Non si può dire che non ce lo aspettassimo, visto che conosciamo bene le capacità di Spies e quanto vada forte sul tracciato di Indianapolis, ma una pole al primo anno di MotoGP non è cosa da tutti - diciamo pure che si tratta di una di quelle imprese, soprattutto nella GP di oggi, che separa i campioni dai "semplici" grandi piloti. Alla luce di questa prestazione, e della seconda, in tranquillità, di Jorge 'IronMan' Lorenzo (il casco, a differenza del Capitan America dell'anno passato, è semplicemente stupendo) si fatica a criticare un Lin Jarvis che ha lavorato per avere i due piloti più in forma di oggi nel suo team ufficiale…
Mastica molto amaro, al contrario, Valentino Rossi. Mai in lizza per le prime posizioni, il campione del mondo ha lavorato in ottica gara, cercando la miglior messa a punto. Rossi è fiducioso, ma negli ultimi minuti delle qualifiche, quando avrebbe dovuto piazzare il giro alla morte per partire avanti, è rimasto vittima di una banale scivolata. Difficile pronosticarlo fra i protagonisti di domani, anche se con lui non si sa mai.
Sorride a trentadue denti Nicky Hayden, che nella pista di casa firma la sua prima partenza in prima fila con la Ducati. L'anno scorso Indianapolis gli ha fruttato la riconferma, quest'anno, ancora una volta uomo immagine del "Brickyard", si regala la partenza in prima fila e la soddisfazione intima di essersi messo dietro il compagno di team. Compagno di team che, senza nascondersi dietro un dito, delude le aspettative: dopo due turni di prova letteralmente dominati, Stoner finisce solo sesto, con l'ennesima dimostrazione di nervosismo verso Barbera e Kallio che, va detto, a forza di cercare traini andando a spasso negli ultimi minuti di prova, si meriterebbero qualche sano provvedimento regolamentare. L'organizzazione, tanto pronta a sanzionare certi comportamenti, per qualche motivo quando c'è di mezzo Hector chiude sempre un occhio. Mah.
Sorrisi a mezza bocca, invece, per Dovizioso e Pedrosa. L'italiano batte lo spagnolo, poleman provvisorio prima che si iniziassero a sparare le cartucce "da pole". Buono anche l'ottavo posto di Simoncelli - ultimo fra i piloti a meno di un secondo - anche se ottenuto con un giro alla morte. La scivolata a metà turno la dice lunga…
Delude Edwards, solo nono e davanti alle disastrose Suzuki. Ancora peggio Melandri, dodicesimo, davanti ai soli ducatisti privati e il convalescente Randy De Puniet, visibilmente in precarie condizioni fisiche.
I tempi:
1 11 Ben SPIES USA Yamaha 1'40.105
2 99 Jorge LORENZO SPA Yamaha 1'40.325 0.220
4 4 Andrea DOVIZIOSO ITA Honda 1'40.559 0.454
5 26 Dani PEDROSA SPA Honda 1'40.637 0.532
6 27 Casey STONER AUS Ducati 1'40.664 0.559
8 58 Marco SIMONCELLI ITA Honda 1'41.090 0.987
11 19 Alvaro BAUTISTA SPA Suzuki 1'41.534 1.429
13 7 Hiroshi AOYAMA JPN Honda 1'41.631 1.526
14 41 Aleix ESPARGARO SPA Ducati 1'41.649 1.544
15 36 Mika KALLIO FIN Ducati 1'41.856 1.751
16 40 Hector BARBERA SPA Ducati 1'41.896 1.791
17 14 Randy DE PUNIET FRA Honda 1'41.923 1.818