Le moto CRT, ovvero realizzate con motori derivati dalla serie, saranno la grande novità del Motomondiale 2012, e se Valentino Rossi e Casey Stoner hanno ammesso che non avrebbero problemi in futuro a guidare una di queste moto, se il regolamento andasse in quella direzione, Dani Pedrosa si è aggiunto alla lista di piloti che sembra invece snobbarle.
In un'intervista rilasciata dal campione spagnolo al sito Sport.
es, Pedrosa non ha certo parole diplomatiche nei confronti della nuova categoria, criticata dal punto di vista tecnico e per il livello dei piloti: "tutto il pacchetto tecnico è inferiore alle MotoGP, non solo il motore", ha detto Dani, "le CRT schiereranno piloti che, ad eccezione di Edwards e de Puniet, hanno pochissima esperienza".
Se è vero che i piloti che guideranno queste nuove moto non hanno esperienza nella classe regina (e come potrebbero? ultimamente c'erano poco più di una dozzina di moto in pista nella classe MotoGP...) è altrettanto vero che la categoria Moto2 ha dimostrato come, anche con potenze decisamente limitate, le prestazioni in fatto di tempi sul giro e di spettacolo in pista siano andare rapidamente in crescendo durante la stagione, soprattutto una volta che alcuni costruttori sono riusciti ad "accordare" la ciclistica con gli pneumatici.
Se dunque il regolamento punterà al modello delle CRT nel futuro, operazione che potrebbe essere decisa per ridurre i costi del campionato, Pedrosa vedrebbe la cosa come un declassamento: "sarebbe un passo indietro per me, visto che ho guidato i prototipi più veloci del mondo e non credo che [le CTR] saranno divertenti come le MotoGP". Opinione rispettabile, ma proprio Rossi recentemente ha dichiarato che in quanto a divertimento le moderne MotoGP sono un bel passo indietro rispetto alle prime mille, moto a cui le CRT sarebbero sicuramente più somiglianti come caratteristiche tecniche.
Nel video qui sotto: l'Aprilia CRT nei test di Valencia, in pratica la moto ufficiale Superbike con gomme Bridgestone e freni in carbonio.
Se penso che alcuni anni addietro un Signor Pilota italiano è stato "giustiziato" per - in nome dello sponsor - proteggere 'sto cavallo bolso. Altro che storie ... A LAVORARE!