Suzuki racing: fine dei giochi

In Motomondiale

di Edoardo Licciardello, 18 novembre 2011
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Suzuki racing: fine dei giochi


Nel giro di poche ore, Suzuki ha definito nel dettaglio il proprio scacchiere sportivo: di fatto, si chiude tutto o quasi. Ritiro per il team ufficiale MotoGP – e questo era largamente nell’aria, soprattutto dopo l’abbandono di Alvaro Bautista, probabilmente importante non solo sul piano della guida – ma anche per la squadra Alstare dal mondiale Superbike.

La compagine belga, gestita storicamente dal manager Francois Batta e con la moglie Patricia a fare da addetto stampa, getta la spugna con diverse recriminazioni sul comportamento della casa madre, che si affiderà – con che materiale è tutto da capire, ma non è difficile pronosticare l’impiego del materiale di quest’anno senza sviluppo – al team Crescent di Paul Denning, orfano della MotoGP, già esperto di SBK grazie alla sua “branca” impegnata in BSB e fresca di partnership con Yoshimura.

Motivazioni prevedibili: la catastrofe nucleare e la crisi economica. Futuro ben più incerto: si parla di rientro nel 2014. Sperando che, nonostante gli annunci che parlano di prototipi, non sia in riferimento all’ipotesi di omologazione verso la CRT del motomondiale. Quando si esce, rientrare è difficilissimo...




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