Si aprono le danze a Sepang, e si riparte da Lorenzo. Fuori Stoner, vittima di un'incredibile stiramento alla schiena mentre - le versioni sono contrastanti - faceva stretching come riscaldamento o si infilava la tuta, è toccato al vicecampione del mondo (nonché titolato 2010) staccare il miglior tempo di oggi. Tempo lento, fanno notare in tanti, ma ottenuto con pista relativamente fredda e sporca per la pioggia caduta nella prima mattinata. Condizioni in cui la Yamaha è storicamente più facile da interpretare delle rivali, e in cui - guarda caso - sono quattro gli alfieri di Iwata nelle prime sei posizioni, con un velocissimo Crutchlow terzo davanti a Spies. "In Yamaha hanno lavorato molto duro durante l'inverno sulla M1, e ho già capito facilmente dove devo modificare il mio stile di guida per adattarlo alla moto - abbiamo molto potenziale" ha commentato Lorenzo. "Abbiamo diverse aree in cui sappiamo di poter migliorare, per cui domani avremo da fare. Sono anche molto felice del fatto che il mio dito sia a posto, e che non mi penalizzi nella guida"
Si difende Pedrosa, unico pilota Honda ufficiale con tempo degno di nota - Bautista è solo nono, e Stoner ha fatto solo quattro giri per onor di firma. "Oggi è andata bene, nei primi giri ho pensato solo a riprendere il feeling con la guida" commenta Dani. "Ero un po' rigido in sella, non del tutto sciolto, ma alla fine ho fatto qualche giro buono. Abbiamo usato la giornata di oggi solo per riprendere il ritmo, riprendere la mano a freni e gas dopo tanto tempo lontano dalla moto. Domani inizierà il vero lavoro, proveremo diversi assetti e probabilmente un nuovo telaio che Honda ha realizzato sulle nostre richieste di Valencia"
L'attesa, però, era tutta per la Ducati. La prestazione di Rossi, quinto, non è strabiliante, ma il distacco è nettamente inferiore a quello a cui purtroppo eravamo abituati. Inoltre, anche facendo la tara alle entusiastiche dichiarazioni di Valentino pensando al solito filtro dei PR, l'aspetto davvero interessante è come i piloti del team ufficiale - Barbera e Abraham fanno storia a sé, avendo a disposizione la "vecchia" GP Zero come illustra nel dettaglio il nostro Manziana - non abbiano trovato subito quel "muro" che gli impediva di progredire oltre in termini di feeling sull'avantreno. “Sono contento perché il buongiorno si vede dal mattino e fin dai primi tre, quattro giri ho capito che la moto mi piaceva" ha raccontato Rossi. "In Ducati hanno fatto un ottimo lavoro in pochissimo tempo. La moto è bella e, soprattutto, si guida bene. E’ migliorata la posizione di guida, la frenata, l’entrata in curva. Posso frenare come piace a me, fare le traiettorie che voglio e in generale mi sento più a mio agio. Ho potuto guidare bene, senza errori e non è un caso, vuol dire che la moto si fa guidare. E’ più agile nei cambi di direzione, si impenna molto meno. Certo, per vincere c’è ancora molto da lavorare, oggi siamo a 7 decimi e dobbiamo migliorare in diverse aree: accelerazione, elettronica, erogazione del motore e set up. Direi che una valutazione più precisa si potrà fare alla fine dei tre giorni perché ricordiamoci che la moto ad oggi ha 40 giri di vita. Andare via di qui con un secondo di distacco sarebbe ok perché comunque siamo consapevoli che c’è ancora tanto da fare. Però una delle cose migliori che sono accadute oggi è che la moto reagisce alle modifiche: questo ci ha permesso di abbassare uno due decimi ad ogni uscita e ci fa capire che possiamo progredire”.
Buio pesto per le CRT in pista a Sepang, con Edwards che incassa un'eternità e gli altri ancora più distanti. A Valencia, nel frattempo, pare sia tutt'un'altra storia. Avere dietro Suter e BQR o avere Aprilia non pare essere la stessa cosa. Non avevamo alcun dubbio a riguardo.