Ed alla fine Stefan Bradl ci è riuscito a laurersi Campione del Mondo. Per carità chi vince non si discute ed ha sempre ragione, ma per bontà di cronaca proviamo ad analizzare brevemente la sua stagione e quella del suo rivale e contendente al titolo Marc Marquez.
Bradl, figlio d'arte - chi ha più o meno la mia età si ricorderà i duelli del padre Helmut con il nostro Luca Cadalora nella classe 250 - è senza dubbio un buon pilota, dotato di molta determinazione e quest'anno è stato supportato da un eccellente team. Marc Marquez, giovane talento ormai non più emergente, visto che rappresenta una certezza del motociclismo sportivo, un padre psicologo per davvero, e molta voglia di dare del gran gas.
La prima parte di stagione ha visto predominare il tedesco Bradl: quasi impressionanti i risultati sino ad Assen. Primo in Qatar, finisce quinto in Spagna alla seconda gara e poi una serie di ottimi piazzamenti: vittoria in Portogallo, terzo posto in Francia, ancora primo in Catalunia, primo in Inghilterra. Male ad Assen, dove raccoglie zero punti, dal Mugello in poi è costretto, suo malgrado, a subire un po' il prepotente ritorno di Marquez che, acquisita notevole consapevolezza di sè e della sua moto, inanella una serie di prestazioni fantastiche: due vittorie di fila, Mugello e Germania, secondo in Repubblica Ceca e ancora primo a Indianapolis, Misano e Aragon. Mentre Bradl pare aver perso un po' di brillantezza e sembra accusare lo stato di forma e di grazia del giovane spagnolo.
Poi sappiamo come è andata a finire: a Marquez capita il brutto incidente in Malesia che lo obbliga a saltare la gara ed anche l'ultimo appuntamento di Valencia, regalando di fatto il titolo al tedesco.
Nonostante l'epilogo sfortunato comunque la stagione di Marquez è stata indubbiamente positiva e probabilmente a livello di talento assoluto e potenzialità di crescita, Marquez ha qualcosa in più di Bradl.
Ma bisogna ammettere che restare competitivo per tutta la stagione non è semplice, e quindi se dobbiamo riconoscere a Bradl meno talento di Marquez, almeno bisogna ammettere che quanto a determinazione e concentrazione ha sicuramente meritato.
Naturalmente incide sempre anche la componente fortuna, che quest'anno pare aver sorriso più al tedesco che allo spagnolo.
Concludendo onore al merito di Bradl, ma se il titolo l'avesse vinto Marquez, queste poche righe le avrei scritte in modo differente.
Per quello che conta...