La pagellina, questa settimana, non avremmo avuto la minima voglia di farle. Ma come abbiamo scritto nel pezzo dedicato alla morte di Tomizawa, pensiamo che continuare a seguire il nostro sport preferito sia un modo di rendere tributo a Shoya e alla sua passione. Per un momento vogliamo dimenticare le polemiche, e pensare solo alle gare. Come probabilmente, lo ripetiamo, vorrebbe che facesse un ragazzo che se n’è andato facendo ciò che amava di più.
10 a Pedrosa. Un’altra gara perfetta. Che forse gli fa rimpiangere ancora di più l’errore di Laguna Seca, ma che consolida una credibilità che, nelle ultime stagioni, non era mai riuscito a conquistarsi tanto nettamente.
9 a Lorenzo. Il ragazzo, oltre ad avere un manico spaziale, ha anche tanta testa. Domenica Dani e la sua
Honda avevano una marcia in più: Jorge ha inghiottito l’orgoglio e si è avvicinato di un altro passo al titolo.
8,5 a Rossi. Più che il podio, su cui era già salito, domenica ha convinto il passo: praticamente coincidente a quello di Lorenzo. Quando si è “seduto” un po’ e Dovi lo ha riavvicinato, ha saputo ricambiare passo. Sta recuperando, e i dubbi, almeno sulla condizione psicologica, si stanno dissolvendo.
7 a Dovizioso. Tutt’altra gara rispetto a quella statunitense. Ora bisogna sgombrare la testa dai problemi contrattuali e fare quell’ultimo, piccolo passettino che manca per entrare nel club dei primi della classe a tempo pieno.
5,5 a Stoner. Non ne ha più voglia, almeno per quest’anno. Brillante in partenza, è finito archiviato troppo rapidamente.
5 ad Hayden. Lo avevamo erroneamente valutato incolpevole del contatto nei primi giri, ma per una volta è colpa sua. Considerando quante volte lo hanno steso, la magnanimità è d’obbligo.
5 a Spies. Ci aspettavamo di meglio: la pista, oltretutto, la conosce…
4 a Simoncelli. Subito per terra, pronti-via. Va bene l’emozione del GP di casa, ma così è un po’ troppo…
6 a Melandri. Stavolta sta in piedi, duella, e qualcosa di decoroso lo mette in scena. Speriamo ritrovi verve e motivazioni in Superbike.
5 a Edwards. Come la volta scorsa. Un pilota della sua esperienza non può accettare di prenderle regolarmente da un debuttante, per quanto forte, a parità di mezzo. Che conosce da dio e ha contribuito a sviluppare, per giunta.