Si torna per la terza volta sul “Brickyard” – così, affettuosamente, viene chiamato il circuito statunitense di Indianapolis, una volta appunto pavimentato in mattoni. L’anno scorso, l’uragano Ike mise a rischio lo svolgersi del Gran Premio, mentre quest’anno dovremmo avere la possibilità di goderci la gara sul leggendario ovale (con tracciato interno, denominato Infield) senza grosse preoccupazioni. Va detto, comunque, come entrambe le edizioni finora disputate si siano corse sotto la pioggia…
Com’è andata l’anno scorso: in MotoGP, sotto una pioggia infernale, Lorenzo ha disputato una gara perfetta, perdendo per strada Pedrosa e Rossi, incapaci di tenere il suo micidiale passo. Sul podio, quindi, dietro al maiorchino, sono saliti De Angelis e Hayden, che con questa prestazione si guadagnò la riconferma in Ducati. La 250 ha visto Simoncelli prevalere su Aoyama e Bautista
I pronostici per quest’anno: Scommettere contro Lorenzo, nel 2010, è sempre cosa poco saggia, anche se vale la pena ricordare che razza di gara fece Spies nel 2008, quando batté entrambi i compagni di marca finendo sesto in sella ad una Suzuki. Anche Hayden dovrebbe essere in grado di dire la sua, senza dimenticare le
Honda di Pedrosa e Dovizioso e Valentino Rossi, vincitore dell’edizione 2008 e sempre più vicino alla forma ideale. Da vedere, infine, se la nuova forcella Ohlins regalerà quella fiducia nell’avantreno finora mancata a Stoner. Nella Moto2, oltre ai soliti protagonisti Elias, Iannone e presumibilmente, viste le caratteristiche della pista, Takahashi, vale la pena di citare Roger Lee Hayden, che correrà qui come wild card. Nella 125, pronosticare una vittoria non in mano a Marquez è quantomeno imprudente.
La pista: per metà ovale, per metà normale tracciato permanente, il circuito di Indianapolis è particolarmente impegnativo nella messa a punto, dovendo conciliare la potenza e la stabilità alle alte velocità richieste dal “Banking” con agilità e regolarità dell’erogazione ai medi regimi necessarie per essere veloci nel misto relativamente stretto dell’”Infield”. Molto selettiva per la messa a punto e stressante per le gomme, anche tecnicamente è considerata una pista molto difficile.