Loris Capirossi: una carriera lunga 328 gare

di Edoardo Licciardello

Loris Capirossi: una carriera lunga 328 gare

Michael Doohan, l'anno scorso, ha presenziato assieme ai piloti "in forza attiva" ai festeggiamenti per i 20 anni di gran premi sul tracciato di Sepang. Mick, che oltre che con la manetta è sempre stato velocissimo anche con la lingua, commentò con una punta di sarcasmo "E' incredibile, in tutti i video c'era Capirossi...", tributando a suo modo l'onore delle armi ad un pilota che, da ventidue anni, solca le piste del motomondiale.

HOLE IN ONE
Loris, pischello classe '73 (è nato a Castel San Pietro il 4 Aprile) appena uscito dall'europeo, esordì nel 1990 su una Honda RS125 privata con il team Pileri.

Da allora sono passati 327 gran premi, e sembra quasi impossibile ricordare come quel bimbetto - denti lunghi e capelli da paggetto - sia diventato l'uomo che è oggi. Loris doveva solo fare esperienza, recitare il ruolo dello scudiero nei confronti del più esperto Fausto Gresini. E invece, complice la sfortuna che ha fatto saltare due gare a Fausto, Loris si merita una NSR ufficiale, e finisce per laurearsi campione del mondo con la rocambolesca gara di Phillip Island. Con i suoi 17 anni, Capirossi diventa il più giovane campione del mondo di tutti i tempi - record che non durerà molto, ma che all'epoca fece davvero scalpore. E l'anno dopo, tanto per gradire, si riconferma, coniando per l'occasione il termine "bicampione del mondo".


LA 250, PRIMO PASSAGGIO: POCHE GIOIE, TANTI DOLORI
Nel 1992 Loris passa alla 250, evoluzione naturale della sua carriera. Ma è un anno strano: la moto ufficiale c'è solo per Cadalora, Bradl, Shimizu e Cardus. I "giovani leoni" Capirossi e Romboni devono arrabattarsi sulla RS, ben poco competitiva. Nel 1993 cambia tutto: in casa Honda arriva anche Biaggi (nel team Rothmans-Kanemoto, campione del mondo, ma con Michelin ormai disinteressata alle piccole cilindrate) ma il mondiale è affare fra lui e il debuttante Harada. Finisce male, per Loris: Harada vince all'esordio, Capirossi perde all'ultima gara. E non va meglio nel 1994, quando sul suo cammino incontra il binomio Biaggi-Aprilia al primo dei tre titoli. Loris si fa anche male due volte, la seconda pesantemente, e alla fine chiude anche dietro ad Okada.

500: ANCORA DOLORI... E UNO SPRAZZO DI LUCE
Meglio passare in 500, anche perché una Honda ufficiale (ma sempre con il team Pileri) non si rifiuta mai. Nel 1995 corre con una Honda colorata Marlboro, ma passa più tempo per terra che nelle posizioni di testa. Allora era abbastanza normale pagare pegno nell'apprendistato dalla 250, e Loris, alla fine, conquista anche un podio. Sufficiente per farsi notare da Rainey, diventato team manager, che lo vuole in Yamaha. Ma il feeling fra i due si deteriora in fretta: Wayne vorrebbe che Loris guidasse come faceva lui, Capirossi rifiuta di snaturarsi. Ironia della sorte, all'ultima gara arriva la prima vittoria nella classe regina. E' la celebre gara di Eastern Creek, quella del contatto all'ultimo giro fra Doohan e Criville finita con le mani addosso nei box. Capirossi, che era comodo terzo, vince e ringrazia.

UNA PROPOSTA IMPOSSIBILE DA RIFIUTARE
Meglio tornare in 250, dove c'è un'Aprilia ufficiale che lo aspetta. Biaggi se n'è andato alla Honda, la casa di Noale punta su di lui e Harada. Purtroppo, però, il passaggio alla benzina verde rende l'Aprilia fragile, e mentre Max se la ride in sella alla NSR, Loris e Tetsuya si fermano troppe volte per puntare seriamente al titolo. Il 1998 sembra ancora più difficile: arriva Valentino Rossi, neocampione del mondo della 125, anche lui con la RSW ufficiale. Capirossi appare all'inizio schiacciato fra Harada e Rossi, ma alla fine esce con esperienza e cattiveria, con il sorpasso di Buenos Aires. Harada finisce a terra, Capirossi taglia il traguardo (dietro a Rossi) ed è campione del mondo. Il romagnolo finisce sotto processo, viene assolto, ma i rapporti con Aprilia - che chiede un risarcimento milionario per comportamento antisportivo - sono compromessi, e Loris ricompone uno storico binomio andando a correre per il team dell'ex compagno di squadra Fausto Gresini.

