Chissà cosa sarebbe successo se
Honda avesse azzeccato subito, fin dall'inizio della stagione, la giusta rigidità del telaio della
Honda di Pedrosa. Chissà se staremmo qui a parlare di un Lorenzo virtualmente già campione del mondo, o se invece avremmo la fortuna di assistere ad un mondiale tirato e combattuto. O magari, se i ruoli sarebbero ora rovesciati, con Dani in fuga e Jorge ad inseguire…
Non lo sapremo mai, ma non c'è dubbio che Pedrosa, con la stagione che sta vivendo, stia dissolvendo molti dei dubbi che il riservato e un po' misterioso pilota di Sabadell, Barcellona, ha sollevato in molti di noi per tutta la sua carriera. Con questa le vittorie stagionali diventano quattro - il doppio rispetto a quanto Dani ci ha abituato durante la sua carriera in MotoGP, e l'errore di Laguna Seca assume tutt'un altro peso. Peccato, davvero.
Lorenzo, dal canto suo, non ha sbagliato nulla. Constatata la velocità dell'avversario, ha messo da parte immediatamente tutti i sogni di gloria, e ha gestito con agio un secondo posto che, pur sacrificando un po' di vantaggio, lo avvicina comunque di un altro passettino al titolo mondiale.
Torna finalmente sul podio Rossi, dopo una schermaglia a distanza con Dovizioso. Valentino si aspettava forse di meglio, e a ragione: per buona parte della gara, il suo passo è stato praticamente equivalente a quello di Lorenzo, ma il ritardo accumulato nelle prime tornate non gli ha permesso di giocarsi la seconda posizione. Nulla di male, ci saranno altre occasioni. Tutto sommato soddisfatto anche Dovizioso: viste le premesse delle qualifiche, non era per nulla scontato che potesse ottenere un risultato del genere.
Solo quinto Stoner. Scattato benissimo al via, Casey è stato rapidamente recuperato e passato da Lorenzo, e, calato il suo ritmo come avviene tutte le volte che… resta in piedi, è stato rapidamente archiviato anche da Rossi e Dovizioso. Problemi d'avantreno o che non sappiamo, fatto sta che è l'ombra del pilota che qualche tempo fa veniva considerato, se non il più veloce, sicuramente fra i più veloci del mondiale.
Bella, invece, la rimonta di Spies: autore di una brutta partenza, il texano ha recuperato bene, rimontando diverse posizioni e limitando il distacco finale. Non troppo male neanche Edwards, pur sconfitto - e nettamente - nel duello di famiglia. Positiva va sicuramente considerata la prova di Bautista, evidentemente saggio nello scegliere, in controtendenza, la gomma morbida all'anteriore. Un po' meno positivo il giudizio su Bautista, al quale il rinnovo del contratto con il team di Jorge "Aspar" Martinez e dunque la
Ducati non ha evidentemente portato stimoli di sorta - è vero, è il migliore dei ducatisti privati, ma la cosa non significa moltissimo. Non eccezionale nemmeno la prestazione di Melandri, ormai quasi sicuro partente verso la Superbike (si parla di Yamaha, forse con la prospettiva di un rientro in GP l'anno successivo).
A terra praticamente subito il povero Hayden, al quale Misano evidentemente porta davvero pochissima fortuna: l'anno scorso era stato De Angelis a stenderlo, stavolta è toccato a Capirossi portarselo nelle vie di fuga. Cose che succedono, ma Hayden, da un paio d'anni, sembra davvero avere un mirino disegnato sulla schiena. A terra purtroppo anche Simoncelli, rientrato ma ovviamente impossibilitato ad andare oltre l'ultima posizione. Ritirato, invece, Kallio.
I tempi:
1 26 Dani PEDROSA SPA Honda 44'22.059
2 99 Jorge LORENZO SPA Yamaha +1.900
4 4 Andrea DOVIZIOSO ITA Honda +6.454
5 27 Casey STONER AUS Ducati +18.479
6 11 Ben SPIES USA Yamaha +28.385
8 19 Alvaro BAUTISTA SPA Suzuki +38.157
9 40 Hector BARBERA SPA Ducati +40.943
11 41 Aleix ESPARGARO SPA Ducati +45.906
12 7 Hiroshi AOYAMA JPN Honda +46.394
13 14 Randy DE PUNIET FRA Honda +50.481
14 58 Marco SIMONCELLI ITA Honda +1'23.143
Non classificati
36 Mika KALLIO FIN Ducati