Debutto assolutamente top secret per la Desmosedici in versione GP12 ieri a Jerez, con Battaini e Checa in sella (nella foto, i test di Jerez con
Valentino Rossi nel 2011) in cui la MotoGP
Ducati dell'anno prossimo ha mosso i primi passi. Iniziamo subito a darvi una delusione: di tempi non ha parlato nessuno, anche perché, ragionevolmente, farlo adesso non avrebbe il minimo senso. La mission specifica affidata ai due è stata quella di verificare l'affidabilità (Battaini) e fare un confronto di efficacia non viziato dall'esperienza passata (Checa) fra GPZero, ovvero la moto in versione Valencia, e GP12, quella che dovrebbe costituire la Desmosedici quasi completa.
DEFINITIVA? NON ANCORA...
Abbiamo detto quasi non a caso, perché lo stesso Preziosi ha chiarito come la moto 2012 si vedrà solo a Sepang. E il sospetto che si stia ancora lavorando sul motore, per mano di AMG o meno, è presente e bello forte. Girano voci incontrollate sull'elettronica e sulle strategie di gestione del freno motore e dei controlli in uscita di curva, addirittura di un travaso al contrario da SBK a MotoGP: tutto è possibile, ma pare ipotesi abbastanza peregrina, vista l'assenza di diverse problematiche, alcune abbastanza stringenti - quali ad esempio il consumo - nel mondo delle derivate di serie.
PIU' ALTA
Quello che invece è certo, stando alle pochissime voci trapelate dai presenti (per esempio il coordinatore/manager di una squadra privata) in un circuito più blindato della NASA prima di un lancio, è che la moto è più alta rispetto al passato. La cosa "batterebbe pari" con un motore invariato nell'angolo fra i cilindri ma con maggiori ingombri verticali a seguito della rotazione all'indietro
come pronosticato dal nostro Manziana nel suo articolo. Prima che qualcuno obietti senza vedere il quadro complessivo: l'altezza reale del motore si ridurrebbe, certo, abbassandosi il cilindro verticale. In compenso, aumenterebbero gli ingombri degli
"ancillaries", come dicono gli anglofoni - i servizi accessori - che dovrebbero oltretutto trovare posto all'interno delle direttrici del telaio.
MAGGIOR CARICO
Una moto più alta, presumibilmente con un baricentro più elevato ed auspicabilmente più corta, sarebbe un altro passo nella direzione intrapresa per la prima volta nel 2010, quando si cominciò a spostare la posizione del pilota (non potendo farlo con altro, in quel momento) più in alto. Obiettivo: aumentare i trasferimenti di carico in frenata ed accelerazione, caricando maggiormente avantreno o retrotreno e cercando di mandare - e tenere - in temperatura le gomme con maggior efficacia. Un'esigenza segnalata già in tempi non sospetti da Hayden, e ribadita più volte dalla premiata ditta Burgess-Rossi, che non a caso aveva svolto lo stesso identico lavoro sulla M1 "laboratorio" nel 2004.
CONFERME DI POCO CONTO
Tutto il resto è, come giusto che sia, chiacchiericcio di addetti ai lavori. Con quelli al di là della barricata che non possono dire nulla, e quelli di qua (come noi, sia chiaro) che sono costretti ad ipotizzare. Checa si è trincerato su twitter dietro ad un "Le sensazioni sono buone, stiamo lavorando bene, domani altro lavoro". Più significative ma non certo rivoluzionarie le parole di Alex Briggs, uno dei meccanici di Rossi, che ha confermato come il lavoro di Jerez sia volto a definire l'assetto base, il quadro al cui interno lavorare, perché la moto recentemente assemblata a Bologna è completamente nuova. Una novità di tale portata - continua l'australiano - che normalmente avrebbe dovuto normalmente essere preparata a giugno per essere pronta adesso, ma che grazie agli sforzi di
Ducati (che ha lavorato
"flat out", con il gas spalancato, parole testuali...) è stata approntata in tempi brevissimi.
NON RESTA CHE ATTENDERE
I test di Sepang, intendiamo. Perché di una cosa possiamo essere certi: anche a shakedown terminato non avremo niente di solido su cui piantare i denti. E la moto definitiva, quella che davvero prenderà il via del Gran Premio del Qatar, con ogni probabilità la vedremo davvero... solo in Qatar. Buona attesa a tutti.