Domenica scorsa abbiamo incontrato Valentino Rossi, appena conclusa la sua partecipazione al Monza Rally Show.
Il pesarese era apparentemente sereno, come sempre in queste sue apparizioni ed ha definito il rally un bel modo di concludere l'anno peggiore della sua carriera, in attesa di un eventuale regalo di Natale che si chiami "competitività", per la
Ducati GP12 .
Nonostante la Ford Fiesta Wrc che guidava per l’edizione 2011 del rally lo fosse, competitiva (diciamo il miglior veicolo portato in gara da Rossi ques’anno e lo confermano le buone prestazioni dei compagni nel box VR46 - tra cui Uccio e Brivio - rispetto ai 97 partenti) Rossi ha dovuto dare il massimo per impensierire il campione della specialità, Sebastien Loeb, senza però riuscire a batterlo.
Vale chiude il 2011 senza salire sul gradino più alto del podio, ma almeno ci (ri)sale e lo fa davanti a un foltissimo pubblico (43mila spettatori, nella tre giorni) che lo osanna e acclama a voce alta.
Alla fine dei tre giorni brianzoli, Rossi in pista ha dimostrato ancora una volta di saperci fare per davvero con le macchine da rally, rimanendo per due volte davanti a tutti nelle varie PS e chiudendo secondo assoluto sia in gara sia nello spettacolo finale (il Master Show, dedicato a Simoncelli). Stare dietro, di poco, a un asso che nei rally ha vinto 8 Mondiali, è un risultato che Valentino reputa molto buono e che sicuramente lo può soddisfare più di quelli ottenuti nella stagione sulle due ruote. Nonostante in passato Rossi abbia vinto due edizioni della classica monzese di fine anno, si è detto forse più “gasato” dalla dura lotta di quest’anno, con un asso come Loeb.
Nei minuti che quotidianamente il “dottore” dedica alla stampa, le domande volano verso i temi caldi e Valentino esprime accuratamente la sua visione. Rossi non dimentica certo l’amico Simoncelli, il cui numero campeggiava ovunque (vetture, abbigliamento e pareti intere piene di dediche, per il numero 58) “Lo avevamo coinvolto anche nelle auto ed era veloce anche con queste; qui a Monza veniva da protagonista ed è impossibile non ricordarlo, mi manca sempre”.
Della MotoGP Rossi parla cautamente e spiega come ora abbiano una moto molto diversa, in Ducati, una moto in cui spera vedere ulteriori e chiari miglioramenti a febbraio, confidando nella possibilità di fare maggiori prove rispetto al passato.
Parlando del suo futuro, Rossi ha confermato di voler rimanere sulle moto ancora qualche anno, prima di divertirsi magari a tempo pieno con le vetture da rally (che gli piacciono molto per le sensazioni di guida che sanno regalare), ammettendo onestamente che la MotoGP è ora troppo misera numericamente, dopo la perdita della Suzuki. Chiaro che di fronte alla crisi delle Case si debba porre rimedio alternativo: “C’è poco da fare senza soldi, con dodici moto dove vai? Se il futuro dovesse essere fatto dalle CRT, per me non è un problema, posso correre anche con quelle..”.