Due settimane fa a Donington Park Daijiro Katoh ha raggiunto un traguardo
molto importante: non solo ha festeggiato il "quarto di secolo", bensì e
soprattutto ha conquistato la sesta vittoria della stagione su otto gare,
affermandosi in assoluto il miglior pilota della 250 degli ultimi anni.
Il piccolo grande giapponese del team Gresini è l'unico
pilota ad aver portato a termine tutte le gare, accumulando sempre punti su
punti e passando il giro di boa del Campionato a quota 161 (il suo
connazionale e più pericoloso rivale Harada lo insegue distaccato di 40
lunghezze). Stesso punteggio di Valentino Rossi nella classe regina, e già
questo paragone la dice lunga sulle qualità di Daijiro, ma il folletto di
Saitama ha addirittura vinto un Gran Premio in più del fenomeno di Tavullia.
Se Valentino è stato definito il ragazzo delle meraviglie per le sue imprese
in 500, Katoh merita di essere nominato il ragazzo dei record. Se si compara
infatti la progressione del giapponesino coi piloti che hanno vinto il
Campionato della 250 dal 1993, anno in cui il corrente sistema di punteggio
è entrato in vigore, Daijiro supera nettamente tutti i record.
Coloro che si avvicinano di più ad un tale livello di prestazioni sono
proprio i due italiani (leggi Biaggi e Rossi) che stanno agguerritamente
lottando per il titolo della 500. Biaggi nel '96, anno in cui si è laureato
per la terza volta campione della quarto di litro, nella prima metà del
Campionato aveva vinto 5 gare, terminando la stagione di 15 GP con 274
punti; mentre Rossi, che nel '99 ha riportato 4 successi dopo 8 gare dall'
inizio, è diventato campione del mondo con 309 punti.
Il risultato del confronto salta subito all'occhio: se il pilota del team
Gresini continuerà a salire sul podio con la stessa
frequenza con cui ci è riuscito da inizio stagione, avrà la possibilità di
stabilire un nuovo esaltante record: finire il Campionato con 322 punti.
Chi lo conosce bene, però, sa che Daijiro Katoh non fa troppo caso alle
statistiche. Anzi, quasi come quando si infila il casco ed entra in pista,
resta abbastanza freddo davanti ai numeri. Il venticinquenne giapponese preferisce rimanere concentrato ad ogni gara e
dare il meglio di sé sempre, perché il suo scopo è solo uno: vincere.
"Dal ricordo che ho dall'anno scorso questo tracciato mi piace - ammette
Katoh pensando al Sachsenring - ma ho saputo che è un po' cambiato, quindi
staremo a vedere se da venerdì continuerà a piacermi oppure no" - scherza il
giapponese.
"Alla fine, che sia un circuito facile o difficile non ha molta importanza
perché noi siamo comunque qui per trovare
una buona messa a punto per la gara di domenica e lottare ancora per la
vittoria".
A vederlo potrà anche sembrare solo un ragazzino, ma di sicuro in testa e in
cuor suo ha già dei grandi "progetti".
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