Non so a voi, ma a me francamente la querelle fra Rossi e Biaggi - e ancora peggio, fra i tifosi dell'uno e dell'altro - ha stufato e non poco. Entrambi gli schieramenti, a mio modo di vedere, si ostinano a non voler vedere la realta' in maniera obiettiva, dando ascolto a quanto dice il "loro" pilota. Il più delle volte, balle.
Balle che tutti i piloti dicono: non si arriva a lottare per il campionato del mondo se non si è fermamente convinti di essere i più forti, di essere il non plus ultra del motociclismo mondiale.
Il problema è che ultimamente la discussione fra entrambi, iniziata con la famosa gomitata giapponese, ha avuto una risonanza spaventosa in TV e sulla stampa specializzata e non, con effetti devastanti sullo sport motociclistico: chiunque abbia appena una vaga idea di come sia fatta una moto, seguendo una tradizione prettamente italiana, si è sentito in diritto (se non addirittura in dovere) di dire come la pensa a riguardo. Il più delle volte, sempre mantenendo un'italica tradizione, senza avere l'esperienza o la cognizione di causa per giudicare: i fenomeni mediatici come lo sci (ai tempi di Tomba), la vela (Moro di Venezia e Luna Rossa) e chi più ne ha più ne metta fanno diventare tutti - il giornalista non specializzato così come l'uomo della strada - espertissimi dello sport del giorno.
A questo punto vi dirò nei dettagli come la penso. Opinioni personali, certo, maturate dalla convinzione che come al solito la verità stia nel mezzo; mi accontenterò semplicemente di fare qualche considerazione sugli effetti collaterali di questa situazione di attrito - per usare un eufemismo - che sta portando il mondiale 500 a temperature da fusione.
Rossi deve a tutti i costi dimostrare che è il migliore, a prescindere dal mezzo che guida. Quando il gioco si fa duro, quindi, non si accontenta dei risultati "possibili" ma spinge sempre e comunque per quanto ce n'è. Arrivare secondo - o comunque dietro a Biaggi - gli farebbe comunque più male di una caduta. Valentino è attualmente il pilota più in palla della classe regina, ma va detto che la sua NSR è la 500 più equilibrata sulla griglia di partenza. E parlo proprio della NSR di Rossi non tanto perché sia diversa da quelle di Ukawa e di Criville, ma perché come ai tempi di Doohan, Valentino è in grado di imporre le sue scelte tecniche alla HRC. Ha potuto cucirsi la NSR addosso, scegliendo il telaio e il motore che più lo aggradano - scelte radicali, con le quali solo lui si trova bene grazie ad un'abilità che i suoi cugini della Repsol si sognano. La debacle dei piloti del team ufficiale è dovuto anche a questo.
Biaggi, dal canto suo, ha tirato fuori una grinta che nemmeno contro Doohan aveva. La sua Yamaha non è perfettamente all'altezza della NSR ufficiale (anche se a voler essere obiettivi non c'è la differenza che Max vorrebbe far credere...) ma a differenza di altre situazioni analoghe Biaggi non si è scoraggiato, anzi ha trovato ulteriori motivazioni per lottare. Tutto ciò sperando che la dura lezione subita da Rossi e dalla sua Honda due settimane fa non lo renda il pilota rinunciatario e scarsamente proficiente dell'anno scorso. Il suo unico limite, attualmente, è la guida ancora troppo duecentocinquantistica: tutto bene quando la YZR è perfetta e le gomme durano fino a fine gara, in condizioni ideali Max riesce a "tirare" velocità a centro curva da far ubriacare. Ma quando c'è da lasciare il fioretto per passare alla mazza ferrata - in termini di guida - Biaggi non è così a suo agio come Valentino.
Ma il vero bello di questa situazione è che guidando sempre uno sull'altro, stanno trascurando Capirossi, che a dispetto degli scarsi risultati ottenuti di recente, è l'unico in grado di impensierire davvero Rossi e Biaggi. Non aspetto altro che una gara in cui Capirossi - o meglio la sua squadra - imbrocchi tutte le scelte tecniche per vedere Loris guidare come sa. La sua NSR è senza dubbio la moto più lenta delle tre, ma quando Capirex è in giornata riesce a metterci una pezza meglio di ogni altro. E non vede l'ora fare uno scherzo ai due "quotatissimi" rivali. La scarsa attenzione della stampa, che tende a battere la grancassa sugli altri due, è probabilmente un bene per Loris - ha poca pressione addosso, e visto il passato si tratta della condizione in cui Loris lavora meglio.
In sostanza, non state troppo ad ascoltare me e i miei colleghi giornalisti. Non scaldatevi in dibattiti e polemiche, non prendete per oro colato e nemmeno per lontanamente vero quello che esce dalla bocca del vostro pilota preferito. Godetevi lo spettacolo: chissà quando rivedremo due - anzi tre - piloti così forti in una situazione di sostanziale equilibrio tecnico a lottare fra loro. E ancora una volta, vinca il migliore. Sul serio.
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