Stefan Bradl - Honda LCR: è fatta

In Motomondiale

di Edoardo Licciardello, 18 novembre 2011
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Stefan Bradl - Honda LCR: è fatta


Il destino ha un certo senso dell'umorismo, come recitava il personaggio di un famosissimo film di fantascienza di fine secolo scorso. La scomparsa di Marco Simoncelli, che ha lasciato tragicamente libera la sella della RC213V del team Gresini per Alvaro Bautista, ha causato una specie di reazione a catena che ha portato Stefan Bradl sulla sella della Honda del team Cecchinello-LCR.

Come forse ricorderete, il passaggio alla massima categoria del tedesco sembrava cosa fatta a metà stagione, per poi incagliarsi non troppo spiegabilmente (o forse si, ma tenendo in considerazione il veto imposto ad un altro pilota in predicato di passare in MotoGP con Honda) subito dopo. Si dice però che la sfortuna di una persona sia la fortuna di un'altra, e fra quanto sopra citato e la bruttissima caduta di Marquez - che a Bradl ha fruttato un titolo mondiale che sembrava stargli scivolando fra le dita - possiamo dire... che Stefan abbia ereditato un po' di quella mancata in diverse occasioni al padre.

Considerazioni a parte, e senza nulla togliere al pilota tedesco che ha dimostrato di meritare tutte le occasioni colte, ci mancherebbe, è quindi delle ultime ore la formalizzazione dell'accordo con la squadra monegasca LCR gestita dal bolognes-veneziano Lucio Cecchinello. Team finito un po' in ombra nell'ultima stagione a causa di un Toni Elias quantomeno opaco, ma che nelle stagioni precedenti, pur senza le ultimissime novità in termini di dotazione tecnica delle sue moto, aveva saputo lanciare Casey Stoner (vera scoperta di Cecchinello) e De Puniet, oltre ad aver preceduto il team ufficiale HRC nell'adozione di sospensioni Ohlins.

Di Bradl sembra essere piaciuta soprattutto, durante l'improvvisato test di Valencia, la chiarezza nel dare indicazioni sulla messa a punto della moto (quelle di Elias pare fossero talmente imprecise ed incoerenti da aver preso la decisione ufficiale di smettere di ascoltarle già a metà stagione) nonché la regolarità e la metodicità nel lavoro, oltre ovviamente al polso destro. In bocca al lupo a tutti. Se lo meritano, e la MotoGP ne ha un disperato bisogno...





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