Povero Edwards: ieri rimedia quasi un secondo dalla Moto2, oggi credeva di essere in cima alla tabella dei tempi con tre decimi di vantaggio sulla Kalex di Scott Redding e invece... a fine giornata è arrivato quell'impunito di De Puniet, in sella ad un'Aprilia RSV4 gommata Bridgestone e con freni in carbonio, e gli ha rifilato un secondo e passa. Almeno stando a GPOne (di cui non ci permettiamo di dubitare), perché né il team Aspar né
Ducati hanno comunicato ufficialmente tempi nella giornata di ieri.
Si scherza, naturalmente: paragonare una CRT in via di sviluppo con un pilota praticamente appena uscito dall'ospedale con la Superbike ufficiale già campionessa del mondo con Biaggi guidata da un De Puniet ben motivato a trovarsi un ingaggio l'anno prossimo con il team Aspar non è esattamente un confronto ad armi pari. Anche perché, in ogni caso, il risultato non è esattamente lusinghiero per nessuno, visto che la RSV4 si è fermata a poco meno di tre secondi dalla pole staccata in gara.
Quello che è abbastanza interessante è come la RSV4 sia ufficialmente classificata come Aprilia, non come FTR o che - il sito ufficiale della MotoGP, forse con un po' di imbarazzo, parla di "Aprilia-powered", ma chiunque abbia mai visto una RSV4, anche di serie, non fa la minima fatica a riconoscere nella moto portata in pista da De Puniet le linee identiche fin nel minimo dettaglio. E' vero, si tratta di una moto laboratorio volta a capire come si comporta il mezzo (con telaio di serie) con le Bridgestone impiegate in MotoGP, ma non è un prototipo di un engineering di terze parti.
Per capirci: sarà anche FTR o chi per lei a realizzare il telaio, ma l'impressione è che le specifiche le detteranno a Noale, dove pare che qualcosa in merito a come si definisce una ciclistica lo sappiano da tempo. Insomma: fatta la legge (che impedisce ad una casa costruttrice di partecipare con una CRT), trovato l'inganno (provare con le strutture della casa, per poi dare alla terza parte che realizza il telaio tutte le specifiche, per vendere poi il pacchetto completo anche senza il marchio della casa...),
in attesa che Ezpeleta si decida su come dovranno essere le MotoGP del futuro.
La morale? E' che, al netto di stupidi talebanismi, se le CRT si rivelassero competitive, almeno come seconde scelte (diciamo come una 500 quattro cilindri privata degli anni 90, ve le ricordate?) ne guadagnerebbero tutti. Certo, un campionato di soli prototipi ufficiali delle case ha un altro fascino, ma anche altri costi. E' ora che qualcuno (fra le case) abbassi la cresta, e se sono le CRT il modo per farglielo fare, ben vengano...
I tempi (non ufficiali - fonte MotoGP.com):
MotoGP:
Colin Edwards (NGM Forward Racing) 1.42.6 (40 laps)
Iván Silva (BQR-FTR Kawasaki) 1.44.3
Yonni Hernández (BQR-FTR Kawasaki) 1.44.4
Carlos Checa (Ducati Test Team) non dichiarati
Franco Battaini (Ducati Test Team)
non dichiarati
Randy De Puniet non dichiarati
Moto2:
Scott Redding (Marc VDS Racing Team) 1.42.9 (74 laps)
Pol Espargaró (Pons Racing) 1.43.0 (63 laps)
Esteve Rabat (Pons Racing) 1.43.3 (47 laps)
Mika Kallio (Marc VDS Racing Team) 1.43.5 (69 laps)
Bradley Smith (Tech 3) 1.44.0 (58 laps)
Gino Rea (Gresini Team) 1.43.9 (25 laps)
Alex De Angelis (Forward Racing) 1.44.0 (55 laps)
Yuki Takahashi (Forward Racing) 1.44.2 (54 laps)
Axel Pons (Pons Racing) 1.44.7 (65 laps)
Toni Elías (Aspar Team) 1.44.9 (73 laps
Nico Terol (Aspar Team) 1.44.9 (73 laps)
Xavier Simeon (Tech 3) 1.45.0 (68 laps)