanto per il personale quanto per il materiale, variano sensibilmente mano a mano che la data del volo si avvicina. Considerando che stiamo parlando del primo weeekend di maggio, il margine non è molto.
Se il GP del Portogallo non venisse disputato non vi sarà sostituto (anche perché per non penalizzare i costi di trasferta sarebbe necessario trovare un altro circuito europeo, e al momento la cosa non pare fattibile) portando quindi le gare in calendario da 18 a 17. Pur non auspicando la soppressione della gara portoghese, visto che il circuito è uno di pochi rimasti di vecchia scuola (in foto il "gancho", altresì noto come "cavatappino", forse il punto più criticato ma anche più caratteristico del circuito), la riduzione delle prove in calendario potrebbe essere uno dei sistemi più efficaci per abbattere i costi. Altro che modifiche regolamentari...