Twitter, ultimamente, è la fonte più quotata per scoops ed anticipazioni di ogni genere. Stavolta tocca a Kevin Schwantz, che attraverso il suo feed ha fatto sapere a tutti di essere in Cile per la presentazione stampa di un tracciato di livello mondiale. Dopo l'argentina, con Rio Hondo, tocca alla Repubblica cilena avviare i lavori per la realizzazione di un circuito che, stanti i nomi coinvolti, non può essere indirizzato a nulla meno di MotoGP e Formula 1.
Il tracciato, che dovrebbe sorgere in un'area di 180 ettari a trenta chilometri dal centro della capitale Santiago (fonte: Crash.net) verrà disegnato dal solito Hermann Tilke, in foto, e relativo studio (prima di preoccuparvi, ricordatevi che oltre a Turchia, Bahrein, Qatar e Shanghai l'architetto tedesco ha realizzato anche Sepang, Yas Marina, Aragon e il Buddh...) e sarà progettato - appunto - per rispettare le norme omologative FIA e FIM. Il progetto è in attesa dell'approvazione del Ministero dell'Ambiente cileno - la richiesta è stata presentata lo scorso dicembre - e. una volta avviati i lavori, dovrebbe venire completato in soli 18 mesi, almeno stando al portavoce della Tilke GMBH Christian Epp. Il passo successivo sarà, ovviamente, la proposta per l'introduzione in lista d'attesa dei vari calendari.
Prima di indignarsi per il progressivo esproprio delle gare alla Vecchia Europa, dove tradizionalmente vive la passione motociclistica, in favore dei paesi emergenti sarà meglio ricordare bene le condizioni economiche in cui versano buona parte dei circuiti attualmente parte del circus iridato. Jerez è salva per un pelo (e non si sa per quanto), l'Estoril non è ancora stato confermato, il futuro del Sachsenring è avvolto in una folta coltre di nebbia. Avere alternative valide (da un punto di vista del tracciato) e ricche non può che fare bene allo sport. A prescindere dal pubblico sugli spalti.