La procura di Rimini sta indagando sulla morte di Shoya Tomizawa, in seguito all'incidente avvenuto nelle prime fasi della gara della Moto2 a Misano Adriatico. Secondo un lancio dell'agenzia Ansa, il procuratore avrebbe aperto un'indagine, senza per adesso aver formulato alcuna ipotesi di reato, disponendo l'autopsia del corpo del pilota giapponese; autopsia volta a verificare se il trasporto del pilota dalla pista all'autoambulanza, avvenuto tramite una lettiga, abbia avuto conseguenze in seguito alla caduta di uno dei soccorritori, scivolato sulla ghiaia in quei terribili momenti.
Molto si è già discusso di questo incidente, e diversi hanno puntato il dito sulla decisione da parte della direzione di gara di non sospendere la corsa con la bandiera rossa. La nostra personale opinione è che fermare la gara non avrebbe avuto purtroppo alcuna conseguenza per la sorte del povero Shoya, anche perchè quando i piloti sono ripassati sul punto dell'incidente i soccorritori avevano già trasportato d'urgenza il pilota alla vicina ambulanza. Trasporto avvenuto immediatamente, perchè secondo i primi report Tomizawa non respirava quando i marshall sono arrivati a soccorrerlo, ed anche se una delle regole in caso di incidente con rischio di lesioni spinali è di non muovere il pilota, se questi non respira appare evidente che, per quanto gravi possano essere queste lesioni, passino comunque in secondo piano. Evidentemente il medico presente ha valutato che la cosa migliore da fare in quel momento era portare il pilota all'ambulanza, e non intervenire a bordo pista, per cui fermare la gara o meno a quel punto sarebbe stato ininfluente.
Attenzione, questo non significa che la decisione di non fermare la gara sia stata quella giusta, significa solamente dal punto di vista della salute del pilota non avrebbe fatto alcuna differenza. In un mondo perfetto comunque la direzione di gara avrebbe dovuto dare il segnale di esporre la bandiera rossa immediatamente in seguito all'incidente, per permettere ai soccorritori un eventuale intervento a bordo pista. In un mondo perfetto.
L'intervento della magistratura comunque difficilmente porterà qualcosa di buono in questa vicenda: Shoya non è morto per cause imputabili al tracciato (non ha impattato in un muretto o in un altro ostacolo), e rovinare la vita di un volontario colpevole di essere inciampato in quei momenti cruciali non crediamo sia la giusta conclusione di questa triste vicenda.
Ma io mi chiedo: non era possibile arrivare con l'ambulanza sul posto mentre i medici tentavano di rianimare il ferito?
Inserito: 08 settembre 2010
Fastmambo
Italy Florence
E' un procedimento normale che la magistratura apra l'indagine (c'è stato un morto, e ne verrà fatta l'autopsia), e con ogni probabilità tra gli indagati ci saranno anche De Angelis e Redding, ma è, come si dice in gergo, un "atto dovuto".
Inserito: 08 settembre 2010
TOMMYBAR71
Italy Ripabianca
Le immagini dell'incidente sono talmente chiare.
Il povero Tomizawa non c'è più per una fatalità.
Non ci sono altri responsabili.
Inserito: 08 settembre 2010
GIAMPYRSV
Italy Talamello
tommy ok ma credo che bisogna agire diversamente da quanto successo domenica. Credo che intervenire in pista sarebbe servito a qualcosa in più!
Inserito: 08 settembre 2010
bat21
Italy
io invece credo al solito che procuratore che vuole visibilità .... quanti anni sono andati avanti con la morte di senna per concludere con un nulla di fatto .
ciò che è successo lo si è visto tutti . tomizawa è scivolato e se non fosse stato investito avremmo risparmiato tutti un sacco di carta , parole e fiato . purtroppo è stato investito e tutti a pontificare su cosa si sarebbe dovuto fare . la gente bravissima e preparatissima che segue le corse in italia a misano ha dovuto decidere in una frazione di secondo cosa fare , non aveva tempo per fare un referendum su come era meglio agire . resta il fatto che sono convinto che se anche il pilota respirava ancora il destino era segnato .