Finale indubbiamente infuocato, quello delle qualifiche della MotoGP, concluso con i "fantastici quattro" a dominare la classifica, con Spies, candidato ad entrare nel ristretto, esclusivo club dei fenomeni della MotoGP, attaccato a loro. E' stato uno spettacolo consueto vedere cinque caschi rossi accendersi al primo intertempo, per poi scremare la compagine ogni volta che qualcuno ritoccava il tempo della pole.
Alla fine l'ha avuta vinta Pedrosa, che si è preso la rivincita su Lorenzo, più veloce nella seconda sessione di libere del mattino. Unico a scendere sotto la barriera dell'1'34", il pilota di Barcellona sta vivendo un momento magico della stagione: poche altre volte Dani è apparso tanto convincente e "consistent", regolare, nei risultati per tante gare di fila. Se solo non avesse commesso quell'errore a Laguna, forse oggi staremmo guardando un mondiale ben più avvincente.
Già, perché a parte il vantaggio di cui gode il maiorchino, Lorenzo ora è anche pilota intelligente e solido mentalmente, che molto difficilmente commette errori. Anche oggi non si fatica a pensare che, alla bisogna, avrebbe potuto forse giocarsi la pole con Pedrosa. Ma i rischi sarebbero stati davvero troppo alti: meglio portare a casa una seconda posizione, soprattutto in questo momento, in cui la sua
Yamaha sembra meno invincibile e imbattibile rispetto ad inizio stagione…
Terzo Stoner, nonostante una caduta alla staccata della Rio - dove ieri il suo compagno di squadra Hayden, oggi molto indietro, si era esibito in un dritto - e comunque fiducioso per la gara di domani. C'è da dire che Stoner è sempre fiducioso…
Quarto un Rossi visibilmente contrariato: avrebbe voluto fare di più. Troppo il distacco da Pedrosa, troppo poco quello rifilato a Spies, perché il campione del mondo possa ritenersi soddisfatto. Il vero problema è che si continua a non interpretare le sue condizioni fisiche: tutto il suo entourage si trincera dietro ad un "Rossi non è al 100%", senza che però si capisca di cosa soffra. Spalla, testa, gamba? Prima o poi lo scopriremo, ma non si capisce a cosa serva correre in queste condizioni per beccarsi mezzo secondo, invece di restare a casa ad allenarsi e recuperare la condizione fisica.
Già detto di Spies, che perde molto negli ultimi due settori pur accendendo diversi caschi rossi nei primi due, sesto chiude un De Puniet, ottimo primi degli hondisti privati e… davanti anche ad un catastrofico Dovizioso, che sulla pista di casa avrebbe dovuto fare ben di meglio. Tutto sommato positivo il settimo posto di Edwards, che con la M1 2010 proprio non si trova, non male nemmeno il nono di Simoncelli, ultimo dei piloti a meno di un secondo dalla pole. Decimo un Melandri ormai certo partente verso la Superbike, e solo undicesimo Capirossi che, se non altro, stavolta si mette dietro Bautista.
I tempi:
1 26 Dani PEDROSA SPA Honda 1'33.948
2 99 Jorge LORENZO SPA Yamaha 1'34.256 0.308
3 27 Casey STONER AUS Ducati 1'34.397 0.449
5 11 Ben SPIES USA Yamaha 1'34.472 0.524
6 14 Randy DE PUNIET FRA Honda 1'34.751 0.803
8 4 Andrea DOVIZIOSO ITA Honda 1'34.826 0.878
9 58 Marco SIMONCELLI ITA Honda 1'34.934 0.986
12 40 Hector BARBERA SPA Ducati 1'35.259 1.311
13 7 Hiroshi AOYAMA JPN Honda 1'35.286 1.338
15 41 Aleix ESPARGARO SPA Ducati 1'35.438 1.490
16 19 Alvaro BAUTISTA SPA Suzuki 1'35.629 1.681
17 36 Mika KALLIO FIN Ducati 1'35.724 1.776