HONDA: SECONDA PARTE
Nel 1999 lotta tutta la stagione con Valentino Rossi, ma si deve arrendere, alla fine, anche a causa di una Honda forse non all'altezza dell'Aprilia. Curiosamente, a fine anno entrambi passano in 500, Valentino con la Honda ufficiale ma gestita dalla struttura privata affidata a Jeremy Burgess, e Loris con il team Pons. Memorabile, nella stagione 2000, il "triello" con Biaggi e Rossi fra i saliscendi del Mugello: alla fine, al traguardo ci arriva il solo Capirossi. Nei due anni successivi, Capirossi continua con il team Pons, ma il trattamento tecnico non è all'altezza degli ufficiali, e forse nemmeno a quella di Barros, pilota di punta della compagine coccolatissimo dalla casa madre. Il 2002, corso con le 500 contro le MotoGP, è una valle di lacrime.

L'AVVENTURA DUCATI
Nel 2003, Capirossi viene scelto per portare al debutto la Ducati Desmosedici assieme a Bayliss. Si inizia bene: miglior tempo (e velocità massima spaventosa...) nei test precampionato a Barcellona, podio nella prima gara, a Suzuka, e prima vittoria a Barcellona (nella foto). Il 2004, invece, è una stagione molto difficile: Ducati imbocca una strada sbagliata, e la stagione si conclude senza vittorie. L'anno successivo è quello della consacrazione: due vittorie, fra cui quella storica a Motegi - in casa dei giapponesi e due podi. Nel 2006 sfiora il colpaccio: complice l'annus horribilis di Yamaha e Michelin, Capirossi punta al titolo ma a Barcellona, dove si presenta alla guida del mondiale, il contatto in partenza proprio con il compagno di squadra Gibernau lo manda in infermeria e spegne le ambizioni del romagnolo.

LA 800: TERMINE DELLA CORSA
Nel 2007, Capirossi è la prima "vittima" di Stoner. L'australiano vince il mondiale, Loris chiude la stagione con la sola vittoria di Motegi (l'ultima della sua carriera) e termina il rapporto con Ducati, passando in Suzuki. Dove rimedia un sacco di cadute, infortuni, e la sola soddisfazione del podio di Brno. Questo 2011 si apre con il team Pramac: le premesse sono quelle di una riscossa, ma la stagione va come tutti sapete, e in occasione della gara di Misano Loris annuncia il ritiro.

IL FUTURO
Capirossi, che vive a Montecarlo con la moglie Ingrid e il figlio Riccardo, resterà con ogni probabilità nel mondo della MotoGP occupandosi di sicurezza con un ruolo probabilmente tecnico. Fresco d'esperienza di gare, potrà dire sicuramente la sua su tanti aspetti che attualmente non vanno come dovrebbero. E' in fondo calzante che il suo addio coincida con la fine di quella 800 che ha segnato il declino della sua carriera, e con la morte della 125 che ne ha visto gli inizi.

Ciao Loris, anzi arrivederci. E grazie.

comments powered by Disqus

Altri commenti

leoallafila

Ci manchera' vederlo in pista. certe frustate con la Ducati i primi anni, cuore da leone!

Inserito: 03 novembre 2011
Fastmambo

Penso sempre a quel 2006..... poteva davvero essere l'anno del mondiale con Ducati.... che peccato!!
E domenica, per la sua ultima gara, abbandonerà il suo 65 per correre con il... 58!!!! In onore del Sic!!! Grande uomo!

Inserito: 03 novembre 2011
DesmoTuri

Sempre stima per lui! Sulla Ducati ci ha dato parecchie soddisfazioni, annate 2005 e 2006 veramente in palla tra mugello, sepang e motegi!

Inserito: 04 novembre 2011
Username
Password
Non sei registrato?
Registrati, è gratis!

Commento


Articoli precedenti su MotoCorse.com

MV Agusta: arriva la F3 675

MV Agusta: arriva la F3 675
in Moto e mercato

Maida: suo anche il titolo veneto a coppie

Maida: suo anche il titolo veneto a coppie
in Offroad - Speedway

EICMA: Arai Racing & Touring Service

EICMA: Arai Racing & Touring Service
in Abbigliamento moto

Valencia MotoGP, la guida

Valencia MotoGP, la guida
in Motomondiale