Che Marquez avesse in mano questa gara era apparso evidente fin dalle prove - sette decimi il suo margine sul resto degli inseguitori. Poi l'assalto di Bradl, che sembrava sul punto di trasformare la gara in un duello mondiale fra i due protagonisti della classifica iridata, e l'arrivo della pattuglia italo-sammarinese a scompigliare le carte sembravano destinati a trasformare il GP di Aragona in tutt'altra gara. Una di quelle "risse" per cui la MotoGP è diventata famosa, e che hanno reso la categoria un successo quasi istantaneo.
E invece, sono bastati pochi giri perché la grinta di Marquez, i rischi presi negli scontri diretti, pagasse molte volte la posta. Perché se da un lato il talento iberico è riuscito a liberarsi degli (scomodissimi) inseguitori, tornando a martellare su tempi irraggiungibili dagli altri (al quindicesimo giro si è permesso di infrangere il record della pista di ben oltre un secondo, complici le nuove Dunlop) e potendo poi amministrare il suo vantaggio senza rischi per portare a casa la settima vittoria stagionale, dall'altra Stefan Bradl ha accusato un crollo verticale, tagliando il traguardo ottavo.
Adesso il mondiale si fa davvero incandescente: il vantaggio accumulato dal tedesco nelle prime gare della stagione si è praticamente volatilizzato, e l'ago della bilancia pende pesantemente dalla parte di Marquez. Ciononostante, il tedesco venderà cara la pelle. Scommettiamo che il campionato si deciderà solo a Valencia?
Dal canto nostro, noi ci consoliamo con la resurrezione di Iannone, che a colpi di staccata, dopo aver impegnato i due leader della classifica, si è fatto valere contro due compagni di viaggio scomodi come Corsi e De Angelis. Che, quando sono in giornata come oggi, fanno veramente paura a chiunque: la domanda che sorge spontanea, visto il talento dei tre, è come mai non sono sempre in giornata e non lottano costantemente per il podio come oggi.
Staccati di un'eternità, non appena il gruppo si è un filo sgranato e la "rissa motociclistica" si è calmata, facendo scendere i tempi, Espargaro, Smith e Luthi. Per quanto riguarda gli italiani, a parte i già citati due a podio, la giornata è stata abbastanza nera: diciannovesimo Corti, ventiduesimo Baldolini. Fuori quasi subito Pasini, seguito a breve da De Rosa; a quattro giri dalla fine è stato il turno di Pirro.
Così all'arrivo:
1 93 Marc MARQUEZ SPA Suter 40'20"575
2 29 Andrea IANNONE ITA Suter +2"466
3 3 Simone CORSI ITA FTR +2"574
4 15 Alex DE ANGELIS RSM Motobi +3"054
5 40 Aleix ESPARGARO SPA Kalex +10"831
6 38 Bradley SMITH GBR Tech 3 +10"870
7 12 Thomas LUTHI SWI Suter +11"005
8 65 Stefan BRADL GER Kalex +11"212
9 77 Dominique AEGERTER SWI Suter +11"810
10 36 Mika KALLIO FIN Suter +11"939
11 13 Anthony WEST AUS MZ-RE Honda +12"108
12 63 Mike DI MEGLIO FRA Tech 3 +12"114
13 76 Max NEUKIRCHNER GER MZ-RE Honda +12"180
14 44 Pol ESPARGARO SPA FTR +12"908
15 45 Scott REDDING GBR Suter +13"329
16 34 Esteve RABAT SPA FTR +13"875
17 60 Julian SIMON SPA Suter +13"954
18 19 Xavier SIMEON BEL Tech 3 +15"251
19 71 Claudio CORTI ITA Suter +18"470
20 18 Jordi TORRES SPA Suter +20"128
21 4 Randy KRUMMENACHER SWI Kalex +38"974
22 25 Alex BALDOLINI ITA Kalex +39"072
23 9 Kenny NOYES USA FTR +39"340
24 7 Tomoyoshi KOYAMA JPN Suter +48"695
25 88 Ricard CARDUS SPA Moriwaki +48"843
26 64 Santiago HERNANDEZ COL FTR +1'02"670
27 33 Sergio GADEA SPA Moriwaki +1'05"633
28 6 Joan OLIVE SPA FTR +1'06"619
29 53 Valentin DEBISE FRA FTR +1'11"832
30 39 Robertino PIETRI VEN Suter +1'27"512
31 72 Yuki TAKAHASHI JPN Moriwaki +1'31"402
32 95 Mashel AL NAIMI QAT Moriwaki +1'33"725
33 82 Elena ROSELL SPA Suter +1'36"548
Non classificati
51 Michele PIRRO ITA Moriwaki
16 Jules CLUZEL FRA Suter
14 Ratthapark WILAIROT THA FTR
35 Raffaele DE ROSA ITA Suter
75 Mattia PASINI ITA FTR