9 a Lorenzo. La vittoria è arrivata per la caduta di Pedrosa, ma lui stava facendo tutto quello che doveva fare. E ora, il mondiale è davvero solo una formalità.
7 a Stoner. Continua ad accusare problemi d’avantreno, che evidentemente, però, non gli impediscono di fare il giro più veloce alla quarta tornata, per poi mettersi a girare di rimessa. Ha la testa altrove.
8 a Pedrosa. Nella sua situazione doveva provarci: il secondo posto dietro a Lorenzo non sarebbe servito a nulla.
8 a Rossi. Un podio alla seconda gara dal rientro, su un tracciato fisicamente faticoso come Laguna Seca, e con diversi sassolini da togliersi dalle scarpe non è affatto male. Per usare un eufemismo.
7 a Dovizioso. Gara un po’ anonima: l’impressione è che gli manchi anche un po’ di convinzione. In generale, e nei propri mezzi.
6 ad Hayden. Non demerita, perché finire quinti non è comunque male, ma qualche anno fa lo conoscevamo con il soprannome di “mostro della Laguna”...
5 a Spies. Ci aspettavamo di più: con una Yamaha, sulla pista che conosce meglio, non va oltre il sesto posto con un distacco pesante. Perlomeno come a Silverstone poteva fare.
5 a Edwards. Stesso discorso di Hayden. E meno male che sono arrivati, stando a Yamaha, motori nuovi.
4 a Simoncelli. Weekend disastroso: da dimenticare.
5 a Melandri. Sembrava destinato ad altre prestazioni, e invece eccolo ricaduto nell’anonimato. Rimandato a dopo le vacanze.
5 a Kallio. Ormai non lo si vede più, se non quando è coinvolto in incidenti...
4 a De Angelis. Dietro anche a Roger Lee Hayden, che è saltato sulla MotoGP venerdì. Va bene che conosce la pista ben meno dello statunitense, ma c’è qualcosa che tocca…